Il Gusto

Potenza da scoprire a tavola all'Antica Osteria Marconi

Giuseppe Misuriello ai fornelli (foto Chic - Charming Italian Chef)
Giuseppe Misuriello ai fornelli (foto Chic - Charming Italian Chef) 
Giuseppe Misuriello e la sua alta cucina in un piccolo casolare situato in un antico rione della città. Seguici anche su Facebook 
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Potenza, silenziosa, quasi materna e sofferente appare rimanere ai margini delle traiettorie dei molti visitatori che negli ultimi periodi visitano la Basilicata, in particolare attratti dal riscoperto e giusto fascino di Matera (capitale della cultura 2019).
Eppure un tempo a Potenza si veniva e si stava bene, si apprezzava l’aria buona delle montagne che la circondano e la adornano come collane di smeraldi; per l’acqua così pulita da fare invidia alle migliori sorgenti d’Europa, per le passeggiate nel suo bel centro storico, ma soprattutto per il suo cibo e le sue cantine – intese come luoghi di celebrazione del convivio del vino - e la sua capacità di essere ospitale.
La sala dell'Antica Osteria Marconi
La sala dell'Antica Osteria Marconi  
Ospitalità e qualità del cibo che negli ultimi anni è migliorata, aumentata, arricchita di proposte, locali, e protagonisti. Di certo un plauso e un riconoscimento vanno dati a chi ha creduto e scommesso, non con poche difficoltà, in una cucina tradizionale, rivisitata con eleganza e capacità di ricerca.
Questa è l’Antica Osteria Marconi, un piccolo casolare situato in un antico rione della città; da lì la strada serpeggia fino a raggiungere agli 800 mt s.l.m. il cuore antico di Potenza.

Ambiente elegante, con due sale ben arredate, un dehors per la bella stagione e una buona selezione musicale per questo ristorante che conferma il suo valore. Ai fornelli c’è Giuseppe Misuriello che, da qualche anno ormai, ha aggiunto alla “semplice” qualifica di patron dell’Osteria anche quella di chef. Un impegno vissuto con dedizione e caparbietà che l’ha visto crescere e migliorarsi costantemente. Mentre la sala è impeccabilmente governata da Donato Di Stasio e Michele Terminio, con quella sempre più rara educazione e competenza.
Dal martedì, all’ora di pranzo, si può scegliere anche la “Colazione di lavoro” che per poco più di 20 euro offre un primo, un secondo e il dessert. Con il menu à la carte, invece, ci si può sfiziare ed i prezzi restano assolutamente popolari. Quello nostro, ad esempio, è stato un percorso davvero intrigante. Andiamo a raccontarlo.

Ad attivare i sensi sono delle ostriche di Bretagna con vellutata di cavolfiore e barbabietole, dove sapidità e dolcezza sono come quel sentimento che si prova a vedere il sole che tramonta sul mare. Il burger di agnello alla piastra con salsa olandese, capperi e peperone di Senise liquido è un viaggio di ritorno a casa, pur conservando quell’estremo piacere della contaminazione.
Tra i primi lo Spaghettone “Cavalieri”, gamberi rossi, lavanda e dragoncello aprono un quadro di variazioni di profumi e sapori davvero eccellenti. I ravioli di ricotta serviti in brodetto di fave hanno mantenuto fede alle aspettative che li volevano delicati, equilibrati e capaci di riportare il palato alla pulizia. Per secondi, Il filetto di salmone selvaggio dell’Alaska con insalatina al gin e riduzione d’arancia rossa, è un perfetto connubio di freschezza, dolcezza e acidità. Non empi abbiamo gradito un assaggio (si fa per dire) di maiale nero lucano servito con patate, wasabi e tartufo, ed un cosciotto di agnello con salsa di cacio, uovo e lampascioni all’aceto. La felicità è l’immagine più efficace di cui dispongo per raccontare entrambi i piatti. Arrivati ai dolci, preparati in casa, abbiamo preferito la mousse al cioccolato con frutti della passione e crumble di mandorle. Buona oltre il peccato.

Giuseppe Misuriello ha anche una bella esperienza in quanto a vini e distillati, e la sua carta lo racconta bene, per cui non vi sentirete mai abbandonati dal bicchiere durante la vostra degustazione.
Cos’è la bruttezza se non una condizione dell’animo? Di quello triste, che non sa cosa e dove cercare la bellezza delle piccole cose, o forse grandi, come il piacere del convivio; di quell’attimo infinito di piacere trascorso assieme a chi vuoi bene godendo del meglio di una tavola. E per questo vi invito a “sbagliare” percorso e perdervi a Potenza, nelle sue vie strette, nei suoi saliscendi, nelle sue cento scale e nei suoi palazzi infinitamente verticali. E quindi a ritrovarvi seduti a tavola assieme ad un popolo che tra i suoi segni più preziosi, da sempre, mostra quelli dell’ospitalità.

Il viaggio non è la mèta ma l’attraversamento, e questo attraversamento io l’ho vissuto appieno, a palla, con i Pink Floyd. Buon Viaggio, Prosit e Serenità.

Antica Osteria Marconi
Indirizzo: V.le G. Marconi, 233
Tel: 0971 56900
chiusura settimanale: domenica sera e lunedì