Festival di Salute 2026

Viaggio al cuore della cellula, mutata

Viaggio al cuore della cellula, mutata

Indossando un visore potete entrare nel microcosmo e vederne strutture e funzioni. Per capire come e quando le mutazioni del Dna che si accumulano le fanno prendere una strada sbagliata e la fanno diventare un tumore. Ma anche quanto incide il suo ambiente nella diffusione della malattia. Nei giorni del Festival, a Padova

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Dalla membrana cellulare al citoplasma - in cui galleggiano piccole strutture chiamate organelli tra cui i mitocondri - fino ad arrivare al nucleo, cioè al vero e proprio “cervello” della cellula, dove è racchiuso il DNA sotto forma di cromosomi. Un lungo viaggio nel cuore della cellula per osservare da vicino la sua struttura e le sue funzioni. È questo l’obiettivo dell’iniziativa promossa da Fondazione Airc che, in collaborazione con XMetaReal Italia, offre un’esperienza immersiva e interattiva grazie alla realtà virtuale. Un’esperienza che sarà possibile provare a Padova durante il Festival di Salute in piazzetta della Garzeria tutti i giorni dalle ore 10.00 alle ore 18.00.(Per registrarsi: metaverso.airc.it/festival-della-salute-padova-2026).

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Semplicemente indossando dei visori ci si ritroverà catapultati nel micromondo cellulare pronti a scoprire i meccanismi alla base della vita ma anche della malattia. In che modo le alterazioni cellulari possono dare origine ai tumori? Quali sono le caratteristiche del microambiente tumorale? Come avviene la trasformazione di cellule sane in cellule capaci di moltiplicarsi all’infinito? Sono domande alle quali i ricercatori cercano di dare delle risposte sempre più precise. E l’esperienza immersiva in realtà virtuale, guidata da una ricercatrice Airc, condurrà i partecipanti dentro la cellula umana proprio per raccontare in cosa consiste la ricerca oncologica.

Come nasce il cancro

Il cancro nasce quando nel Dna di una singola cellula si accumulano nel tempo molteplici errori ossia mutazioni che portano la cellula a “impazzire”. Le alterazioni possono riguardare principalmente tre sistemi. In primo luogo, si possono attivare gli oncogeni, geni che normalmente stimolano la crescita cellulare quando necessario ma che se sono mutati possono “ordinare” alla cellula di riprodursi all’infinito. In secondo luogo, si possono spegnere gli oncosoppressori: questo significa che la cellula non è più in grado di fermare la propria divisione anche se è difettosa e quindi continua a replicarsi. Infine, si può verificare il blocco dell’apoptosi cioè le cellule tumorali diventano “immortali” non andando più incontro alla morte cellulare programmata (apoptosi).

Ma il tumore non è solamente un insieme di cellule impazzite; è fondamentale il legame con il suo microambiente. Le cellule tumorali, infatti, da un lato rilasciano molecole che “ingannano” il sistema immunitario (in modo tale che alcune cellule invece di attaccare il cancro gli permettono di crescere); dall’altro lato inviano segnali chimici per far nascere nuovi vasi sanguigni che a loro volta alimentano la massa tumorale. Inoltre, il cancro altera la consistenza del tessuto circostante e questo consente alle cellule tumorali di staccarsi e viaggiare nell’organismo dando origine alle cosiddette metastasi.

Il ruolo dei mitocondri

Anche i mitocondri che rappresentano le “centrali elettriche” della cellula subiscono un’importante mutazione funzionale. L’accumulo di mutazioni nel Dna dei mitocondri aiuta, infatti, le cellule cancerose a sopravvivere in condizioni estreme come, per esempio, quando c’è poco ossigeno al centro della massa tumorale. Inoltre, un recente studio pubblicato dai ricercatori Airc sulla rivista Cell Metabolism ha messo in luce come le cellule cancerose, in realtà, riescano a “rubare” i mitocondri sani dalle cellule immunitarie circostanti, cioè dai linfociti, che diventano sempre più deboli. In questo modo, il tumore non solo si ricarica, ma nello stesso tempo “spegne” i soldati del sistema immunitario che così non sono più in grado di attaccare le varie cellule tumorali.

Comprendere le alterazioni interne alla cellula ma, soprattutto, le sue interazioni con l’ambiente circostante è fondamentale per poter sviluppare terapie mirate. Ed è proprio questo l’obiettivo ultimo dei ricercatori Airc che grazie a questa iniziativa ci permettono di osservare direttamente e da vicino tutto questo.