Guida alla scelta del Panettone: mettiamo in fila i 33 migliori d'Italia (secondo noi)
Pensare alle festività natalizie vuol dire anche iniziare a scegliere il panettone con cui concludere il pasto della festa, fare colazione per iniziare le giornate o da portare in regalo quando si è ospiti. È sempre una scelta cui si dedica attenzione perchè fatta a priori, visto che i prodotti da forno, sia tradizionali sia fantasiosamente gustosi, finché non li si assaggia non si capisce bene il vero sapore. Qui abbiamo voluto raccontare e descrivere le impressioni che sono emerse duranti gli assaggi di alcuni dei panettoni che contorneranno le prossime feste, cercando di mettere in luce il lavoro di chi ha dedicato ore e attenzione alla lavorazione, seguendo attenti criteri di valutazione. Non è una classifica ma una rassegna descrittiva, senza l’intenzione di essere esaustiva ma con la speranza di essere esauriente e utile per indirizzare la scelta e ingolosire i lettori.
Antica pasticceria Muzzi - Panettone pere e cioccolato
Una cupola giallo dorato intensa si erge su un panettone basso, che fa del suo punto di vantaggio il profumo, che conduce subito alla mente la presenza di pere candite, seguite da sentori di forno e pane. La consistenza compatta ed elastica al tatto, si ritrova anche nella fetta, che presenta alveoli fittamente distribuiti di dimensioni tra il piccolo e il medio. I pezzi di pera candita spadroneggiano alla vista insieme al cioccolato, mentre in bocca provati da soli riportano la succulenza e la dolcezza tipiche del frutto fresco. La pasta umida, grazie anche al contributo della frutta candita, è piacevole in bocca pure in virtù di una dolcezza che non disturba, mitigata dalla presenza di cioccolata fondente che sposa perfettamente con le pere. Un panettone da gustare a temperatura ambiente, se non leggermente tiepido, perché se ne possano apprezzare prima i profumi e dopo i sapori
Biasetto - Panettone al cioccolato
Una cupola tonda e soda si preannuncia con una spirale di glassatura liscia a colori alternati; mette in mostra una consistenza elastica e compatta al tatto. Aperto lo si scopre scuro di cioccolato, in cui la sfumatura di colore è omogenea, con un profumo che inebria le narici, invogliando un assaggio goloso; tutta la pasta esala cioccolato e ne è impregnata. La sofficità elastica si esprime anche attraverso gli alveoli piccoli, fitti e omogeneamente distribuiti che lasciano spazio a grosse pepite di cioccolato come inclusioni, generose in quantità per scoprirle poi di elevata qualità in assaggio. La bocca viene avvolta in una successione di sfumature di profumi e sapori, senza essere stucchevole e senza stancare, grazie alla dolcezza sapientemente bilanciata dal maestro Luigi Biasetto; lascia la bocca pulita con un piacevole sentore di cioccolato amaro in chiusura che chiama il boccone successivo, in un circolo di gola e voglia.
Bonci - Panettone tradizionale
Il pane di cui porta il nome e la storia professionale, è il primo profumo insieme a quello delle uova che balza al naso aprendo la confezione, seguiti immediatamente dai sentori di burro fresco. Un’evidente scarpatura sulla cupola lascia immaginare il fiocco di burro sciogliersi in cottura, che mantiene il segno dorato fulgido; la pasta interna di color giallo dorato non spiccato trattiene alveoli regolari e fitti, profumando di vaniglia e burro, con lievi note di liquirizia ed elicriso riconducibili all’uso di zucchero non raffinato. Le scorze di arance candite leggermente amare si devono alla maestra del pastiere Morandin che insieme alle uvette carnose si insinuano in un impasto filante fra le dita e fondente in bocca. Panettone caratterizzato dalla fragranze e dall’eleganza del sapore, lascia la bocca vogliosa di un boccone ancora
Bonifanti - Panettone tradizionale
