DUE neonate nate a poche settimane di distanza l'una dall'altra, tra maggio e giugno, sono morte a causa della pertosse. Le madri, secondo quanto emerso, non erano vaccinate. La pertosse fa parte delle malattie infantili, come la rosolia, il morbillo, la varicella e la parotite, e colpisce prevalentemente bambini sotto i 5 anni. E' una patologia infettiva di origine batterica molto contagiosa, causata dal batterio Bordetella pertussis e si può prevenire con il vaccino. Un altro batterio della stessa famiglia, il Bordetella parapertussis, è all’origine di una malattia simile, la parapertosse, che si manifesta però con sintomi più lievi. •IL VACCINO La trasmissione avviene solo fra esseri umani. Un adeguato trattamento antibiotico permette la guarigione in una quindicina di giorni. A differenza delle altre malattie infantili, l’immunità conferita da una prima infezione non è definitiva, ma diminuisce col tempo. Oggi la pertosse è diffusa in tutto il mondo, ma è diventata rara, soprattutto nei paesi in cui è stata introdotta la vaccinazione generalizzata nell’infanzia. Nel nostro paese la vaccinazione è obbligatoria. Viene somministrata nei bambini a partire dal compimento dell’ottava settimana di vita. A causa della perdita di immunità nel tempo, sono necessari più richiami: la prima dose, la seconda e la terza vengono fatte a 6-8 settimane di distanza, a cui si aggiunge un’ultima dose di richiamo verso i 2 anni. Il piano di prevenzione vaccinale, pubblicato a febbraio, raccomanda per le gestanti il vaccino per la pertosse (vaccinazione trivalente insieme a difterite e tetano tra la ventisettesima e la trentaseiesima settimana) Il 90% dei casi di si registrano proprio nelle popolazioni in cui non viene effettuata la vaccinazione e in questi casi la pertosse può portare a una mortalità elevata nei bambini. Nelle popolazioni vaccinate si è osservato un ritorno della pertosse a causa della perdita progressiva di immunità e, in effetti, quando è stato introdotto il vaccino 30 anni fa non venivano utilizzate le dosi di richiamo.In Italia la pertosse viene obbligatoriamente notificata alle autorità sanitarie. Contrariamente ad altre malattie infettive, può colpire anche i neonati di madre immune. Sembra infatti che gli anticorpi materni che costituiscono le loro prime difese non siano in grado di proteggerli contro questa infezione. • I SINTOMI Il batterio di quella che è anche conosciuta come tosse convulsa o canina causa infezioni alle vie respiratorie a volte molto gravi, soprattutto nei neonati. La patologia è caratterizzata da una tosse persistente per più di tre settimane. All'inizio è lieve ed è accompagnata da qualche linea di febbre e abbondanti secrezioni nasali. E' la fase che dura da 1 a 2 settimane. Progressivamente la tosse diventa sempre più forte e si associa a difficoltà respiratorie: è la fase convulsiva o parossistica, che può durare più di 2 mesi in assenza di trattamento. In seguito a parossismi, si possono verificare anche casi di apnea, cianosi e vomito. Nei bambini piccoli, le complicazioni più gravi possono portare a otiti, polmonite, bronchiti o addirittura affezioni neurologiche (crisi convulsive, encefaliti). E nel neonato e nei piccoli al di sotto di 1 anno, la pertosse può essere mortale. • INCUBAZIONE E TERAPIA Il periodo di incubazione di questa malattia è di una decina di giorni. La pertosse è altamente contagiosa, soprattutto nel periodo iniziale, prima dell’insorgenza della tosse, in seguito, dopo tre settimane, nei pazienti non trattati il contagio si considera trascurabile. Invece nei pazienti trattati con antibiotici il periodo di infettività è ridotto a circa 5 giorni dall’inizio della terapia. Il contagio avviene per via aerea. La terapia consiste di antibiotici, spesso l’eritromicina. Se viene preso prima della fase parossistica, l’antibiotico abbrevia il tempo in cui la patologia si può trasmettere e la sua durata, ma i sintomi non sempre vengono ridotti. (fonte dal sito dell'Istituto superiore di sanità - Epicentro)