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Toxoplasmosi, il parassita da monitorare in gravidanza che può far perdere la vista

Toxoplasmosi, il parassita da monitorare in gravidanza che può far perdere la vista

Un gruppo internazionale di esperti chiede all'Organizzazione mondiale della sanità di riconoscerla come malattia tropicale negletta per rafforzare prevenzione, ricerca e accesso alle cure

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Un parassita che convive silenziosamente con un terzo della popolazione mondiale potrebbe essere molto più pericoloso di quanto immaginiamo. Nella maggior parte dei casi non dà sintomi, ma quando raggiunge l'occhio può lasciare danni permanenti alla retina e compromettere la vista. Per questo un gruppo internazionale di ricercatori chiede all'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) di riconoscere la toxoplasmosi come malattia tropicale negletta.

Secondo gli esperti, infatti, questa infezione continua a essere sottovalutata nonostante rappresenti una delle principali cause infettive di danno retinico e perdita della vista nel mondo. Eppure, spiegano, molti dei casi più gravi potrebbero essere evitati grazie a semplici misure di prevenzione, come una maggiore sicurezza alimentare, l'accesso ad acqua potabile e un'adeguata assistenza durante la gravidanza.

La toxoplasmosi come malattia tropicale negletta

La richiesta è contenuta in un documento pubblicato sulla rivista PLOS Neglected Tropical Diseases, firmato da un gruppo di ricercatori provenienti da Europa, Americhe, Africa e Asia e coordinato dall'Università di San Paolo e dalla Flinders University australiana. L'obiettivo è convincere l'Oms a inserire la toxoplasmosi tra le Neglected Tropical Diseases (NTD), una classificazione che potrebbe favorire nuovi investimenti nella ricerca, nella prevenzione e nelle cure.

Come si contrae la toxoplasmosi

La toxoplasmosi è causata dal parassita Toxoplasma gondii. Le principali vie di trasmissione sono ormai ben conosciute: ci si può infettare consumando carne cruda o poco cotta, mangiando frutta e verdura contaminate e non adeguatamente lavate, bevendo acqua contaminata oppure entrando in contatto con feci di gatto infette. Durante la gravidanza il parassita può attraversare la placenta e raggiungere il feto, aumentando il rischio di aborto spontaneo o di danni permanenti al cervello e agli occhi del bambino. "La toxoplasmosi viene spesso considerata inevitabile, ma oggi conosciamo molto bene le sue modalità di trasmissione e sappiamo che può essere prevenuta e controllata", spiega João Furtado, oftalmologo dell'Università di San Paolo e primo autore dello studio. "Gli esiti più gravi, compresa la cecità, si osservano soprattutto nelle comunità che hanno un accesso limitato all'assistenza sanitaria, all'acqua potabile, a cibi sicuri e alle cure prenatali".

Quando il parassita colpisce gli occhi

Nella maggior parte delle persone sane l'infezione decorre senza sintomi o provoca disturbi lievi, tanto da passare spesso inosservata. In alcuni casi, però, il parassita raggiunge la retina provocando la toxoplasmosi oculare, una forma di infiammazione che può lasciare cicatrici permanenti e compromettere la vista in modo irreversibile. Le lesioni possono interessare la parte centrale della retina, responsabile della visione distinta, oppure riattivarsi nel tempo, provocando un progressivo peggioramento della capacità visiva. Nei bambini che contraggono l'infezione durante la gravidanza, inoltre, i problemi agli occhi possono comparire anche molti anni dopo la nascita.

"La toxoplasmosi è una delle principali infezioni oculari e una causa importante di perdita della vista a livello mondiale, eppure continua a ricevere poca attenzione nelle strategie globali di salute pubblica", sottolinea Justine Smith, oftalmologa della Flinders University e coautrice dello studio. "Con il riconoscimento da parte dell'Oms potremmo fare importanti passi avanti nella prevenzione e nella gestione di questa infezione".

Una malattia prevenibile

Uno dei messaggi principali dello studio è che la toxoplasmosi non dovrebbe più essere considerata una conseguenza inevitabile della convivenza tra uomo, animali e ambiente. Secondo gli autori, gran parte delle infezioni potrebbe essere evitata attraverso interventi relativamente semplici: migliorare la sicurezza alimentare, garantire l'accesso ad acqua potabile, rafforzare i programmi di igiene e di assistenza prenatale e promuovere una maggiore informazione sui comportamenti che riducono il rischio di contagio. Anche nella vita quotidiana alcune precauzioni possono fare la differenza: cuocere bene la carne, lavare accuratamente frutta e verdura, utilizzare acqua sicura e prestare particolare attenzione durante la gravidanza sono misure efficaci per limitare il rischio di infezione.

Perché gli esperti chiedono il riconoscimento dell'Oms

Pur interessando centinaia di milioni di persone nel mondo, la toxoplasmosi riceve ancora pochi finanziamenti per la ricerca e poca attenzione nelle politiche sanitarie internazionali. Per questo i ricercatori chiedono che venga inserita tra le malattie tropicali neglette, un gruppo di patologie che colpiscono soprattutto le popolazioni più vulnerabili e che beneficiano di specifici programmi internazionali di prevenzione e controllo. Secondo gli autori, il riconoscimento permetterebbe di finanziare nuovi studi, migliorare la diagnosi precoce, rafforzare lo screening in gravidanza e integrare la prevenzione della toxoplasmosi nei programmi di salute materno-infantile, nella sicurezza alimentare e nell'assistenza primaria.

Inoltre, la malattia entrerebbe ufficialmente nell'agenda internazionale One Health, che promuove un approccio integrato tra salute umana, salute animale, agricoltura e tutela dell'ambiente. "Affrontare la toxoplasmosi richiede una collaborazione tra discipline diverse", osserva Furtado. "Solo un'azione coordinata può ridurre davvero il peso globale di questa infezione".

Un appello a non sottovalutare più la toxoplasmosi

Secondo gli esperti, altre malattie hanno registrato importanti progressi dopo essere state riconosciute dall'Oms come malattie tropicali neglette, grazie a maggiori investimenti nella ricerca e a programmi di prevenzione più efficaci. "Oggi il programma dell'Oms per le malattie tropicali neglette punta su equità, integrazione e collaborazione tra diversi settori della sanità pubblica", conclude Smith. "La toxoplasmosi rappresenta una lacuna evidente. Il nostro è un appello ad affrontare finalmente il peso sanitario, ancora troppo sottovalutato, di questa infezione". L'auspicio dei ricercatori è che il riconoscimento possa trasformare una malattia spesso ignorata in una priorità della salute pubblica, contribuendo a prevenire migliaia di casi di perdita della vista e di gravi complicanze che, con gli strumenti oggi disponibili, potrebbero essere almeno in parte evitati.