Di banco in banco, tra i volti e i sapori dei mercati rionali di Roma
di Giulia Mancini
Una guida per narrare la vivace selva di luoghi dove non si vende solo cibo, ma si racconta un'intera città. Seguici anche su Facebook
Aggiornato alle 5 minuti di lettura
Si svegliano quando la città ancora dorme, si animano ogni giorno di colori e profumi che rispecchiano la stagione, si insinuano fra strade e vite di chi li frequenta e di chi ne riempie ogni giorno i banchi. Sono i mercati rionali, che in una città come Roma formano un fitta rete che si dipana dal centro storico, dove le vie dello shopping fanno da sfondo, alla periferia cittadina permettendo la spesa quotidiana, la scelta fra i banchi e incuriosendo gli avventori con gesti e usi che attingono dal passato e, talvolta, si proiettano nel futuro con proposte particolari e innovative. “La gran fiera magnara”, così Carlo Emilio Gadda chiamava il mercato di piazza Vittorio Emanuele II nel suo ‘Quer pasticciaccio brutto de via Merulana’, dove ha intessuto le vicende umane anche fra i banchi di fruttaroli e pesciaroli. Non il solo ad aver attinto alla vita multiforme e colorata dei mercati, anche Mario Bonnard, con il film ‘Campo de’ Fiori’, racconta l’amore e i dissidi fra passione e gelosia vissuti intorno alla piazza in cui vive il mercato romano sotto lo sguardo di Giordano Bruno. Sulla pellicola erano Aldo Fabrizi e Anna Magnani nelle vesti di mercanti, ma nella realtà sono tante le storie d’amore nate fra giovani ragazzi che si conoscono ognuno dietro il proprio banco e finiscono all’altare. Un mondo di colori e profumi ora raccontato in "Mercati di Roma", nuova uscita della collana delle Guide ai Sapori e ai Piaceri di Repubblica.
Volti, sapori e umanità: la lunga storia dei mercati di Roma
Hanno visto cambiare la città e non hanno smesso di accompagnare gli abitanti nel loro quotidiano. Hanno modificato il volto come il Nuovo Mercato Esquilino che si snodava intorno alla grande piazza umbertina e da alcuni anni ha cambiato sede nello stesso rione, evolvendo nella proposta fino a diventare il più multietnico dei mercati romani. Resistono con tenacia ai cambiamenti della città come il mercato Macao, nei decenni passati si diramava su più strade servendo gli abitanti di Castro Pretorio usando come appellativo il vecchio nome di tradizione gesuita, e il più piccolo della Capitale che resiste nelle immediate vicinanze di Fontana di Trevi; si legano con affezione, nonostante le difficoltà, a quartieri che ampliandosi hanno visto il sorgere di centri commerciali. Testimoniano la storia dell’architettura come il mercato Nomentano a piazza Alessandria la cui struttura venne progettata dal primo architetto donna in Italia, Elena Luzzato, o il Metronio di via Magnagrecia progettato da Fiorestano Di Fausto e realizzato da Riccardo Morandi, esempio di architettura modernista, polivalente con la rampe dell'attigua autorimessa che si avviluppano in una doppia spirale. Nuovo Mercato Esquilino (foto Giulia Mancini)
Raccontano la vita archeologica di un luogo vocato al commercio come il mercato di Testaccio, facendosi testimoni dei resti portati alla luce e attingendo dal valore del tempo la forza narrativa e scorci di bellezza riportati alla luce. In alcuni casi hanno vissuto cambiamenti e in altri ammodernamenti, spostandosi dalle sedi originarie, cambiando volto ma non carattere, si sono adattati alle nuove esperienze di spesa allungando gli orari di vendita e proponendo alternative che avvantaggino i ritmi di una vita più frenetica, ma donino anche la piacevolezza di un tempo condiviso fra spese e ristori. Nel loro essere multiforme acquisiscono bellezza e identità, ogni mercato nei diversi quartieri cittadini riflette la vita di chi li abita, rimanendo punto di chi incontro fra chi produce, fra chi vende e chi acquista e consuma. Sono raccontati in una guida realizzata in collaborazione con il Centro Agroalimentare Romano, un volume di più di trecento pagine che racconta quante sfumature di vita, di colori e sapori, quanti ricordi e quanti volti rendano i mercati luoghi eccezionali che meritano di essere vissuti e riscoperti. “Questa Guida ai mercati rionali di Roma vuol cercare di gettare un raggio di luce tra i cunicoli, gli angoli e i variopinti e incredibili passaggi di un lungo viaggio che comincia di notte e all’alba nelle campagne e tra i mari d’Italia e del mondo e attraverso alcuni lunghi passaggi arriva tra gli stand di quello che è il più grande centro agroalimentare del paese, il CAR, con i suoi radar legati alla qualità. E poi sui banchi dei mercati rionali, frequentati ogni giorno da decine di migliaia di romani accecati dai colori e dalle piramidi di prodotti, storditi dagli odori, confusi dal concerto di voci e volti”, racconta nella sua introduzione il direttore delle Guide di Repubblica Giuseppe Cerasa. Così, con queste parole, mette in luce il viaggio dei prodotti che approdano al mercato ogni mattina, lodando l’impegno di chi allestendoli con personalità e perizia sceglie ogni giorno da quello che si può chiamare ‘il mercato dei mercati’: il Centro Agroalimentare Romano. Le scale Anna Magnani del Mercato Trionfale (foto Giulia Mancini)
Impegno e lavoro che viene raccontato dallo scrittore Antonio Pascale nel suo racconto, ispirato da un’emozionante visita in cui ha vissuto quello che gli avventori dei mercati non vedono: tutto il lavoro che c’è dietro, quello che avviene prima del mercato. Lì dove arrivano e presto sono pronti per ripartire “I prodotti freschi e freschissimi che giungono quotidianamente al CAR vanno, grazie agli operatori dei mercati, a riempire i banchi, le frutterie e pescherie della città garantendo così reperibilità, qualità e freschezza”, precisa Fabio Massimo Pallottini, direttore generale del CAR. “Ben venga questa guida ai mercati di Roma, raccontati per quello che sono: un driver economico strategico per la città e l’intera filiera” dice Teresa Bellanova, ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, che sottolinea quanta importanza ci sia nel commercio al mercato e in tutta la filiera che gli sta alle spalle. C’è quello che conosciamo ma anche quello che sentiamo senza vedere, perché i mercati non non solo un luogo dove fare la spesa, ma molto di più.
