Il Gusto

Mangiare come in un quadro di Hopper: le atmosfere retrò dei Diners di New York

Mangiare come in un quadro di Hopper: le atmosfere retrò dei Diners di New York
Nella Grande Mela, dove sono stati più di mille, oggi ne resistono solo quattrocento. Identità e una realtà difficile del ristorante simbolo dell'America del nord. Seguici anche su Facebook 
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Li abbiamo conosciuti attraverso il cinema, da GoodFellas a Pulp Fiction passando per Happy Days e Grease nonchè alla celebre sitcom Seinfeld. Stanno all’America come i bar  all’Italia, i bistrot alla Francia e per anni sono stati il simbolo di una classe media americana cresciuta ad hamburger, milkshake, pancake e positivismo.
 Il Kellog's Diner
 Il Kellog's Diner 
Parliamo dei diners: quintessenza culinaria, iconica e cinematografica a stelle e strisce. Un pezzo di storia anche antropologica che racconta l’American dream della working class, attraverso insegne al neon, lunghi banconi di legno, tavoli e panche, arredamento Art Decò e smalto porcellanato, pavimenti a scacchi e soprattutto l’immancabile menu, che è entrato negli annali gastronomici come il comfort food nazionale dove trovano ristoro indistintamente tutte le classi sociali. Nati negli anni venti come locali a gestione familiare dove si servivano sandwich per la classe operaia, fino agli anni Quaranta si contraddistinguevano per l’architettura delle case mobili pre-fabbricate (la parola “diner” infatti deriva da “dining car”, e si riferisce alla possibilità di spostare il locale in giro per l’America). Per vederne il boom bisogna aspettare gli anni Cinquanta, quando si abbandona la struttura dei prefabbricati per lasciare spazio a quella maestosa in  acciaio inossidabile e grandi vetrate e prolificano soprattutto nella East Coast.
 I Pancake dell'Empire Diner
 I Pancake dell'Empire Diner 

Oggi di quel sogno americano che ha preso letteralmente a bocconi pancakes, uova strapazzate, sandwich e patatine fritte; ne rimane il sapore nostalgico, vintage e un pò retro degli sfavillanti anni cinquanta. A New York, dove fino a dieci anni fa si contavano più di mille diners, ne rimangono quasi 400. A fotografarli uno per uno ci ha pensato la fotografa americana Riley Arthur nel suo progetto Diners of New York affascinata dall’architettura e dall’atmosfera dei diners nella Grande Mela. “Sono stata colpita dalla chiusura veloce di questi locali - dice Riley - che rappresentano in maniera autentica ciò che rimane dell’America degli anni Cinquanta. Con il mio progetto, che spero un giorno diventi anche un libro, voglio racchiudere un pezzo di storia americana, dall’atmosfera old fashioned dove ancora oggi si può mangiare un buon burger a prezzi ragionevoli”.
 Uno dei piatti dell'Empire Diner
 Uno dei piatti dell'Empire Diner 

Sopravvivere a New York, la Mecca del cibo, non è facile per un diner. Tra nuove tendenze, vocazioni gourmet, affitti in crescita, resta una sfida difficile. “Resistiamo” dice John Philis, la terza generazione a capo del diner Lexington Candy Shop, quello che conta più anni a New York. “Ha iniziato mio nonno 93 anni fa proprio qui, nella Upper East Side. Allora la demografia lavorativa dell’immigrazione ha voluto che ad aprire i diners fossero le famiglie emigrate dalla Grecia. Per questo nel menu, oltre alle classiche uova, pancakes, burger, formaggio alla griglia e milkshake, troverete anche insalate greche e souvlaki. È difficile mantenere- continua John- la qualità a prezzi contenuti ma noi riusciamo ad offrire buon cibo nonostante gli affitti alti. Resisitiamo perchè siamo autentici e non un trend come molti ristoranti. Chi viene da noi, dalle famiglie ai turisti, cerca cibo americano classico e vero a buon prezzo. Il diner è un’icona americana e se sta sparendo è perchè questo è un lavoro duro che le nuove genrazioni non vogliono fare”.
 
 Il Diner Goodfellas
 Il Diner Goodfellas 

C’è chi ha scelto però la via del compromesso, facendo rivivere le atmosfere tipiche del diner ma proponendo un menu moderno che celebra la cucina olteoceano. E’ il caso di Empire diner, a Manhattan nella zona di West Chelsea, non lontano dalla famosa High Line. Un edificio che esiste  dal 1976 e che lo chef e propietario John DeLucie ha voluto trasformare lo scorso anno in un ristorante moderno, conservando però lo spirito degli interni anni quaranta e dell’arredeamento decò. “Chi viene da noi si aspetta - commenta DeLucie - di trovare il tipico cibo grasso dei diners, ma noi offriamo una cucina che si ispira sì al classico menu americano, ma non solo. Preparata con ingredienti e materie fresche che compriamo al mercato del contadino. I piatti più apprezzati  sono  il branzino selvatico con funghi coltivati, braciole di maiale al Berkshire con verdure verdi  e bacon di Nuski, scaloppina di capesante con purea di piselli freschi. Del diner di una volta nel nostro ristorante resta l’evocazione di certe atmosfere ma la cucina è moderna”.
 
 L'Empire Diner
 L'Empire Diner 

Altro diner iconico è Kellog’s , aperto 24 ore su 24. Si trova a Brooklyn nella centralissima Metropolitan Avenue, la strada principale del quartiere hipster Williamsburg ed è diventato set di alcuni spot commerciali e scene delle serie Girls e Master of None. Chris Siderakis, anche lui di famiglia greca, ha scelto di rinnovare qualche anno fa il diner negli arredamenti e nel menu, rimanendo fedele alla tradizione della tradizionale cucina americana. Oltre ai classici sandwich, da Kellog’s si può mangiare il famoso piatto americano surf-n-turf (una sorta di bistecca alla fiorentina servita insieme alla coda di aragosta e filetto fritto di sogliola) e altre specialità greche ed italiane come la parmigiana, la torta di spinaci e gli immancabili dolci americani  che vanno dalla torta al cioccolato alla banana cream pie .
 
Ancora un diner a fare da set ad una delle scene cult del cinema. Parliamo di GoodFellas e del  celebre dialogo tra Robert de Niro e Ray Liotta, quando quest’ultimo scopre di avere i giorni contati in un tavolo del diner che porta proprio il nome del famoso film di Scorsese. Aperto nel Queens alla fine degli anni sessanta dal greco Dimitra Diamantis, allora si chiamava Clinton diner, ma dopo le riprese del film è diventato GoodFellas. Dimitra oggi è andato in pensione passando il testimone al figlio Nick che ha lasciato intatta la tradizione della cucina di famiglia,  dalla tipica colazione americana con uova bacon salsiccia  e caffè americano fumante ai burger e insalate.
 
Non solo simbolo del consumismo e dell’ottimismo americano, di un certo self made e del lavorare duro, il diner è anche luogo per eccellenza della solitudine prodotta della società a stelle e strisce e che tocca le classi a tutti i livelli. Questa solitidine americana e urbana l’ha dipinta il pittore Edward Hopper nel suo famoso quadro I Nottambuli (Nighthawks) ispirandosi proprio ad un diner del Greenwich Village.