Cervello, l'espressione dei geni è diversa in uomini e donne
di Letizia GabaglioUno studio pubblicato su Science mostra migliaia di variazioni nell’espressione genica tra i sessi. Differenze che potrebbero spiegare il diverso rischio di depressione, Alzheimer e altri disturbi
Le differenze tra cervello maschile e femminile non sono solo una questione di ormoni o anatomia, ma affondano le radici direttamente nell’attività dei geni. Una nuova ricerca pubblicata su Science accende i riflettori su come il sesso biologico possa contribuire a spiegare la diversa suscettibilità a disturbi neurologici e psichiatrici.
Lo studio, coordinato da Alexandra DeCasien, neuroscienziata ai National Institutes of Health, ha analizzato l’espressione genica in cellule cerebrali umane con una tecnologia ad altissima risoluzione, il sequenziamento dell’Rna a livello di singolo nucleo. I ricercatori hanno esaminato campioni provenienti da 30 adulti, metà uomini e metà donne, concentrandosi su sei diverse aree della corteccia cerebrale.
Un quadro complesso
I risultati mostrano un quadro complesso. Da un lato, il sesso biologico spiega solo una piccola parte della variabilità complessiva nell’attività dei geni nel cervello. Dall’altro, emergono differenze diffuse: oltre 3.000 geni presentano variazioni di espressione tra uomini e donne in almeno una regione cerebrale, mentre 133 mostrano differenze consistenti in più aree e tipi cellulari.
Un dato particolarmente interessante riguarda l’origine di queste differenze. Sebbene i geni localizzati sui cromosomi sessuali abbiano un ruolo, la maggior parte delle variazioni osservate coinvolge geni “autosomici”, cioè non direttamente legati al sesso, ma regolati in gran parte dagli ormoni steroidei.
Dalla biologia alla clinica
Queste differenze molecolari potrebbero avere conseguenze cliniche rilevanti. Molti dei geni che mostrano un’espressione diversa tra uomini e donne risultano infatti associati a patologie come depressione, schizofrenia, disturbo da deficit di attenzione e iperattività (Adhd) e malattia di Alzheimer. Questo potrebbe contribuire a spiegare perché alcune malattie neurologiche e psichiatriche presentano incidenza, sintomi o decorso differenti tra i due sessi.
Non solo geni
Gli autori sottolineano però che la biologia non è l’unico fattore in gioco. Le differenze osservate potrebbero essere influenzate anche da variabili ambientali e sociali, come l’educazione, le esperienze di vita e il contesto culturale. Distinguere il peso relativo di questi elementi resta una delle sfide future della ricerca.