La capacità e l’intenzione di coniugare grandi volumi di produzione e qualità devono essere il pensiero che guida gli impasti e le scelte di questa azienda; il panettone si mostra di color dorato intenso tendente al brunito sulla calotta superiore, morbido al tatto ed elastico. Al suo interno la pasta di color giallo dorato non particolarmente intenso, più che del burro porta al naso il profumo della pasta di arancia, in cui si riconosce la dolcezza e sottile acidità anche in bocca. Uvette e scorze di arancia candite, generosi in quantità, di media dimensione sono distribuiti nella pasta, giustamente filante, fra gli alveoli di forma tondeggiante e regolare. La dolcezza non è spiccata anche se suadente, contribuisce a lenire la componente zuccherina il leggero retrogusto di tostatura, dato dal fondo del panettone
Denis Dianin - Panettone invero
Invero prende vita dieci anni fa dalla mente di Denis Dianin, tramite il gioco di parole "el vero" (vetro in dialetto veneto) e vero, nel senso di autentico. Per quanto diverso, infatti, il panettone così prodotto che cuoce racchiuso in un barattolo, sotto vuoto, mantiene tutte le aspettative. Non solo si preservano i profumi che fuoriescono appena tolto il tappo, ma risultano enfatizzati i profumi di agrumi, freschi in scorza e canditi di pezzi di dimensioni generose e profusi in gran quantità, insieme anche alle uvette. La pasta gialla, soffice e vaporosa, profuma di burro e non nasconde la vaniglia in una moltitudine di semini neri. Al tatto colpisce la sofficità e la leggerezza che lo fa sembrare quasi una nuvola. In bocca l'impasto umido di cottura e burro fonde con scioglievolezza in ogni boccone, rilasciando sapori perfettamente coerenti con i profumi che li avevano anticipati
Dolcemascolo - Panettone Tradizionale
Il primo impatto è con una cupola ampia e gonfia, di spiccata altezza e colore dorato intenso uniforme; appena aperto al naso giungono fragranti effluvi di forno e biscotto misti a delicati di sentori di agrumi. La consistenza della calotta superiore, liscia nella sua rotondità, è soda e notevolmente elastica al tatto. Una volta aperto i sentori di burro sono evidenti ma non eccessivi; l’alveolatura risulta gradevolmente fitta e allungata, non particolarmente umido tra mani rilascia la sua piacevolezza in bocca. I canditi non sono generosi, ma di dimensioni consistenti e varia natura, tra cui si apprezza il cedro che contribuisce a donare sottile acidità, insieme alle uvette turgide e di gran calibro. Lascia una bocca asciutta e non grassa, pronta al morso successivo
Fiasconaro - Panettone zafferano e agrumi
Forno e crosta di pane, così esordisce il panettone che parla di Sicilia attraverso i suoi ingredienti di punta: agrumi e zafferano. Inciso a croce in superficie mostra una doratura omogenea e regolare, all’interno una pasta non particolarmente carica di colore colpisce per il profumo di frutta, un po’ come se convivessero agrumi freschi e canditi. Lo zafferano si intuisce come profumo ma il vero spirito lo esprime al boccone dove riscalda la bocca contrapponendo il suo gusto pungente e caratteristico alla rotondità del burro e alla dolcezza dei canditi. Il lieve sentore di amaro della spezia in chiusura, bilancia in maniera equilibrata la dolcezza. Veramente buona la sofficità della pasta che mantiene le aspettative rivelate al tatto: un panettone che evoca i profumi dell’isola piena di sole e storia
Forno Brisa - Panettone al cioccolato
La prima impressione che balza al naso è il profumo di mandorla tostata che si erge dalla glassa, dolce e non stucchevole perché bilanciata dalla presenza di amandine nella farina di mandorle. Quando si taglia la fetta la sofficità è notevole, unita a resistenza elastica che lascia presagire un morso appagante; l’alevolatura fitta e regolare di dimensioni omogenee si vede fin dal primo taglio, fra le dita la fioccosità è consistente e si percepisce un piacevole livello di umidità, non untuoso. Spiccano in evidenza vere e proprie pepite di cioccolata fondente di dimensioni importanti, gradevolissime, che mantengono la consistenza fondente in bocca nonostante la cottura. Ottima la qualità della cioccolata che sciogliendosi rilascia aromi profondi e profumati; la pasta non è esageratamente dolce pronta per avvolgere la cioccolata e valorizzarla, quasi un’evocazione del forno di nascita in cui la lievitazione si applica con sapienza al pane, portando con sé il dono dello scambio del lievito madre, progetto perseguito dal forno in cui prende vita.
