Come è andata la gravidanza della mamma? Probabilmente il medico che visita un giovane con ipertensione, in futuro, potrebbe fare anche questa domanda. Perché se è vero che le cattive abitudini pesano molto sulla salute di cuore ed arterie in chiave negativa, già prima della nascita crescere nell’utero di una mamma che soffre di pressione alta, eclampsia o preeclampsia potrebbe aumentare i rischi. E quindi, richiedere un’osservazione ancor più attenta della situazione cardiaca. A dirlo, dati alla mano, è una ricerca che mostra come il rischio cardiovascolare possa trasmettersi anche di generazione in generazione e soprattutto rivela un legame tra le complicanze della gravidanza e una peggiore salute cardiovascolare nella prole oltre 20 anni dopo. Lo studio ha monitorato quasi 1.350 coppie madre-figlio dalla nascita fino all'età di 22 anni ed è stato pubblicato su JAMA Network Open. A Condurlo sono stati gli esperti dell’Università Northwestern, coordinati da Nilay Shah.
Le arterie invecchiano precocemente
L’analisi ha riguardato un’ampia popolazione “madre-figlio” nell’ambito del Future of Families and Child Well-Being Study, che ha reclutato madri e bambini alla nascita tra il 1998 e il 2000 in 20 città degli Stati Uniti. I bambini sono stati poi seguiti fino all'età adulta. Utilizzando le cartelle cliniche relative al parto, gli scienziati hanno innanzitutto osservato se le madri avessero avuto complicazioni gravidiche, tra cui ipertensione, diabete gestazionale (iperglicemia durante la gravidanza) o parto pretermine (prima della 37esima settimana di gestazione).
Analizzando specificamente i figli di queste mamme si è visto che i giovani adulti le cui madri avevano sofferto di ipertensione in gravidanza mostrano diversi elementi che possono aumentare il rischio cardiovascolare, in rapporto ai coetanei. Tendono ad avere le pareti arteriose più “spesse” con un danno precoce: secondo gli autori della ricerca, pur se le dimensioni appaiono davvero minime dell’ispessimento appaiono davvero minime, si traducono in circa tre-cinque anni di invecchiamento vascolare aggiuntivo. Ciò significa che le arterie sono apparse più vecchie e meno sane del previsto, il che aumenta il rischio di future malattie cardiache. Come se non bastasse, i giovani le cui mamme hanno avuto una gravidanza più difficile, hanno una pressione mediamente più elevata, presentano un Indice di Massa Corporea (BMI) più alto e quindi un sovrappeso oltre a valori di glicemia più elevati.
Attenzione a mamme e bimbi
Il monito è chiaro. Occorre considerare anche la salute della gestante per definire il rischio cardiovascolare nei giovani, tenendo presente che può esistere una combinazione di fattori biologici, ambientali e comportamentali in grado di influenzarlo. “Ciò significa che dobbiamo assicurarci che le persone mantengano una buona salute dall'infanzia fino alla giovane età adulta, in modo che, se e quando qualcuno diventa genitore, possa trasmettere ai propri figli le migliori opportunità di buona salute - segnala in una nota Shah –“. Secondo l’esperto, comunque, occorre tenere presenti questi aspetti ma senza drammatizzare. "La buona notizia è che la maggior parte delle malattie cardiache è prevenibile – è il suo parere –. Se durante la gravidanza avete sofferto di pressione alta o glicemia alta, o se vostro figlio è nato prematuro, ciò non significa necessariamente che avrà una salute peggiore da adulto”. L’importante, è il messaggio dello studio, è che le buone abitudini per i più piccoli siano patrimonio del bimbo fin dalla tenera età, per proteggere il cuore e le arterie.
Cosa accade al cuore in gravidanza
Il cuore delle donne può essere fragile a tutte le età e in tutte le fasi della vita. In gravidanza lo è molto più di quello degli uomini perché è costretto a lavorare il doppio. Con l’avvicinarsi del terzo trimestre di gestazione, infatti, il volume di sangue aumenta fino al 60%, costringendo il cuore a un ‘superlavoro’ che accelera il battito cardiaco. Peraltro, durante la gravidanza, il sistema cardiovascolare subisce notevoli adattamenti per supportare la crescita del feto: aumentano flusso sanguigno, frequenza e gittata cardiaca. Quando questi cambiamenti procedono senza intoppi, non ci sono problemi. Ma se il cuore non riesce a tenere il passo a causa di patologie preesistenti o per complicanze legate a condizioni come preeclampsia ed eclampsia, il rischio aumenta. Ed ora questo studio conferma che i maggiori pericoli sono possono “traslare” anche nel futuro bebè, quando crescerà. Ma la ricerca dice anche che basta poco: fondamentali sono le abitudini, dall’attenzione all’alimentazione e al movimento in primo luogo, per la salute futura del piccolo.