ROMA - Anche il porcetto sardo potrà partecipare all'Expo di Milano. Lo annuncia il ministero della Salute, che ha siglato un protocollo d'intesa con la Regione Sardegna. "Grazie all'intesa raggiunta - spiega il ministro Beatrice Lorenzin - uno dei prodotti più noti della tradizione gastronomica italiana non resterà escluso, ma potrà essere degustato ad Expo nella modalità termizzata". Il documento prevede cioè l'invio dei maialini precotti a 80 gradi per l'esposizione o la degustazione esclusivamente nell'ambito della manifestazione milanese. La paventata esclusione del maialino sardo, su cui da tempo grava un divieto di esportazione per via della peste suina (non nociva per l'uomo), fra le leccornie degustabili all'Esposizione Universale aveva suscitato non poche polemiche, specie in vista della possibile deroga ministeriale ad alimenti 'esotici' portati da altri Paesi, dalla carne di caimano al pesce palla. Oggi il contrordine. Per Lorenzin è "un successo costruito attraverso la collaborazione e l'unità di intenti tra il ministero della Salute e le autorità regionali sarde che si sono impegnate ad intraprendere, in linea con le indicazioni della Commissione europea, una rigorosa campagna di lotta alla peste suina africana". "Con il via libera al porceddu l’Expo potrà contare su uno dei più rappresentativi testimonial alimentari della Sardegna da far conoscere potenzialmente agli 8 milioni di turisti stranieri previsti in visita dell’esposizione" commenta la Coldiretti nell’esprimere apprezzamento per la decisione annunciata dal ministro Lorenzin . "I visitatori dell’Expo - sottolinea l'associazione degli agricoltori- spenderanno nell’alimentare circa 1/3 del budget disponibile e avere l’opportunità di far conoscere la specialità gastronomica dell’Isola è un elemento competitivo che va ben oltre al valore intrinseco. Dal punto produttivo il via libera al maialetto è per la Coldiretti uno stimolo ad impegnarsi per uscire finalmente dal tunnel della peste suina, che in oltre 35 anni ha di fatto annientato un intero comparto della Sardegna". Nonostante la 'deroga' per l'Expo, il problema della peste suina africana - endemica in Sardegna da più di 35 anni - in Sardegna purtroppo resta. Le aziende sarde del settore se ne lamentano, visto l'embargo per tutto ciò che dall'Isola potrebbe uscire, per i danni da mancata esportazione (circa 250 milioni di euro all'anno di perdita) e per la falcidazione degli animali, mentre l'Unione europea è arrivata anche a minacciare il commissariamento se non si trova una soluzione.