Pasticceria Gabbiano - Panettone pellecchiella
Pellecchiella è il nome attribuito al prodotto, per evocare le albicocche vesuviane di questa particolare varietà a maturazione tardiva. E in effetti, insieme a lievi effluvi di panetteria, il naso è ammantato dal profumo di albicocche maturate al sole che hanno concentrato sapori e profumi, un po’ come se un baratolo di genuina confettura fatta in casa fosse stato appena aperto. Sulla cupola si vedono pezzi di albicocca candita e un’evidente scarpatura; l’alveolatura non è perfettamente regolare, ma ben distribuita in una pasta di colore giallo paglierino fortemente intriso di profumo e sapore di albicocche. L’umidità data dalla frutta di grande piacevolezza, la duplice consistenza delle albicocche, lavorate da Salvatore Gabbano, si tramutano in due sapori: uno più dolce e uno più acido, offrendo una molteplicità di piacere nel morso grazie alla sorpresa. Il valore aggiunto è avere una pasta non così dolce da stuccare insieme ai pezzi di frutta candita di notevole dimensione. Un panettone che oltre alle feste natalizie si può godere in ogni momento
Gatti - Focaccia di Tabiano ai grani antichi
Un profumo coinvolgente che sembra provenire dal passato, da un vecchio forno di paese, è quello che si sente annusano questa focaccia, la cui cupola tondeggiante e soda ricorderebbe un panettone almeno nella forma. DI colore brunito non troppo intenso mantiene in sé le sfumature della cottura e delle farine utilizzate, tutte di tipo2. Grani antichi della Food Valley da riscoprire anche nelle note gustative che ricordano l’orzo per la dolcezza della tostatura, nota allungata dalla presenza di cioccolata bianca che dona una piacevolissima sensazione dolce. L’umidità della pasta fa in modo che, nonostante la ridotta quantità di burro, la sensazione in bocca sia di fondenza succulenta, lasciando un retrogusto di tostato di estrema e piacevole persistenza, anche in virtù di una dolcezza non esagerata e dosata correttamente con la cioccolata bianca
Gattullo - Panettone tradizionale
Colpisce alla vista la netta incisione a croce, scarpatura, sulla cupola che segna e rischiara la colorazione brunita con sfumature dorate intense, da cui si sprigiona un intenso profumo di crosta di pane, segue con l’immaginazione l’uvetta nelle note zuccherine. Sodo ed elastico al tatto, mostra una pasta di color giallo dorato; tagliato la presenza dei canditi, che si sveleranno poi in bocca carnosi e succosi, è anticipata dagli odori agrumati. Gli alveoli sono fittamente distribuiti e allungati, la pasta in bocca è meno burrosa di quanto ci si aspetterebbe dal profumo; in assaggio quello che colpisce è la concentrazione di sapore nei canditi e nelle uvette, entrambi succulenti e carnosi, i primi mantengono la piacevolezza della nota amara tipica dell’albedo. Un panettone gradevole e appagante nel suo essere sé stesso da anni, come vuole la storicità della pasticceria meneghina.
Pasticceria Gerri - Panettone alla mela zitella
Racconta del Molise ma in particolare di Agnone dove viene prodotto, portando con sé l’intenzione di recuperare una varietà di mele a maturazione tardiva e proprio per questo chiamate zitelle. Candite in maniera artigianale nel laboratorio molisano, mantengono la scorrevolezza succosa e la consistenza croccante anche dopo la lavorazione e vengono utilizzate come elemento caratterizzante in questo panettone. I cubetti di mele zitelle candite vengono così abbracciati e racchiusi in una pasta soffice e ariosa, profumata di burro e uova; la struttura con alveoli fitti e omogenei, per quanto non perfettamente regolari, regala in bocca una piacevole masticabilità morbida e piena di gusti. Si alternano sulla lingua la dolcezza e la burrosità, intramezzate dalla consistenza dolce e leggermente acida sul finale delle mele candite. Un panettone che parla di ricordi, territorio e recupero
Giovanni Cova & Co - Panettone pere e cioccolato
