BOTTA E RISPOSTA tra il governatore del Piemonte Sergio Chiamparino e il ministro alla Sanità Beatrice Lorenzin riguardo al decreto sull'appropriatezza. Da tre giorni, cioè da quando Lorenzin ha presentato ai sindacati la norma che prevede una lista di 208 esami a rischio, che possono essere prescritti solo nei casi indicati dal provvedimento, vanno avanti le polemiche. Duri in particolare alcuni sindacati dei medici, come quelli di famiglia, che criticano soprattutto la previsione di sanzioni pecuniarie per i professionisti che fanno ricette non appropriate. Ieri Lorenzin ha detto che di questo aspetto si è parlato con le Regioni e al sito Quotidiano sanità ha aggiunto che le sanzioni le avrebbero volute le Regioni. "L'atteggiamento del ministro non mi sembra corretto e soprattutto non ci fa andare da nessuna parte: se si sono condivise delle scelte, lo si è fatto insieme", ha commentato Chiamparino, che presiede la Conferenza. "Io non gioco a ping pong ma nell'ambito dei tagli ci è parso, ed è parso anche al Governo, che una misura utile per risparmiare e necessaria per migliorare la qualità dell'assistenza fosse l'attenzione all'appropriatezza. Non è una misura voluta dalle Regioni ma condivisa in uno spirito di collaborazione. C'è stato un gruppo di lavoro fatto da tecnici di Regioni e ministero della Sanità che hanno condiviso un testo, quando si condivide un testo lo si fa in due. Io potrei allora dire: bastava non togliere i due miliardi alle Regioni, di questo passo si fa la corsa del gambero. Se si condivide un percorso lo si condivide fino in fondo. Potrei dire che Lorenzin non ha voluto che si intervenisse su altri capitoli". Lorenzin è intervenuta nel pomeriggio. "Dalle regioni, che hanno fortemente voluto queste norme, mi aspetterei che intervenissero per spiegare alle persone il perché dobbiamo fare questo salto culturale. Stimo il Presidente Chiamparino, con il quale ho condiviso in questi mesi anche percorsi molto difficili. Arrivare all'intesa è stato un lavoro complesso, e questo delle prescrizioni è stato un punto sicuramente controverso. Dell'appropriatezza io rivendico la necessità sul territorio italiano, come tutte le società scientifiche hanno richiesto a più riprese in Italia e come ampiamente ritenuto necessario anche all'estero". Riguardo alle sanzioni, il ministro ha spiegato che "la legge stessa prevede che verranno sanzionati soltanto quei medici che reiteratamente e consapevolmente prescriveranno prestazioni inappropriate. Le sanzioni, come prevede la legge vengono avviate secondo le procedure previste nei contratti collettivi, quindi nel pieno rispetto dei diritti sindacali dei medici. Accanto ai primi interventi sull'appropriatezza è assolutamente necessario approvare il provvedimento sulla colpa medica, attualmente in discussione alla Camera dei Deputati. Questo per riequilibrare, e dare piena responsabilità e serenità all'azione del medico. Dopo dieci anni di austerity e tagli lineari che hanno colpito i professionisti sanitari in Italia è sicuramente necessario agire sul rinnovo del contratto, sulla stabilizzazione dei precari e sulla garanzia dello sblocco del turn over".