Salute

Fibrosi polmonare, parte dalla Sicilia la sperimentazione di un farmaco spray

Fibrosi polmonare, parte dalla Sicilia la sperimentazione di un farmaco spray

È la prima volta che nell’isola si comincia l’iter di valutazione di un rimedio inalatorio che agisce in modo diverso rispetto agli altri medicinali disponibili

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Senza respiro. Così fa rimanere la fibrosi polmonare, malattia cronica per cui oggi non esiste ancora una cura definitiva. Le cause possono essere di diversa natura e, a volte, è difficile riconoscerne una specifica. Quello che è chiaro, invece, è l’impatto che questa condizione può avere sull’organismo: insufficienza respiratoria, aumento della pressione nei polmoni e nel cuore, infezioni.

In questo scenario è fondamentale la ricerca scientifica, che sta cercando soluzioni terapeutiche efficaci. Una di queste riguarda un farmaco inalatorio la cui sicurezza è al centro di uno studio clinico che sta prendendo il via in Sicilia.

La fibrosi polmonare

La fibrosi polmonare è una malattia caratterizzata dalla formazione di tessuto cicatriziale nel polmone, che ne altera la struttura e ne riduce progressivamente la capacità di trasferire ossigeno al sangue, con una conseguente difficoltà respiratoria. I danni strutturali così causati al tessuto polmonare possono arrivare a compromettere in modo significativo la qualità della vita.

«Si tratta di una malattia progressiva grave perché colpisce un organo vitale», ha spiegato Patrizio Vitulo, Direttore Medico dell’Unità di Sperimentazione di Fase I e responsabile dell’Unità di Pneumologia di Ismett. Sebbene oggi siano disponibili farmaci che possano rallentare la progressione della fibrosi polmonare, ha ricordato l'esperto, non ci sono ancora trattamenti in grado di modificarne la storia naturale, ossia di fermare l'avanzare della malattia.

Il Dr. Patrizio Vitulo, Direttore Medico dell’Unità di Sperimentazione di Fase I e responsabile dell’Unità di Pneumologia di Ismett
Il Dr. Patrizio Vitulo, Direttore Medico dell’Unità di Sperimentazione di Fase I e responsabile dell’Unità di Pneumologia di Ismett 

Il nuovo farmaco

La strada verso una terapia efficace inizia in Sicilia, dove fra qualche settimana prenderà il via la sperimentazione di fase I di una molecola che funziona in modo diverso dagli altri farmaci disponibili. «Questa sperimentazione è molto interessante perché la molecola impiegata esplora vie metaboliche completamente nuove rispetto alle precedenti», ha commentato Vitulo. «Si tratta - precisa l'esperto - di bersagli recettoriali che mantengono e amplificano il processo di fibrogenesi, cioè della produzione di fibrosi, nei polmoni malati. È innovativa, inoltre, la via di somministrazione, perché si tratta di un farmaco inalatorio somministrato solo una volta al giorno».

Sebbene prima di poter parlare di una nuova potenziale cura il percorso sia ancora lungo, questo studio rappresenta il primo passo per poter testare la sicurezza della terapia farmacologica sugli esseri umani, rappresentando inoltre un importante traguardo per la ricerca clinica regionale.

L’importanza della Fase I

La prima sperimentazione su umano è una delle tappe cruciali e molto delicate del lungo percorso che porta un farmaco a essere commercializzato. Si tratta, in particolare, del primo passaggio dopo gli studi preclinici, in cui viene valutata la sicurezza del trattamento, vengono monitorati i possibili effetti collaterali e la tossicità, e raccolte le prime informazioni sul comportamento del farmaco in pochi pazienti alla volta.

Tutti dati indispensabili per orientare le fasi successive dello sviluppo clinico e comprendere se una nuova terapia possa diventare, in futuro, un’opzione concreta. I medici che la conducono seguono fin dall'inizio lo sviluppo clinico del farmaco e sono poi coinvolti nelle fasi successive, insieme ai loro pazienti.

La Sicilia nella rete nazionale

Con l'avvio di questa sperimentazione, autorizzata dall’Agenzia italiana del farmaco (AIFA), l’Unità di Sperimentazione di fase I attiva in Sicilia permetterà di rafforzare la capacità del territorio di partecipare alle prime fasi della sperimentazione di nuove terapie, settore nel quale i centri finora accreditati sono concentrati prevalentemente nelle regioni del centro-nord.

«È un segnale importante» ha concluso Patrizio Vitulo. «Questi studi sono un importante investimento in ricerca: essi danno la possibilità ai pazienti di accedere a farmaci all'avanguardia, non ancora in commercio (evitando migrazioni sanitarie) e attirano risorse per la crescita. Pensiamo che questo sia un mododi procedere che consente di trasferire al territorio il risultato dell'investimento in innovazione e sicurezza che la Sicilia vuole e può sostenere».