La Bottiglia: potente e leggero, un vino che è puro velluto
Paola Mura, Gianni Mura
Foto tratta dal sito aziendale
Barbera Tasmorcan 2015 di Elio Perrone - Castelnuovo Tinella (Cn)
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Dice Stefano Perrone: «Ho dato a mio figlio lo stesso nome di mio padre, Elio, per ribadire le nostre radici, anche se voglio che i nostri vini guardino sempre avanti». La sua cantina è stata definita “sartoria enologica” per l’attenzione ai minimi particolari. Stefano è di quelli che immagina in anticipo la stoffa che avranno i suoi vini.
Foto tratta dal sito aziendale Per capirne il lavoro basta questa frase: «Condurre un vigneto è una questione di sensibilità, non di dominio». Molta attenzione anche alle etichette, disegnate da sua moglie Giuliana che talvolta s’ispira al mondo animale. Un bianco molto originale (80 per cento Chardonnay, 20 Moscato) si chiama Gì (ghiro) perché ha bisogno di un certo letargo per esprimersi compiutamente. Tasmorcan (in dialetto, tasso dal muso di cane) la Barbera di cui trattiamo, vino-base.
Famiglia di moscatisti, i Perrone. «Un’uva che non tollera il minimo errore». Ma sanno trattare come si deve anche i rossi. La Barbera superiore Mongovone (frazione di Isola d’Asti) proviene da vigne del 1932. Dalla stessa zona, ma da vigne di una quindicina d’anni, il Tasmorcan che affascina e sorprende per il suo essere potente e insieme leggero, impegnativo di gradazione ma di piacevolissima beva. Puro velluto, ottimo rapporto qualità-prezzo: a Padova da Moscheta, a Piacenza alla Maison du Cognac sui 10 euro.