Il naso come primo impatto è pervaso da una gustosa opulenza dolce mitigata dai sentori di cioccolato. La cupola di forma tondeggiante e soda al tatto, si mostra ci colore fra il dorato e il brunito mettendo in evidenza la parte centrale dorata. Una volta aperto al naso si percepiscono nettamente i profumi della cioccolata, seguiti dalla dolcezza dei canditi di pera di generose dimensioni. L’impasto di colore giallo intenso e profumo di burro avvolge la cioccolata e ne amplifica le sensazioni in bocca. Gli alveoli fittamente distribuiti conferiscono al panettone una consistenza gradevole, elastica al tatto e leggera al morso. Quando nel boccone si trovano contemporaneamente pezzi di pera candita e cioccolata la piacevolezza si intensifica, in un connubio di dolcezza bilanciata e golosità assicurata
Il naso come primo impatto è pervaso da una gustosa opulenza dolce mitigata dai sentori di cioccolato. La cupola di forma tondeggiante e soda al tatto, si mostra ci colore fra il dorato e il brunito mettendo in evidenza la parte centrale dorata. Una volta aperto al naso si percepiscono nettamente i profumi della cioccolata, seguiti dalla dolcezza dei canditi di pera di generose dimensioni. L’impasto di colore giallo intenso e profumo di burro avvolge la cioccolata e ne amplifica le sensazioni in bocca. Gli alveoli fittamente distribuiti conferiscono al panettone una consistenza gradevole, elastica al tatto e leggera al morso. Quando nel boccone si trovano contemporaneamente pezzi di pera candita e cioccolata la piacevolezza si intensifica, in un connubio di dolcezza bilanciata e golosità assicurata
Kozman - Panettone al cioccolato
Cioccolato e gruè colpiscono il naso appena lo sia annusa, la copertura generosa lascia presagire una farcitura corposa; di struttura compatta ed elastica denota una buona lievitazione. Anche la pasta stessa ha il colore del cioccolato inglobato nella lavorazione, che avvolge e include grosse pepite di fondente che lasciano in bocca una punta di amaro gradevole e saziante. La consistenza della pasta risulta elastica e di buona struttura, mostrando un’alveolatura uniforme e piccola come dimensione. In bocca l’umidità è bilanciata dalla presenza di cioccolata che lascerebbe di suo pensare a un impasto compatto, mentre invece si percepisce gradevolmente sodo; la vera gola è il cioccolato che spadroneggia sia per qualità sia per qualità, ma anche con i canditi sarebbe stato buono. Giusta presenza di dolcezza che non stucca con la cioccolata per questo panettone che Rami Kozman sembra volere per i veri appassionati del genere, tale è la generosità
Loison - Panettone nero sale
La ricetta francese del caramello al burro salato grazie a Dario Loison prende nuova vita in questo panettone, che vuole anche celebrare l’anniversario degli ottanta anni. Un panettone che racchiude al suo interno generose gocce incluse di caramello salato è una sfida per la lievitazione e l’umidità, ben riuscita in un connubio con il cioccolato monorigine Cuba che fa da ampia spalla alla dolcezza del caramello, mitigata dalla nota sapida del sale che lo caratterizza. La consistenza fra dita e bocca è perfettamente coerente in un gioco di pasta gradevolmente umida che fiocca e caramello colante, le stesse sensazioni che si ritrovano in assaggio e permangono alla fine del boccone. Un panettone che promette golosità in modo generoso con un pizzico di audacia, per gli amanti delle provocazioni confortanti
Lorenzetti - Panettone classico
È un misto di profumi che salgono dalla busta questo panettone: panificazione, burro, canditi ed effluvi dolci. Aperti gli occhi si vede una cupola dorata e liscia, di forma regolare e consistenza elastica sotto le mani. Aperto si scoprono alveoli di dimensioni miste fra il piccolo e il medio, distribuiti in modo uniforme anche se non perfettamente omogeneo; la pasta di color giallo paglierino al naso fa salire il profumo di burro e miele. I canditi mantengono tutta la succulenza della frutta fresca e non sono esageratamente dolci, conservando anche il finale di albedo che bilancia la sensazione zuccherina, così come le uvette di calibro considerevole rimangono con la nota di chiusura leggermente acidula e gradevole. L’impasto fiocca fra le dita con grazia e leggerezza, sprigionando sentori di burro e uova che si ritrovano in assaggio, allungati da una dolcezza che non disturba, indice di sapiente bilanciamento degli ingredienti. Il livello di umidità che mantiene e la ricchezza del burro suggeriscono per goderne a pieno di intiepidire il panettone prima del consumo, vicino a una fonte di calore moderata
Maculan - Panettone al Torcolato
