La terapia della sclerosi multipla si fa più rapida, semplice e accessibile. Aifa ha infatti approvato la formulazione sottocutanea di ocrelizumab, un farmaco che si somministra con una semplice iniezione di 10 minuti, da ripetere ogni sei mesi. La terapia è disponibile sia per il trattamento delle forme recidivanti di sclerosi multipla che per quelle primariamente progressive, e replica lo schema posologico dell’infusione endovenosa, per la quale esiste ormai un’esperienza clinica di oltre 11 anni, per un totale di 350.000 pazienti trattati a livello globale e 14.000 in Italia.
Una nuova tecnologia di somministrazione
La formulazione sottocutanea combina ocrelizumab con la ialuronidasi PH20 umana, un enzima che degrada a livello locale e temporaneamente l’acido ialuronico presente nello spazio sottocutaneo, aumentando la permeabilità del tessuto sotto la pelle, e creando lo spazio necessario per l’ingresso di grandi molecole come gli anticorpi monoclonali. In questo modo, ocrelizumab viene rapidamente disperso e assorbito nel sangue.
“La nuova modalità di somministrazione sottocutanea di ocrelizumab, efficace e sicura come quella endovenosa, prevista ogni sei mesi, rende la terapia più semplice e accessibile alle persone con sclerosi multipla – spiega Massimo Filippi, Direttore dell’Unità di Neurologia, del servizio di Neurofisiologia e dell’Unità di Neuroriabilitazione dell’Irccs Ospedale San Raffaele e Professore Ordinario di Neurologia all’Università Vita-Salute San Raffaele – offrendo un significativo risparmio di tempo non solo per i pazienti, ma anche per caregiver e professionisti sanitari, con un impatto positivo su tutto il percorso di cura”.
I vantaggi per il servizio sanitario
Si va verso una cura sempre più personalizzata, quindi, come chiedono i pazienti, con diverse possibilità terapeutiche e vie di somministrazione. “La possibilità di effettuare la somministrazione direttamente in struttura garantisce sicurezza clinica, un monitoraggio costante e favorisce l’aderenza terapeutica”, sottolinea Claudio Gasperini, Direttore Uoc di Neurologia e Neurofisiopatologia dell’Azienda Ospedaliera S. Camillo-Forlanini di Roma. “Allo stesso tempo, aiuta ad ottimizzare le risorse e l’organizzazione dei centri, spesso oberati”.
I dati sulla terapia in gravidanza
La sclerosi multipla è una patologia che colpisce in prevalenza le donne e spesso si manifesta proprio in quella fase della vita in cui si pianifica la costruzione di una famiglia. È importante quindi il fatto che il trattamento sottocute migliori anche il percorso terapeutico delle pazienti in gravidanza, permettendo un controllo efficace della malattia e una ripresa sicura della terapia nel periodo post-partum.
“Per le donne con sclerosi multipla che desiderano affrontare una gravidanza, ocrelizumab rappresenta oggi un importante opzione ad alta efficacia”, dichiara Eleonora Cocco, Direttrice dell’Uoc Centro Regionale per la diagnosi e la cura della sclerosi multipla Ospedale Binaghi, Asl Cagliari/Università di Cagliari e Professoressa ordinaria di Neurologia del Dipartimento di Scienze Mediche e Sanità Pubblica dell’Università di Cagliari. “Grazie alla sua attività immuno-modulatoria prolungata e alla bassa probabilità di trasferimento placentare durante il primo trimestre, la terapia consente di mantenere un efficace controllo della malattia anche nel periodo pre-concepimento, riducendo al minimo i rischi per madre e bambino”. Le evidenze scientifiche, spiega Cocco, mostrano infatti che l’esposizione in utero o attraverso il latte materno non è associata a un aumento del rischio di esiti avversi di gravidanza né a effetti negativi sui livelli di cellule B nei neonati, permettendo l’utilizzo del farmaco anche durante l’allattamento a partire da pochi giorni dopo il parto. “Ciò – aggiunge – consente alle pazienti di affrontare con maggiore serenità la maternità, conciliando il desiderio di famiglia con la necessità di mantenere un adeguato controllo della patologia”.
Diagnosi e trattamento devono essere precoci
Terapia personalizzata vuol dire anche andare incontro alle esigenze di vita, sottolinea Mario Alberto Battaglia, Direttore Generale dell’Associazione Italiana Sclerosi Multipla e Presidente della Fondazione Italiana Sclerosi Multipla - Parliamo di persone giovani che possono avere la prospettiva di decenni. Fondamentale quindi l’intervento precoce: stiamo anticipando sempre più le diagnosi e, se interveniamo presto con una terapia ad alta efficacia, possiamo cambiare totalmente la vita delle persone. Riducendo drasticamente, al contempo, le spese sociosanitarie legate alla disabilità”.