Chi soffre di broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) sa bene quanto la terapia inalatoria possa fare la differenza nella vita quotidiana. Ma forse pochi sanno che, fino a oggi, anche questi farmaci avevano un costo nascosto: quello ambientale. Il Comitato per i Medicinali per Uso Umano (CHMP) dell'Ema ha appena dato il via libera a una nuova versione della triplice terapia budesonide/glicopirronio/formoterolo fumarato (BGF) che utilizza un propellente con un impatto climatico quasi nullo. Un piccolo cambiamento tecnologico che potrebbe avere effetti molto più grandi, per pazienti e ambiente.
Un'innovazione clinica e ambientale
La terapia BGF è già utilizzata da anni per il trattamento della BPCO, ma oggi diventa il primo farmaco inalatorio pressurizzato (pMDI) a passare a un propellente di nuova generazione con un potenziale di riscaldamento globale ridotto del 99,9% rispetto agli standard attuali. Il suo impatto ambientale sarà quindi paragonabile a quello di inalatori che non usano propellenti. Il parere positivo del CHMP si basa su studi clinici che hanno dimostrato la bioequivalenza tra le due versioni del farmaco: quella con il vecchio propellente e quella con quello nuovo. In pratica, stessa efficacia e stessa sicurezza, ma con un'impronta ecologica molto più leggera.
Le voci della comunità scientifica
“Le malattie respiratorie croniche, come BPCO e asma, hanno un impatto profondo sulla vita di milioni di persone”, afferma Federico Lavorini, professore Ordinario di Medicina Respiratoria presso l’Università degli Studi di Firenze. “I farmaci respiratori somministrati tramite inalatori predosati pressurizzati, che rappresentano il 76% dell’utilizzo di inalatori a livello globale, sono fondamentali per milioni di persone affette da queste patologie in Italia e in Europa, incluse popolazioni vulnerabili come anziani e bambini. Il parere positivo del CHMP sulla transizione della triplice terapia con budesonide/glicopirronio/formoterolo fumarato verso l’uso di un nuovo propellente a impatto ambientale prossimo allo zero, mantenendo la stessa efficacia e sicurezza, rappresenta un passo importante. Questa decisione garantirà la continuità delle cure per i pazienti, permettendo agli operatori sanitari di scegliere la terapia in base alle esigenze cliniche contribuendo allo stesso tempo a ridurre l’impatto ambientale”.
Una scelta che guarda avanti
Per AstraZeneca, questo è solo l’inizio. “Questa approvazione dimostra che è possibile innovare in modo sostenibile, rispondendo ai bisogni dei pazienti e del pianeta”, sottolinea Ruud Dobber, Executive Vice President della BioPharmaceuticals Business Unit. “Prevediamo di estendere il nuovo propellente a tutta la nostra linea di farmaci inalatori pressurizzati entro il 2030”. Il nuovo propellente è stato sviluppato da Honeywell in collaborazione con AstraZeneca, nell'ambito della strategia "Ambition Zero Carbon", che punta all'azzeramento delle emissioni nette di CO2 dell'azienda.
L'importanza per i pazienti
Secondo Susanna Palkonen, direttrice della European Federation of Allergy and Airways Diseases Patients’ Associations, questa transizione è particolarmente rilevante per chi convive con patologie respiratorie croniche: “Queste persone hanno bisogno di terapie efficaci, ma anche di un ambiente più sano. Salutiamo con favore una scelta che riduce l’impatto ambientale dei trattamenti. I farmaci respiratori somministrati tramite inalatori predosati pressurizzati, che rappresentano il 76% dell’utilizzo di inalatori a livello globale, sono fondamentali per milioni di persone affette da queste patologie in Italia e in Europa, incluse popolazioni vulnerabili come anziani e bambini. Il parere positivo del CHMP sulla transizione della triplice terapia con budesonide/glicopirronio/formoterolo fumarato verso l’uso di un nuovo propellente a impatto ambientale prossimo allo zero, mantenendo la stessa efficacia e sicurezza, rappresenta un passo importante. Questa decisione garantirà la continuità delle cure per i pazienti, permettendo agli operatori sanitari di scegliere la terapia in base alle esigenze cliniche contribuendo allo stesso tempo a ridurre l’impatto ambientale”. La BPCO è la terza causa di morte a livello globale. Già approvata nel Regno Unito a maggio 2025, la nuova formulazione del farmaco è ora in fase di autorizzazione in diversi Paesi, tra cui Cina e altre nazioni europee. La distribuzione inizierà nei prossimi mesi.
Farmaci e sostenibilità: una sfida possibile
A livello globale, i farmaci inalatori pressurizzati rappresentano il 76% degli inalatori utilizzati, ma sono anche tra quelli con maggiore impatto ambientale a causa dei propellenti. Nonostante questo, contribuiscono solo allo 0,04% delle emissioni globali di gas serra. Tuttavia, la maggiore fonte di emissioni resta il mancato controllo delle patologie, che porta a più visite, più emergenze, più ospedalizzazioni. Seguire correttamente le linee guida cliniche, migliorare l'aderenza alla terapia e puntare su farmaci sostenibili può davvero fare la differenza: per la salute dei pazienti e per quella del pianeta. La nuova formulazione di budesonide/glicopirronio/formoterolo fumarato manterrà le stesse indicazioni, dosaggi e posologie della versione attuale, già approvata in oltre 80 Paesi e utilizzata da più di 5 milioni di pazienti nel mondo. Ulteriori studi sono in corso per estendere il nuovo propellente anche ad altri farmaci del portfolio AstraZeneca, con l'obiettivo di rendere sostenibile l'intero sistema di cura respiratoria.