Non una semplice aromatizzazione ma una vera e propria caratteristica di lavorazione e preparazione, quella che vede il Torcolato 2012 protagonista di questo panettone. Sin dai primi momenti il profumo del vino si sprigiona dal panettone ancora chiuso e ammanta una colta tagliato a fette; la presenza del vino con tutte le sue sfumature si percepisce nettamente sia al naso, sia in bocca. Non evaporato in cottura, grazie alle uvette che imbibite nel nettare si rimpolpano di liquido e fungono da serbatoio di umidità e profumi, diventando delle vere esplosioni di sapore sotto i denti. Impasto che gode e si avvale di questa umidità per rimanere piacevolmente umido anche a distanza di tempo, senza minimamente soffrire, ed è in grado di supportare l’esuberanza del Torcolato con la sua presenza burrosa e saporita di tuorlo. Un panettone per gli amanti del vino che troveranno nel Torcolato della stessa annata un ottimo abbinamento, per i più arditi il suggerimento è di tostarlo leggermente e gustarlo in accompagnamento a foie gras
Non una semplice aromatizzazione ma una vera e propria caratteristica di lavorazione e preparazione, quella che vede il Torcolato 2012 protagonista di questo panettone. Sin dai primi momenti il profumo del vino si sprigiona dal panettone ancora chiuso e ammanta una colta tagliato a fette; la presenza del vino con tutte le sue sfumature si percepisce nettamente sia al naso, sia in bocca. Non evaporato in cottura, grazie alle uvette che imbibite nel nettare si rimpolpano di liquido e fungono da serbatoio di umidità e profumi, diventando delle vere esplosioni di sapore sotto i denti. Impasto che gode e si avvale di questa umidità per rimanere piacevolmente umido anche a distanza di tempo, senza minimamente soffrire, ed è in grado di supportare l’esuberanza del Torcolato con la sua presenza burrosa e saporita di tuorlo. Un panettone per gli amanti del vino che troveranno nel Torcolato della stessa annata un ottimo abbinamento, per i più arditi il suggerimento è di tostarlo leggermente e gustarlo in accompagnamento a foie gras
Mammamassaia - Panettone tradizionale
La cottura mette in mostra una calotta di color dorato intenso con sfumature di brunito, in cui spicca il segno dell’incisione a croce; una volta aperto al tatto mostra una consistenza compatta e perfettamente elastica. Di questo panettone del pescarese la pasta risulta più pallida di quanto non lasciasse presagire l’esterno, per quanto il profumo di tuorlo di uova faccia capolino senza disturbare; la complessità olfattiva rimanda subito al panettone, dove si rincorrono uvette e scorze di agrumi candite. Soffice e fioccoso nella fetta, in bocca ha una buona umidità mista a burrosità che non disturba la bocca ma anzi diffonde sapore e piacevolezza; le uvette prevaricano un po’ il sapore delle scorze candite con la loro dolcezza e morbida succulenza. Un panettone di grande piacevolezza che dona il meglio di sé gustato dopo la vicinanza a una fonte di calore
Mannori - Panettone mediceo
Un panettone che profuma di Toscana e di storia fin dal primo impatto, racconta di terre tradizionalmente vocate all’agricoltura e alla viticoltura, che hanno custodito nei secoli ricchezze aristocratiche. Parla di storia nell’equilibrata dose di spezie per profumano l’impasto insieme al Brunello usato in lavorazione; la cioccolata fondente al 72% fa da contraltare alla lieve nota acida delle prugne secche di Montalcino, lasciando che le due diverse dolcezze di rincorrano a ogni morso. Struttura piacevolmente soda ed elastica, che ingloba al suo interno prugne e cioccolato con distribuzione regalare. Il profumo di spezie invoglia senza stordire e racconta di quando erano preziose e costose, in modo da essere così avvicinate al periodo dell’anno speciale e unico, attraverso un dolce che troverà negli amanti di ricercatezza e sapori desueti il suo panettone
MARTESANA - Panettone strudel
