Alba ancora sugli allori: nominata dall'Unesco "Città creativa per la gastronomia"
Eleonora Cozzella
Il centro di Alba
La cittadina piemontese conquista il secondo titolo in tre anni: dal 2014 è anche Patrimonio dell'Umanità per Paesaggi Vitivinicoli. Seguici anche su Facebook
Aggiornato alle 2 minuti di lettura
Patria del pregiatissimo tartufo bianco, di grandi vini e del gruppo dolciario Ferrero, Alba, con la nomina a Città creativa per la Gastronomia, riceve il secondo riconoscimento Unesco in tre anni, dopo quello per i Paesaggi Vitivinicoli patrimonio dell'Umanità. "Viene rafforzata ancora - commentano il sindaco Maurizio Marello e l'assessore alla Cultura - l'immagine del territorio. Ne siamo molto orgogliosi, considerate anche le ricadute positive sul comparto culturale e turistico".
Ad Alba di recente è stata creata l'Accademia Bocuse d'or per i giovani chef emergenti: "Essere parte delle Creative Cities - sottolinea il presidente del Centro Nazionale Studi Tartufo Antonio Degiacomi - ci dà l'occasione di sviluppare ancora di più la vocazione a proiezione internazionale". L'ente Turismo ricorda gli sforzi per diventare una meta turistica sempre più ambita in Italia: "Abbiamo lavorato per differenziare e destagionalizzare l'offerta", spiega il presidente Luigi Barbero.
Il sistema-Alba ha basato la sua candidatura a "Creative Cities" sulla consapevolezza dell'importanza strategica che il reparto enogastronomico della città, ma anche del territorio circostante di Langhe e Roero, riveste sia in campo economico, sia in campo culturale. "Una vocazione non solo millenaria, ma innovativa e pulsante - dicono i promotori della domanda - che coinvolge il settore agroalimentare, meccanico, industriale, dell’artigianato, della ristorazione e del turismo enogastronomico, che ha eletto le Langhe e il Roero a meta prestigiosa del buon cibo e del buon vino. Fare parte del network significa entrare in un circuito certificato Unesco, di città che si impegnano a condividere best practices, sviluppare partneship e progetti comuni".
Partono così da oggi una serie di azioni che coinvolgeranno la città in progetti di sviluppo locale, sia rinnovando manifestazioni già consolidate come la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d'Alba e la rassegna enoica Vinum, sia realizzando rapporti con nuove realtà, come nel caso del progetto "Alba&imprese sociali Ferrero per l'Africa".
Enrico Crippa
Il percorso della candidatura ha impegnato un Comitato di soggetti pubblici e privati: Comune di Alba, Ente Fiera Internazionale del Tartufo, Ente Turismo Alba Bra Langhe Roero, Associazione Commercianti Albesi, Università di Scienze Gastronomiche, Fondazione Ferrero, Ferrero S.p.A., Centro Nazionale Studi Tartufo. Si è proceduto in modo condiviso e partecipato, ciascun soggetto ha fatto un capillare lavoro di engagement, coinvolgendo dal basso associazioni, scuole, aziende, consorzi, personalità, tra cui il "main testimonial" Enrico Crippa, chef 3 stelle Michelin del ristorante albese Piazza Duomo.
Il network delle Creative Cities è strutturato in aree tematiche (Gastronomia, Letteratura, Design, Media Arts, Musica, Arti e Artigianato, Film): ciascuna città aderisce scegliendo un ambito di riferimento ma impegnandosi anche in attività e progetti transettoriali che coinvolgono i restanti settori. Prima dei nuovi ingressi, il circuito comprendeva 166 città in 54 diversi paesi del mondo che hanno fatto della «creatività» in diversi campi del sapere e dell’arte un asset di sviluppo territoriale. Con la nomina di Alba le città Creative Cities per la Gastronomia salgono a 19 nel mondo (tra cui Tsuruoka in Giappone, Dénia in Spagna, Östersund in Svezia, Tucson in Arizona, Gaziantep in Turchia, Chengdu in Cina e Belém in Brasile) e 2 in Italia con Parma.