Una notizia a lungo attesa: i nuovi Lea (Livelli Essenziali di Assistenza) sono stati approvati dalla Conferenza Stato Regioni. Molte le novità, tra cui quelle che riguardano nuovi test genetici e diagnostici, gli screening oncologici e i tumori correlati alle mutazioni Brca. Un aggiornamento importante che arriva dopo uno stallo di circa 2 anni, e a cui va il plauso della ConFederazione degli Oncologi, Cardiologi e Ematologi (Foce): “Apprendiamo con grande soddisfazione che i nuovi LEA, su cui Foce ha fornito al Ministero della Salute la sua collaborazione clinico-scientifica, sono stati approvati dalla Conferenza Stato-Regioni - ha dichiarato Francesco Cognetti, Presidente della confederazione - Il complesso di questi provvedimenti dovrà ora pervenire alle Commissioni Parlamentari competenti e poi essere pubblicato finalmente sulla Gazzetta Ufficiale”.
Le novità nell’oncologia
Questo aggiornamento si riferisce a numerose modifiche quali l’ampliamento di screening preventivi, nuove preparazioni sanitarie, aggiornamento in tema di esenzione, introduzione di nuove tecnologie e ausili terapeutici nonché lo screening e la sorveglianza attiva per i tumori della mammella e dell’ovaio in persone con mutazioni genetiche BRCA1 e BRCA2. “Il target stimato ammonta a circa 10 mila donne l’anno - prosegue Cognetti - È prevista anche l’esecuzione di 45 pannelli standard o avanzati di test molecolari per la ricerca di mutazioni in 22 tumori solidi ed ematologici. Si tratta di esami per verificare l’uso di 62 farmaci a bersaglio molecolare che sono disponibili da diversi anni e che in studi clinici hanno mostrato un importante impatto sulla sopravvivenza e sono inoltre già stati approvati e rimborsati dall'Agenzia Italiana del Farmaco”. Le novità riguardano anche i test genomici da utilizzare nel carcinoma mammario ormono-responsivi in stadio precoce per la scelta del migliore trattamento adiuvante successivo alla chirurgia con la possibilità di evitare, in una percentuale molto elevata di donne, la somministrazione della chemioterapia.
Ora vigilare sullo stato di applicazione e sugli aggiornamenti
“Occorrerà ora vigilare sullo stato di applicazione dei LEA poiché anche nella versione precedente, vecchia di 8 anni, si è rilevata molto frammentaria tra le Regioni italiane, con un’attuazione scarsissima in molte di esse – conclude Cognetti -. Infine, si dovrà far fronte al gap temporale introducendo i nuovi LEA basati sulle molte innovazioni che sono state raggiunte negli ultimi 3 anni che non sono ancora coperte dal provvedimento”.