Cannella e profumi di frutta richiamano subito al pensiero le pasticcerie tirolesi cui si ispira la Martesana per il suo panettone strudel: la presenza di mele si riconosce all’interno sotto forma di cubetti canditi dal sapore concentrato e consistenza turgida, non tanto dolce da stancare, dato che mantengono una nota finale piacevolmente acida, facendo da contraltare alle uvette più dolci. Impasto morbido ma non cedevole, di buona struttura, che ingloba la frutta e sprigiona profumi di burro e cannella; in bocca la dolcezza non stanca e la sofficità si apprezza bene se consumato leggermente tiepido, come posizionato vicino a una fonte di blando calore. Esattamente come il dolce di ispirazione si apprezza il rincorrersi di profumi e sapori di frutta mista a spezie; la cannella predomina al naso ma non invade la bocca, segnando il passo di un dolce che si è fatto panettone. Perfetto per un Natale che voglia ispirare o ricordare le vacanze in montagna
Morandin - Panciucco
Il profumo del passito ben rende omaggio al nome scelto per questo panettone, che vuole ricordare nelle intenzioni il tradizionale pane che i contadini valdostani solevano bagnare nel vino, quando si era seccato. Dalla capacità di Mauro Morandin esce un panettone che al naso si annuncia con note di tostatura bionda e sentori lievi di liquirizia, prima che le narici vengano invase dallo spiccato odore di passitura del vino, il moscato di Chambave. Di buona elasticità l’impasto che fiocca fra le dita, lasciandole leggermente lucide di burro profumato; in bocca si scioglie il boccone fragrante di passito, lasciando che a emergere sia il rincorrersi di uvette e passito, come in una spirale ricca di profumi. La bocca rimane dolce senza essere stucchevole, il rimando alla terra di origine è segnato dalla scelta del vino che si sposerebbe bene in accompagnamento, come a chiudere un circolo di sapori e profumi che conducano in Val d’Aosta
Nonna Rosa - Panettone tradizionale
Una sensazione al naso mista fra zeste di agrumi e panificio, un po’ come i biscotti appena sfornati; la fragranza di burro e zucchero si percepisce come profumo fin dal primo taglio e viene seguita subito dall’evocazione di scorze di arancio. L’impasto di Francesco Guida è intessuto di alveoli fitti e regolari, piccoli nelle dimensioni e distribuiti in modo omogeneo, per quanto non estremamente allungati. Il naso invoglia il morso, alla scoperta dei canditi che si rivelano turgidi, carnosi e succosi. In bocca si scioglie come una nuvola di piacere che avvolge con il burro e diffonde una lieve dolcezza, elargendo picchi di sapore quando si incontrano sotto i denti canditi e uvette carnose. Invoglia a continuare, lasciando con la bocca pulita e pronta per il morso successivo, con una dolcezza niente affatto invadente ma perfettamente bilanciata.
Olivieri 1882 - Panettone classico
Panettone che porta in sé cinque generazioni di una famiglia che produce con lo stesso riguardo di sempre, ma con attenzione alla modernità. Di altezza non spiccata oltre il pirottino, la cupola si erge nel suo invitante colore dorato scuro con sfumature evidenti e chiare nella scarpatura. Di consistenza soffice ed elastica, al taglio mostra alveoli regolari e ben distribuiti. Subito giungono profumi intensi di arancia, limoni e burro. Il sapore si fonde tra gli agrumi morbidi e succosi, il lieve sentore di miele e il gusto del burro; la notevole consistenza di uvette turgide e carnose si mescola nel morso in una pasta filante e scioglievole in bocca. Tra profumi e sapori c’è evidente coerenza, in un assaggio elegante ed equilibrato, che non delude le aspettative delle generazioni che hanno impastato e pirlato negli anni.
Santoro - Pancapocollo
Unire e coniugare la tradizione del panettone al pregio del Capocollo di Martinafranca è stata la sfida, ben riuscita, della famiglia Santoro che, coadiuvata dalla Pregiata Forneria Lenti, ha deciso per il primo anno di produrre il Pancapocollo. Canditi e capocollo non intimoriscano perché la dolcezza dei primi ben si sposa con i sentori affumicati del salume, dove tutto viene allungato dalla persistenza del burro che favorisce il felice matrimonio dei sapori e dei profumi; un impasto soffice e allo stesso tempo corposo, non cedevole in bocca si rivela un buon viatico per questo esperimento ardito, con la capacità di valorizzare gli ingredienti e rendere omaggio alla terra di Puglia. Consumato leggermente stiepidito si esaltano le note affumicate e la presenza del burro: un’ottima novità che il Salumificio Santoro regala a queste feste natalizie, non solo come dolce per chi voglia sperimentare ma anche come alternativa al panbrioche.
