Oncoline

Aiom: “Aumentare il prezzo delle sigarette conviene a tutti. Ecco perché”

Aiom: “Aumentare il prezzo delle sigarette conviene a tutti. Ecco perché”

L’associazione degli oncologi, Fondazione Veronesi e l’Istituto Mario Negri rispondono alle conclusioni dello studio dell’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani sul possibile impatto dell’incremento delle accise sul tabacco

2 minuti di lettura

Alla fine di luglio, l’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani (Cpi) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano ha pubblicato un’analisi del prezzo delle sigarette in Italia e negli altri Paesi europei, e dei possibili effetti dell’aumento della tassazione sul tabacco, come proposto dall’Associazione italiana di Oncologia Medica (Aiom), Fondazione Aiom, Fondazione Veronesi, Fondazione Airc e Istituto Mario Negri di Milano.

L’idea ha come primo obiettivo quello di scoraggiare il tabagismo, è quella di aumentare di 5 euro il costo di ogni pacchetto di sigarette (in pratica, quasi raddoppiandolo) ed è stata presentata ufficialmente in Senato lo scorso ottobre. Oggi arrivano le osservazioni dell’Osservatorio dei Conti pubblici.

Le conclusioni dell’analisi dell’Osservatorio Cpi

Come spiegato anche in un articolo pubblicato su Affari&Finanza il 2 agosto, secondo il centro di ricerca meneghino l’aumento della tassazione potrebbe non scoraggiare il consumo di tabacco in Italia, portando quindi a “benefici limitati in termini di salute”. E, al contempo, potrebbe far aumentare la vendita di contrabbando, con benefici limitati anche per le tasche dello Stato. Una conclusione che, però, non convince i promotori dell’aumento di prezzo.

L’impatto sulla salute dei cittadini

La prima obiezione riguarda proprio la valutazione dell’impatto sui benefici per la salute. Il fumo di sigaretta, ricordano, è correlato ad almeno 27 malattie, tra cui molti tipi di cancro. Considerando il solo tumore del polmone, parliamo di 35 mila morti l’anno - per oltre 2,5 miliardi di costi - nel nostro Paese. In generale, sottolineano gli esperti, il 6% di tutte le ospedalizzazioni è riconducibile alla sigaretta. Ebbene, le simulazioni dell’Osservatorio Cpi mostrano una possibile riduzione del consumo di tabacco del 37% se si aumentasse il costo dei pacchetti di 5 euro, che per Francesco Perrone (presidente dell’Aiom), Giulia Veronesi (di Fondazione Veronesi) e Silvano Gallus (a capo del Laboratorio di Ricerca sugli Stili di vita dell’Istituto Mario Negri) sarebbe un risultato “epocale”: di molto superiore a quanto raggiunto con le strategie messe in campo finora.

Fondamentale considerare il risparmio per il Sistema sanitario

La prima ricaduta positiva - che non viene considerata dall’analisi dell’Osservatorio - sarebbe il risparmio sulle spese sanitarie: per i tre enti scientifici includere questo fattore è basilare, perché è la prima premessa per l’efficientamento del sistema sanitario nazionale. A questo si sommano poi l'aumento degli introiti (circa 800 milioni di euro, secondo le stime dell’Osservatorio) e, da non sottovalutare, il risparmio per il singolo cittadino che smette di fumare. Al contrario di quanto suggerito nello studio, inoltre, dati presentati da Fondazione Veronesi indicano che l’impatto del beneficio è maggiore proprio tra i fumatori in condizioni socio-economiche svantaggiate.

Rivalutare il rischio e il peso del contrabbando

L’ultima questione riguarda il possibile aumento della vendita delle sigarette di contrabbando. Si tratta - sottolineano gli esperti - di una delle principali argomentazioni fuorvianti promosse dall’industria del tabacco, da tempo smentita dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e dalla Banca Mondiale, secondo cui il prezzo non è un determinante del traffico illecito, già in diminuzione in Italia (tra l’altro, uno dei Paesi europei dove il costo del tabacco è tra i più bassi). Per quanto riguarda il rischio di elusione fiscale, ci sono altre esperienze, come quella francese, che dimostrano la possibilità di contrastarlo. “Siamo profondamente convinti - concludono - che aumentare il costo delle sigarette sia una strategia vincente per tutti: per i cittadini che smettono di fumare, per il sistema sanitario e per lo Stato”.