Stop Obesity

C’è una mutazione genetica che aumenta il rischio di diventare obesi, ma riduce anche il colesterolo

C’è una mutazione genetica che aumenta il rischio di diventare obesi, ma riduce anche il colesterolo

L’alterazione del gene MC4R sembra avere un effetto paradossale: causa obesità, ma protegge dalle conseguenze cardiovascolari dell’eccesso di peso

1 minuti di lettura

Le mutazioni genetiche possono avere molte conseguenze, a volte anche paradossali. È il caso di MC4R, un gene che di norma regola l’appetito e le cui alterazioni sono coinvolte in molte forme genetiche di obesità, ma anche – particolare inatteso – in una riduzione dei livelli di colesterolo presenti nel sangue. Chi è portatore di queste mutazioni, quindi, ha un’elevata probabilità di sviluppare problemi di peso, ma al contempo, è in qualche modo protetto dalle complicanze cardiovascolari che di norma vi si accompagnano. A rivelarlo è uno studio guidato dai ricercatori dell’Università di Cambridge, pubblicato di recente sulle pagine di Nature Medicine.

La genetica dell’obesità

L’obesità è una patologia multifattoriale, che emerge dall’interazione tra stili di vita, aspetti sociali e genetici. A livello dei geni, esistono una molteplicità di mutazioni che possono predisporre, in modo più o meno marcato, all’accumulo di grasso in eccesso. Parlando di singoli geni, comunque, attualmente quello che sembra giocare il ruolo maggiore è proprio MC4R, necessario per produrre a livello cerebrale una proteina che interrompe la fame, e segnala all’organismo che è il momento di ridurre l’apporto di cibo.

Quando MCR4 risulta mutato al punto da non poter più svolgere il suo compito, la fame è priva di freni, e il rischio di prendere peso in eccesso diventa elevato: circa l’1% degli adulti e il 3% dei bambini con obesità, in effetti, è portatore di una mutazione di questo gene che ne compromette il funzionamento. È noto da tempo che nei topi MCR4 regola anche il metabolismo lipidico, il modo in cui l’organismo processa e accumula i grassi, ma fino ad ora non era chiaro se lo stesso avvenisse anche nella nostra specie, e con quali effetti. Per questo è stato svolto il nuovo studio.

Due effetti opposti

I ricercatori guidati da Sadaf Farooqi, esperta di metabolismo e genetica dell’obesità dell’Università di Cambridge, hanno utilizzato due ampi database genetici, il Genetics of Obesity Study e la UK Biobank, per indagare gli effetti metabolici delle mutazioni di MCR4. Di norma, l’obesità di accompagna a livelli elevati di colesterolo Ldl e trigliceridi. Ma le analisi hanno rivelato che, a parità di peso corporeo, i portatori del gene mutato hanno livelli molto più contenuti di entrambi, e anche una minore pressione sanguigna e un minore rischio cardiovascolare.

Studiando un sottogruppo di volontari, Farooqi e il suo team hanno dimostrato inoltre che il l’organismo delle persone con mutazioni di MCR4 risponde in modo molto diverso ad un pasto ipercalorico, rispetto a quello delle persone con il gene funzionante. Tutte queste informazioni indicano che il gene, e la proteina che codifica, potrebbero rivelarsi in futuro interessanti bersagli molecolari per nuovi farmaci indirizzati alla prevenzione delle malattie cardiovascolari.