Vaccini

Perché alcuni vaccini si ripetono tutti gli anni mentre altri si fanno una volta sola?

Perché alcuni vaccini si ripetono tutti gli anni mentre altri si fanno una volta sola?

In questa rubrica gli specialisti rispondono a dubbi, perplessità e domande che riguardano i vaccini

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Gentile lettore,

ci sono almeno tre fattori da cui dipende la frequenza della somministrazione di un vaccino. Il primo è la piattaforma vaccinale usata. I vaccini che usano virus vivi attenuati danno solitamente un'immunità a lungo termine, più stabile, e dopo il ciclo di base non hanno, nella maggior parte dei casi, bisogno di ulteriori richiami. È il caso, per esempio, dei vaccini contro morbillo, parotite, rosolia e varicella. Altri vaccini, invece, come quelli inattivati (proteici, polisaccaridici, coniugati e a mRNA) danno una risposta anticorpale meno duratura nel tempo e per questo, per continuare a essere protetti, dobbiamo seguire i richiami previsti dalle schedule e dai piani nazionali di prevenzione vaccinale.

Il secondo fattore è il microorganismo che vogliamo combattere: se tende a mutare, dobbiamo aggiornare il vaccino rispetto alle modifiche subite dal virus. È il caso dell'influenza o del SARS-CoV-2: dobbiamo adattare il vaccino alle caratteristiche del virus circolante.

Il terzo fattore è la condizione di salute del soggetto che dobbiamo vaccinare, la senescenza del suo sistema immunitario, che può dipendere dall’età o dalla fragilità data dalla presenza di malattie. In questi soggetti può essere necessario prevedere dei booster rispetto alla popolazione immunocompetente e la somministrazione di vaccini potenziati (con adiuvanti o con un dosaggio superiore).

*Luigi Vezzosi è Segretario nazionale Siti (Società Italiana di Igiene).

Le informazioni riportate vanno intese esclusivamente a scopo informativo: non rappresentano in alcun modo una consulenza medica e non possono sostituire diagnosi o indicazioni di trattamento consigliati dal proprio medico o da uno specialista.