I RICERCATORI italiani che studiano la malaria non hanno ormai quasi più fondi pubblici ma solo privati o da Agenzie ed enti internazionali. Per questo "un concreto sostegno alla ricerca italiana per la lotta contro la malaria", da annunciare in concomitanza con la Conferenza sulla Salute del G7 organizzato dall'Italia a Milano per novembre, sarebbe un segnale importante. Così l'appello degli esperti dell'Italian malaria network (Imn, una rete di 10 università italiane e Istituto superiore di Sanità, circa 100 ricercatori in totale) al ministro della Salute Beatrice Lorenzin e all'università e ricerca, Valeria Fedeli. Senza frontiere. Come ricordano i ricercatori "l'Europa e l'Italia non sono un mondo a parte: l'intensità dell'attuale movimentazione globale di merci e persone espone anche i Paesi dove la malaria è stata eliminata al rischio che il trasporto di zanzare o persone infette possa reintrodurre questa malattia, sia con episodi isolati, ma non per questo meno gravi, come dimostrano le cronache recenti, sia, come nel caso della Grecia tra il 2010 e il 2013, con focolai epidemici sostenuti dalle zanzare autoctone". E ora dall'Asia (e non solo) arriva la minaccia della resistenza alle nuove cure, come hanno descritto recentemente i ricercatori dell'Oxford Tropical Medicine Research Unit, citati nell'appello. LEGGI - Malaria, paura e parole in libertà di DANIELA MINERVA Storia italiana. La lettera firmata in rappresentanza del network dalla professoressa Donatella Taramelli dell'università degli studi di Milano continua ricordando che "questa malattia scomparve solo negli anni '60 e il nostro Paese venne ufficialmente dichiarato dall'Organizzazione mondiale della sanità libero dalla malaria nel 1978. Da allora sono trascorsi solo 40 anni! È preoccupante osservare che dal 2000 al 2015, un periodo in cui l'impegno finanziario internazionale nella lotta alla malaria è cresciuto di venti volte e i maggiori Paesi industrializzati europei, quali Gran Bretagna, Olanda, Francia e Germania, hanno continuato a destinare consistenti risorse economiche allo studio di questa malattia, il finanziamento pubblico italiano riservato alla ricerca malariologica è stato praticamente nullo. I pochi gruppi di eccellenza attivi in questo campo hanno vissuto e vivono quasi esclusivamente grazie a fondi ottenuti da agenzie internazionali o fondazioni private". SCHEDA Malaria, come si trasmette e quali sono i sintomi I firmatari ricordano quanto i vari governi italiani hanno, in modo encomiabile, affrontato la questione malaria a livello internazionale, prima come promotori (governo Berlusconi) del Fondo Globale per la lotta contro la malaria, la tubercolosi e l'Aids e l'attuale governo "lo scorso anno, durante la V Conferenza per il rifinanziamento del Fondo, si è distinto per aver incrementato più degli altri Stati membri il proprio impegno finanziario con l'erogazione di 140 milioni di euro per il triennio 2017-19". Obiettivo del millennio. La fine della epidemia della malaria a livello globale è tra gli obiettivi 2030 delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Sostenibile. "Target 3.3: entro il 2030, porre fine alle epidemie di AIDS, tubercolosi, malaria e malattie tropicali trascurate e combattere l'epatite, le malattie legate all'uso dell'acqua e altre malattie trasmissibili". Anche in questi giorni si registrano casi di trasmissione del parassita avvenuti in Italia: così, dagli accertamenti, il caso dei 4 extracomunitari, braccianti, due dei quali vivono da 9 anni in Italia, che si sono ammalati a Taranto colpiti sembra da una zanzara anofele trasportata nel nostro Paese con gli aerei e le merci. In Toscana un altro caso di una persona che, come i quasi 700 che vengono denunciati in Italia, si era recata in Africa dove presumibilmente avrebbe contratto la malattia. A settembre il decesso di una bimba a Brescia, Sofia, 4 anni, prima morte per malaria dopo 30 anni nel nostro Paese, per una malaria non subito diagnosticata. Perché la malaria anche la più pericolosa, quella da plasmodium falciparum, si può oggi contrastare e curare efficacemente.