Il Gusto

Quando la bellezza non è tutto: il Fourghetti di Bruno Barbieri delude le aspettative

Bruno Barbieri nella cucina del Fourghetti
Bruno Barbieri nella cucina del Fourghetti 
Il locale di Bologna dello chef-giudice di Masterchef risulta non all'altezza della fama, poco convincente nell'offerta gastronomica e mediamente più caro di quanto ci si aspetterebbe. Seguici anche su Facebook
1 minuti di lettura
I telespettatori di Masterchef conoscono perfettamente Bruno Barbieri, uno dei severi giudici che valutano il lavoro degli apprendisti cuochi. Ma forse non tutti ne conoscono il curriculum, e forse anche per questo il cameriere ci racconta che la sera prima della nostra visita, c’era anche “Bruno” (stava girando una puntata di Masterchef proprio a Bologna, ndr) mentre un cliente gli si è avvicinato estraendo emozionato dal portafogli un conto del Trigabolo risalente al 1989. Per chi non lo sapesse, il Trigabolo di Argenta è stato uno dei migliori e più innovativi ristoranti Italiani degli anni ‘80 e ‘90. Lì hanno cominciato a farsi conoscere Igles Corelli e Bruno Barbieri, per poi continuare la loro pluristellata professione in altri ristoranti italiani e nel caso di Barbieri anche all’estero.

Forse lo storico cliente del Trigabolo, proprio come noi, sarà stato pervaso da tanta nostalgia dopo aver visitato l’ultima “casa” di Barbieri. Si, perché il Fourghetti, del grande ristorante ha sicuramente il conto e poco altro. Bello e algido, il locale è molto adatto agli aperitivi e a pranzi fugaci (è infatti american bar e bistrot) e poco alla ristorazione nella sua concezione classica. Dai camerieri, vestiti in maniera informale, per continuare con i freddi tavolini di marmo nero (senza alcuna tovaglia) distanziati appena 30 centimetri, alle sedute adatte a soste brevi, tutto fa pensare a un locale à la page, studiato più per monetizzare che non per accogliere e coccolare.

Bella la carta dei vini offerti con prezzi decorosi. A pranzo è prevista una formula cheap a 30 euro scegliendo 2 piatti tra i 6 elaborati giornalmente dalla cucina. Noi ordiniamo alla carta. Buono il pane assortito. Modesto il tortino di melanzane (22 euro) con pressoché insapori capesante dell’Atlantico, ancor peggio i pepatissimi tortelloni su frullato di asparagi con animelle (22 euro).

Ci si riprende con il secondo: ottima la carne della tagliata di manzo, mentre le verdure in spiedino sono stracotte (30 euro). Chiudiamo con una buonissima rivisitazione del cannolo (16 euro) e un discreto espresso (2,50) per un totale di 96 euro, bevande escluse. Servizio rapido ma non impeccabile (vino gelato). Difficilmente facciamo questioni di prezzo, ma per questa cifra a Bologna ci si aspetta decisamente di più.