Il Gusto

L'ultima scommessa di Aimo e Nadia: ecco Voce, dove cucina e cultura si incontrano

 Uno dei dessert del ristorante gourmet di VOCE. (Le foto dell'articolo sono di Paolo Terzi)
 Uno dei dessert del ristorante gourmet di VOCE. (Le foto dell'articolo sono di Paolo Terzi) 
Apre a Milano, nelle Gallerie d'Italia, il nuovo locale che porta il nome dei due grandi ristoratori. Un crocevia tra arte, cibo e convivialità. Seguici anche su Facebook 
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Quando un primo attore che ha segnato la storia della ristorazione italiana unisce le forze con un’istituzione bancaria che fa della diffusione dell’arte una missione può nascere un progetto dove cibo, arte, storia si intrecciano e si esaltano. Il progetto, divenuto realtà con il nome di VOCE, vede protagonisti Stefania Moroni, figlia colta e intraprendente dei celebri Aimo e Nadia insieme agli chef  Alessandro Negrini e Fabio Pisani - cui è passato da tempo il testimone della cucina - e Intesa Sanpaolo, proprietaria del complesso architettonico compreso tra Piazza della Scala e via Manzoni che ospita Gallerie d’Italia, museo che dal 2011 mette a disposizione del pubblico l’enorme patrimonio d’arte dell’istituto.
 Fabio Pisani e Alessandro Negrini con la brigata del ristorante 
 Fabio Pisani e Alessandro Negrini con la brigata del ristorante  


Obiettivo: creare un luogo un luogo di convivialità e condivisione, dove l’esperienza gastronomica fosse non solo corollario, ma scambio di emozioni. A realizzarlo è stato chiamato Michele De Lucchi, un archistar, epiteto che, schivo com’è, non gli piace. Suo il compito di creare un ambiente che racchiudesse le atmosfere dei palazzi che compongono il complesso: il 1700 francese, il 1800 austro-ungarico, il 1900 della borghesia imprenditoriale milanese.
 La Caffetteria
 La Caffetteria 
VOCE è uno e trino. Caffetteria, aperta dalle 8 alle 20 (22.30 il giovedì) per consumazioni di qualità volte a riabilitare, nell’intenzione degli chef, l’ormai quasi estinta tavola fredda milanese: insalate non banali, quattro piatti, focacce e panini, (verrà introdotto a breve il negletto uovo alla coque), pensata per la sosta veloce del visitatore del museo e del passante. Si passa poi al Ristorante gourmet dove entra in gioco l’expertise di una scuola di cucina lunga oltre un cinquantennio (quella di Aimo e Nadia) fondata su italianità, stagionalità, eccellenza delle materie prime - termini correnti e spesso abusati - a cui si vuol tener fede senza compromessi.
 Interno ristorante
 Interno ristorante 
Alla carta si spendono circa 55 euro per un antipasto come l’uovo di fattoria, topinambur, pralinato di nocciola Tonda gentile, funghi porcini; un primo come i tortelli con ricotta di bufala, erbe e agrumi con ragù di maialino e un dolce come il morbido al caffè, caramello salato e liquirizia calabrese. Il pranzo di lavoro con due piatti del giorno, acqua e caffè è a 32 euro. E poi c’è l’idea portante: un menù degustazione concepito per rappresentare il feeling della mostra in corso. Fino al 17 marzo 2019 le Gallerie ospitano “Romanticismo” ed ecco che i piatti dell’omonimo menu aspirano ad essere un raccordo con l’atmosfera dell’esposizione:  il bacio al caramello con soffi di sale e liquirizia Amarelli sono l’omaggio a “L’ultimo bacio” di Hayez. 
 L'angolo libreria per testi d'arte e cataloghi di mostre 
 L'angolo libreria per testi d'arte e cataloghi di mostre  
Infine lo spazio libreria, disseminato di tavoli per un caffè da vivere sfogliando i cataloghi delle mostre e testi d’arte. Il nome del locale è stato prescelto tra una lista stilata dal noto pubblicitario Gavino Sanna, che ha dedicato dei versi in calce al menu. 
 
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