I nuovi farmaci anti-obesità aumentano il rischio di problemi alle unghie
di Simone ValesiniL’utilizzo degli analoghi del Glp-1 sembra collegato a una maggiore incidenza di distacco delle unghie e alla perdita dei capelli. Lo rivela uno studio presentato al congresso della European Academy of Dermatology and Venereology
La grande efficacia contro diabete e obesità ha reso in pochi anni gli agonisti del Glp-1 tra i farmaci più prescritti e utilizzati al mondo. Tanta diffusione ha confermato i benefici di queste molecole anche in campi che esulano dal controllo glicemico e dalla perdita di peso, come ad esempio la prevenzione cardiovascolare. Ma sta facendo anche emergere i possibili effetti collaterali più rari. Un nuovo esempio arriva da un ampio studio internazionale, presentato durante il recente congresso della European Academy of Dermatology and Venereology, che rivela come le persone in terapia con agonisti del recettore Glp-1 presentino una frequenza significativamente maggiore di alterazioni a carico di unghie e cuoio capelluto, rispetto a chi non li assume.
I risultati dell’indagine su unghie e cuoio capelluto
Lo studio – realizzato a cavallo tra Francia, Stati Uniti, Brasile e Messico – ha messo a confronto 575 pazienti in trattamento con agonisti del recettore Glp-1 e 1.329 controlli con le stesse patologie (diabete di tipo 2 o obesità) che non assumevano questi farmaci. I risultati rivelano che il 66% dei pazienti in terapia con agonisti del Glp-1 ha segnalato almeno un disturbo ungueale, contro il 53% del gruppo di controllo: il distacco di un’unghia è stato riscontrato nel 39% dei pazienti in terapia rispetto al 9% dei controlli, mentre le alterazioni del colore dell’unghia hanno interessato il 46% dei soggetti trattati contro il 17% del gruppo non esposto.
In un lavoro parallelo condotto sulla medesima coorte di pazienti, gli studiosi hanno analizzato anche la salute del cuoio capelluto. La perdita di capelli è stata riferita dal 50% degli utilizzatori di Glp-1 a fronte del 34% dei controlli, mentre la riduzione di densità o volume ha riguardato il 42% dei casi contro il 19%. Una quota consistente di questi eventi si è associata a sintomi specifici della cute, quali arrossamenti, prurito o desquamazione.
Le possibili cause
I risultati ottenuti dai ricercatori fanno escludere che l’aumento di disturbi a unghie e capelli emerso dallo studio sia spiegabile unicamente con la rapida perdita di peso, fenomeno già noto in dermatologia. Come spiegato dagli autori della ricerca, la presenza frequente di infiammazione al cuoio capelluto suggerisce l’esistenza di meccanismi sistemici o locali che vanno oltre la semplice risposta fisiologica al dimagrimento rapido.
“Finora le alterazioni ungueali e cutanee associate alle terapie con Glp-1 erano documentate solo da segnalazioni isolate”, osserva Charles Taïeb, ricercatore dell’European Market Maintenance Assessment e co-autore dello studio. “I nostri dati mostrano un’associazione chiara, ma sottolineano anche un punto fondamentale: non tutto ciò che si verifica durante il trattamento è necessariamente causato dal farmaco stesso”.
Cosa cambia per i pazienti?
Per chi sta seguendo un percorso terapeutico contro l’obesità o il diabete di tipo 2 con analoghi del Glp-1, i risultati delle due ricerche non devono essere fonte di allarme: le alterazioni riscontrate si dimostrano nella maggior parte dei casi benigne e trattabili sul piano dermatologico se identificate tempestivamente dal medico curante o dallo specialista.
“Queste manifestazioni sono frequenti e generalmente benigne, e non costituiscono una ragione per interrompere di propria iniziativa un trattamento efficace”, sottolinea Bruno Halioua, dermatologo e co-autore dell’indagine. “Chiunque noti una caduta prolungata di capelli, prurito al cuoio capelluto o alterazioni ungueali dovrebbe riferirlo al proprio medico anziché sospendere la terapia”.