Centro Agroalimentare Roma
Testimoni e coprotagonisti del cambiamento della città e dei suoi rioni e quartieri, prima ancora dei generi alimentari che riescono a soddisfare tutte le esigenze, anche le più disparate, nei mercati c’è molto di più, disparati servizi ai cittadini come quelli anagrafici, attività di sartoria o estetica e generi di abbigliamento. Nell’alimentare qualità e quantità convivono anche in gamme di prezzi che incontrano le esigenze di tasche diverse, tra coltivatori diretti e rivenditori la freschezza dei prodotti permette di ridurre ed evitare gli sprechi alimentari, verdure ‘capate’ con la maestria dei gesti acquisiti in anni di lavoro sopperiscono alla mancanza di manualità di molti, il rapporto umano fra clienti e venditori che si traduce in fiducia nel farsi consigliare, sono fatti di chiacchiere e consigli di cucina e talvolta diventano anche spazio di socializzazione. Sono un variopinto scenario che affascina anche i bambini che trovano spesso nella generosità degli operatori un regalino, come un pezzetto di pizza o un mandarino. C’è un’umanità che si rispecchia nella poliedricità delle offerte che, negli anni, si sono adattate anche a nuovi stili di vita e consumo portando fra i banchi lo street food, le gastropescherie, le gastronomie specializzate, enoteche con mescita, le consegne a domicilio e momenti di condivisone festaiola a tema fra i banchi dei mercati. In una continua evoluzione che non snatura il mercato come luogo di spesa, ma ne allunga il piacere consentendo a chi lo frequenta di scoprirne volti nuovi e diversi.
“È importante il rapporto di fiducia che intercorre fra acquirente e rivenditore, perché si traduce in un indubbio vantaggio per il consumatore finale che può scegliere il miglior rapporto qualità/prezzo” prosegue il direttore Pallottini. Per raccontare quanto ci sia di bello e di buono, anche nelle iniziative di sostegno alla cittadinanza che vanno dai punti di book crossing al sostegno di realtà come ReFoodGees, gli autori si sono avvicendati in ‘Passeggiate al mercato’ e racconti di vita e lavoro degli operatori, dando voce ogni volta alle diverse realtà e ai cambiamenti vissuti nel corso degli anni. Sono testimonianze di personaggi dello spettacolo, dello sport, della cucina d’autore e della cultura a descrivere con affetto e parole il loro modo di vivere il mercato: lo chef Anthony Genovese che trae ispirazione per i suoi piatti anche dalle passeggiate al mercato, Lele Usai che ci andava già con la nonna e ricorda il fascino del ‘bananaro’, l'attore e doppiatore Luca Ward che rievoca le merende con gli amici e i colori di uno dei mercati di Ostia, Ricky Tognazzi attore e regista appassionato di cucina e Iaia Forte nel suo rapporto abituale con il mercato di Monti, ma anche tanti altri che legano ricordi e vita attuale al loro rapporto con i mercati. Sono 599 i banchi segnalati dei 51 principali mercati della capitale e, per descrivere quanti preziosi consigli giungano dalle chiacchiere che si fanno durante la spesa, la guida contiene anche un ricettario di piatti romani, le cui dosi e ingredienti vengono proprio da chi lavora gli ingredienti tutti i giorni e li vende al mercato. Un modo per raccontare questo mondo anche attraverso i sapori della tradizione, dalla minestra di broccoli e arzilla ai bignè di san Giuseppe, passando per i primi iconici della cucina romana. Ogni ricetta prende voce da operatori specializzati nell’ingrediente principale, come il trinchetto di porchetta di un macellaio specializzato in carni suine o la cacio e pepe da chi i formaggi li seleziona con passione.
La Guida di Repubblica dedicata ai Mercati rionali di Roma è disponibile in edicola, libreria e online su Amazon, Ibs e sullo store.