Tree Brasserie a Bolzano, la cucina versatile di Claudio Melis
Laura Mari
Spaghetti con cime di rape, arancia, carota e bottarga dello chef Claudio Melis, ristorante Tree Brasserie (all'interno del Parkhotel Luna di Bolzano, in Alto Adige)
All'interno del Parkhotel Luna, il secondo ristorante dello chef stellato di In Viaggio
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Una cucina unica per due ristoranti. Da una parte i fornelli dedicati al locale stellato, dall’altra quelli di una moderna brasserie tutta improntata alla filosofia del cibo come condivisione. Lo chef, però, è lo stesso, un nome che è sinonimo di garanzia e che da Bolzano sta rendendo famosa una cucina che può andare ben al di là dei soliti canederli.
Il cuoco in questione è Claudio Melis, chef (stellato) del ristorante In Viaggio all’interno del Parkhotel Luna Mondscheindella città altoatesina, e alla guida della cucina anche dell’altro spazio di ristorazione del lussuoso 4 stelle, la Tree Brasserie. Due sale adiacenti ma divise in cui però si vede Melis correre da una parte all’altra, passando per la cucina, per prendersi cura di ogni piatto e di ogni cliente.
Lo chef Claudio Melis
Una missione che sarebbe impossibile se accanto a lui non ci fosse la moglieMonica Wieser, perfetta padrona di casa della Tree Brasserie che con lo chef già condivideva vita e esperienza lavorativa al loro precedente ristorante, il Kaiserkron, sempre a Bolzano.
Diverso nell’impostazione e nella sala, la Tree Brasserie è un ristorante moderno con 50 coperti e luci soffuse, un ambiente elegante che dimostra, nel menu, la stessa versatilità di Melis, capace negli stessi istanti di occuparsi della preparazione di un piatto stellato di In Viaggio e di una portata per il bistrot. La sala del ristorante Tree Brasserie
L’idea di fondo è proprio questa, cambiare visione negli ingredienti e nel modo di pensare, nel menu e nelle proposte. Pietanze presentate esteticamente in maniera perfetta, belle da vedere e ottime da mangiare. Contorni in tegamini, servizi di piatti moderni e dalle forme flessuose, finte ceste da mercato per contenere il pesce crudo e altre proposte ingegnose e divertenti. Tortelli con zucca, burro, salvia e amaretti
Il menu cambia spesso e non presenta nulla che ricordi la tradizione culinaria di Bolzano e dintorni. Il che, diciamolo, fa anche piacere perché le stube, le birrerie e i luoghi dove trionfano i sapori dell’Alto Adige ce ne sono fin troppi in città. Spinaci al burro di arachidi e sesamo
Alla Tree Brasserie, invece, si possono ordinare piatti che attraversano l’Italia, ma con abbinamenti che guardano al mondo. Ad esempio, tortelli di zucca con amaretti e conditi con burro e salvia che, nella loro semplicità, rasentavano la perfezione: sfoglia sottilissima, grande sapore. L focaccia con culatello e stracchino
Trionfo di aromi, invece, per gli spaghetti con cime di rapa, arancia, carota e bottarga, mentre prima di iniziare il pasto è quasi d’obbligo assaggiare le mini-focacce (alte, morbide ma al contempo con una base croccante) condite, ad esempio, con stracchino e culatello.
Per ogni indecisione c’è Monika che, con discrezione, si avvicina ai tavoli, consiglia, spiega e intrattiene gli ospiti come solo una padrona di casa sa fare. Puntarelle cotte con burro, alici e pane tostato
I contorni valgono quanto un secondo perché, cosa rara, le verdure sanno di verdura, il condimento si percepisce, tutto dialoga in armonia. CI sono, ad esempio, i semplici e quasi nostalgici spinaci con carciofi, burro e pecorino o le puntarelle (cotte) servite con pezzetti di pane bruscato alici del Cantabrico. Spinaci e carciofi con burro e pecorino
Piatti semplici, eseguiti senza una sbavatura. Come i gamberi appena scottati con senape o gli spinaci con burro di arachidi e sesamo.
Una cucina essenziale e precisa, ma che racconta molto dello chef e della sua idea di cucina. Sulla tavola niente orpelli, nessuna tovaglia. Ci sono solo l’ospite e il piatto, niente deve disturbare. Frutta e sorbetti al mango, mela verde e lampone
I dessert? Si va dalla tartelletta di frolla e crema al limone ai sorbetti di frutta di stagione. Il conto, se paragonato all’idea di una brasserie, è un po' alto (circa 45 euro se si va dall’antipasto al dolce), ma l’idea è che i piatti vengano condivisi, con diversi assaggi per ogni tavolo.