Pasticceria Bompiani - Panettone classico
Il panettone che esce dal laboratorio di Walter Musco profuma di pasticceria e porta con sé la dolcezza ricercata che si trova in tutti i suoi dolci: profumo di burro e vaniglia, con la nota di agrumi che si sente in sottofondo. Il color giallo dorato intenso delle uova avvolge le uvette morbide e succose di grosso calibro, insieme ai canditi di scorza di arancia morbidi e succosi. Una pasta umida e morbida al tatto, non cedevole ma liscia che fiocca con semplicità; in bocca la sensazione di dolcezza è tipica dei prodotti da pasticceria, ma non diventa stucchevole. La fondenza grazie al burro promette di dare del suo meglio se scaldato, facendo esaltare anche il profumo della vaniglia generosamente dispersa nell’impasto. Un panettone in cui si assapora la cura e l’attenzione nella lavorazione, anche nella confezione in cui è avvolto
Pasticceria Gruè - Panettone Gianduioso
Panettone di spunto innovativo per la caratteristica di lavorazione, che ingloba nell’impasto una ganache di cioccolato monorigine e pasta di nocciole gentili del Piemonte, lavorata in laboratorio. Al suo interno la presenza di cioccolato è dominante, in tre diverse forme: oltre la ganache, gocce di cioccolato speziato all’arancia e piccole presenze di cioccolato al latte. Il profumo è suadente da subito, poi in bocca si riescono ad apprezzare le diverse sfumature di cioccolato che non entrano in conflitto, ma anzi si sostengono e supportano in una corsa del gusto bilanciato nella dolcezza, anche grazie alla presenza di arance candite che conferiscono un breve spunto di acidità. La consistenza della fetta denota la perizia di lavorazione, lievitato ben più che correttamente nonostante la presenza della ganache; taglio umido al giusto punto e compatto, il profumo di burro e vaniglia segue immediatamente il cioccolato. Il panettone adatto per amanti della cioccolata e per chiunque abbia desiderio di trovarla non in inserti ma soavemente inglobata fra i sapori di un prodotto ricco e pieno di piacevolezza
Pasticceria Marisa - Panettone classico
Una cupola ampia e alta si erge dal pirottino, di color caramello dorato, da cui affiorano uvette e canditi, lasciando supporre una distribuzione interna generosa e omogenea. La consistenza al tatto si rivela soda e compatta, elastica e morbidamente resistente. Tagliato a metà si scopre un’alveolatura regolare e allungata, dentro un impasto di color giallo paglierino intenso dall’evidente profumo di arancia e vaniglia; nella pasta si vedono nitidamente i semini di vaniglia. Del panettone di Lucca Cantarin spiccano al gusto i canditi di arancia morbidi e succosi, di generose dimensioni che però non precludono al boccone di essere assaporato nella sua interezza. Si apprezza nitidamente la presenza di burro, soprattutto se intiepidito rilascia una fragranza duratura e lievissime tracce di untuosità sulle dita, in bocca si nota una dolcezza non invadente, che lascia spazio a canditi e uvette senza diventare ridondante
Pasticceria Veneto - Panettone tradizionale
Il colore biscottato della glassa alle mandorle e il suo profumo pervadente sono la prima cosa di cui si rimane affascinati in questo panettone del maestro Iginio Massari. Aperto il profumo di uvetta passita si fonde con intensi effluvi di vaniglia, seguiti in chiusura dal profumo dei canditi. Gli alveoli fitti di dimensioni non perfettamente regolari mostrano un allungamento di notevoli dimensioni, il che si ritrova nella giocosità della pasta che fra le dita sembra sfogliarsi e chiedere di essere accarezzata; in bocca i canditi turgidi svelano il loro sapore intenso, la vaniglia invade la bocca oltre che gli occhi con la moltitudine di puntini neri. Il colore giallo intenso e marcato raggiunto dal profumo di tuorlo è l’ultima sensazione che si coglie prima di essere conquistati dal boccone piacevolmente umido, fragrante e saporito che lascia una bocca pulita, grazie al sapiente bilanciamento degli ingredienti e a una dolcezza non stucchevole. Un panettone per cultori e per chi non sapendolo voglia stupirsi
Pepe - Panettone tradizionale
Il primo impatto con il panettone è olfattivo, aprendo la busta si percepiscono nettamente i profumi del forno come pane biscottato e miele, poi segue la parte visiva che vede una cupola tonda e regolare ergersi sul panettone, in una bella sfumatura fra il dorato intenso e il brunito. La fetta non particolarmente alta mostra, dopo il taglio, alveoli regolari e ben distribuiti, al tatto si sente una piacevolissima umidità dell’impasto elastico e sodo, mista a lieve nota burrosa che rimane sulle dita. Si separa elegantemente in fiocchi di impasto, che in bocca si sciolgono nel piacere di un assaggio elegante e compito. Le scorze di agrumi canditi mantengono la persistenza leggermente amara degli alberi succulenti di sciroppo, le uvette turgide quasi profumano di vino passito. Un morso di vellutata eleganza e persistenza che lascia la bocca avvolta in sapori che invogliano a proseguire
Sal De Riso - Panettone cilentano
Un omaggio alla Campania, terra natale da cui attinge in profumi sapori e ingredienti, il panettone cilentano di Sal de Riso. I profumi che inebriano i sensi appena aperto sono un misto fra forno e campagna di fine estate, sembra di sentire il sole sul viso: il rum in cui si sveleranno essere infusi i fichi secchi fa da apripista caldo e avvolgente, la dolcezza del fico è una promessa e il finocchietto si sente in lontananza; al morso la consistenza morbida e soffice, ma non per questo cedevole dell’impasto, cede il passo ai fichi bianchi secchi che hanno ripreso morbidezza nel liquore. Chiude il boccone il profumo pungente del fincocchietto selvatico che pulisce la bocca senza lasciarla eccessivamente dolce, grazie anche alla presenza dei canditi di arancia che mantengono la succulenza e acidità caratteristica del frutto; il burro di bufala impiegato in lavorazione chiude il cerchio dell’appartenenza campana ammantando la bocca in un lieve velluto di grassezza piacevole e desiderabile
Saporè - Panettone gruè di cioccolato e albicocca
Le albicocche nel loro profumo nettarine sembrano sprigionare una giornata di sole estivo appena si apre la confezione, un intenso effluvio di dolcezza e lieve acidità di frutta. Intensamente dorato sulla cupola, in cui la scarpatura e le orecchie denotano una spiccata lievitazione sapientemente eseguita dopo le incisioni, sormonta un impasto elastico al tatto e fragrante. Dopo il taglio le fette mostrano alveoli regolari e perfettamente distribuiti che inglobano i maestosi pezzi di albicocche che conservano morbidezza e allo stesso tempo struttura di frutta fresca; il gruè di cacao contribuisce all’eleganza ed equilibrio di ogni morso, smorzando la dolcezza della frutta e donando una piacevole nota croccante. La scioglievolezza della pasta avvolge la bocca in un piacere vellutato e variegato, lasciando il desiderio di altri bocconi
Severance - Panettone melanzana e cioccolato
Un panettone che racchiude al suo interno, insieme alla tradizione del dolce natalizio, il ricordo della terra natia e il suo sapore. Dall'ispirazione del classico dolce della costiera amalfitana, Paola Tomasiello e Angelo de Vita propongono, oltre ai classici, un panettone con melanzane baby candite da loro, le cui note amarostiche si uniscono alle spezie, che mantengono una gradevolissima umidità, non esageratamente dolce. A inglobare questo particolare ingrediente un impasto elastico e soffice, che fiocca tra le dita con semplicità; impasto che si mostra di colore scurito per la presenza di caffè in polvere e cioccolato fondente. Il profumo inebriante dell'impasto si deve a un altro ricordo delle case delle nonne, il liquore Strega. Profumi intensi che non configgono minimamente, ma si mescolano e persistono grazie anche alla grassezza di burro e uova da allevamento a terra; un panettone insolito che colpirà già al naso, per poi conquistare definitivamente durante l'assaggio
Tiri - Panettone tradizionale
Una confezione diversa da questa sfornata natalizia racchiude la produzione di Vincenzo Tiri che vuole così rendere omaggio alle sue origini: la nuova ma a sezione trapezoidale evoca la vista del suo paese da lontano e il colore è un ricordo del nonno fornaio che soleva incartare i dolci nella carta da zucchero. La cupola del panettone ben tondeggiante e visibilmente incisa prima della cottura, profuma di forno e zucchero, con note burrose già al naso. La pasta al suo interno è dorata di uova e regolare negli alveoli non particolarmente allungati; il profumo è un misto di agrumi e uova, in cui si sente anche la passitura delle uvette. Umidità e giusta nota di grassezza donano all’assaggio una pasta filante che fonde in bocca, rilasciando i sapori di agrumi e la succulenza delle uvette. Non spiccata dolcezza invoglia al morso successivo, alla scoperta dell’alternanza fra arancio e cedro canditi che si alternano piacevolmente con le loro diverse consistenze e fragranze. Si conferma foriero del nome che negli anni ha conquistato i palati più esigenti