Il Gusto

Perugia (e non solo): l'Umbria gastronomica del re della pallavolo Lorenzo Bernardi

Uno dei piatti dell'Eat Out di Assisi, tra i ristoranti preferiti di Bernardi
Uno dei piatti dell'Eat Out di Assisi, tra i ristoranti preferiti di Bernardi 
Una leggenda dello sport ci guida tra le tavole che, da buongustaio, ama di più. Seguici anche su Facebook 
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Nel 2001 è stato eletto il miglior giocatore del XX secolo insieme a Karch Kiraly. Una leggenda della pallavolo, lo sport che in particolare, negli anni Novanta ha dato enormi soddisfazioni all'Italia. E di quella Italia, della cosiddetta generazione di fenomeni, Lorenzo Bernardi era uno dei simboli. Lasciato il campo, la panchina. A metà campionato 2016/2017 arriva a Perugia, alla guida della Sir Safety del vulcanico patron Gino Sirci; è l'inizio di un'avventura che, alla prima stagione “intera”, ha consegnato ai Block Devils un magico tris di risultati: Supercoppa italiana, Scudetto, Coppa Italia. Coppa Italia che ha bissato anche quest'anno. E insieme ai giocatori e agli appassionati tifosi, i Sirmaniaci, Bernardi ha iniziato a scoprire Perugia, l'Umbria e i suoi sapori.  
 Lorenzo Bernardi in campo
 Lorenzo Bernardi in campo 

“Mi dicevano: vedrai, i perugini sono chiusi, sono freddi, soprattutto all’inizio. E me lo dicevano i perugini anche: Siamo fatti un po’ così, ma poi con il tempo. E io non capivo come mai mi volessero mettere in guardia, perché io devo dire che tutta questa chiusura non l’ho proprio trovata. Anzi. Mi sono sentito subito a mio agio in questa città. E non parlo della società, della squadra, dello spogliatoio che, alla fine, è un mondo chiuso, a se stante. Parlo della città proprio, dell’atmosfera che ho potuto respirare dal primo momento in cui sono arrivato. Era novembre 2016, il campionato della Sir era già in corso e l’impatto lavorativo è stato stimolante, positivo. Ho avuto fin da subito la possibilità di lavorare con grande tranquillità, senza pressioni negative. E poi l’affetto dei tifosi, altro che freddi. Un clima ideale per fare bene quello per cui sono arrivato in Umbria. Come dicevo, questo ambiente è fondamentale all’interno di una squadra perché si riesce a dare il massimo. L’ulteriore input arriva dalla città: è bello percepire, anche nella quotidianità, una familiarità che ti assicura veramente il massimo confort. Viviamo bene a Perugia, ci siamo trovati subito a nostro agio. Questa chiusura, diffidenza diciamo, che ci era stata annunciata quasi come fosse un marchio, un tratto distintivo, proprio non l'abbiamo percepita, in nessun contesto, nel quotidiano come sul lavoro.
L’impatto con Perugia è stato ottimo sotto tutti i punti di vista, purtroppo l’impegno al palazzetto è molto intenso e il tempo per dedicarmi a fare il turista è un po’ limitato, ma questo non mi impedisce di andare ad esplorare. Sono un curioso, mi piace scoprire".

"E questo anche a tavola. Perché, chiariamolo subito, il buon mangiare e l’essere un atleta vanno d’accordo, sport e tavola non sono per forza nemici. A me piace in primo luogo mangiare bene, poi provare un po’ di tutto, sperimentare, assaggiare cose nuove che attirano la mia curiosità. Proprio per gli impegni e il relativo poco tempo libero, è difficile che mangiamo a casa, più facile che ci sediamo al tavolo di un ristorante. In questi mesi ci sono alcuni ristoratori che ora sono diventati anche degli amici, dai quali vado con più frequenza. Per quello che propongono in tavola, ma anche per il rapporto che si è instaurato con loro. Penso allora al Balestruccio, oppure al Vizio (via Bruno Buozzi) o, ancora, da Luciano a Passignano.
Cucina di pesce al ristorante Da Luciano, Passignano sul Trasimeno
Cucina di pesce al ristorante Da Luciano, Passignano sul Trasimeno 
A questi ci aggiungo l’Eat Out del Nun - ora con lo chef Emanuele Mazzella, ndr - e la Locanda del Cardinale (piazza del Vescovado 8). Perché è vero che prevalentemente stiamo a Perugia, ma ci sono luoghi in Umbria, come Assisi, che uno non può non andare a visitare, oppure Gubbio o Spello.
Del resto l’Umbria tutta è una regione bellissima dal fascino straordinario, da scoprire. Comunque, anche se a casa mangiamo raramente, qualche sfiziosità l’andiamo a comprare da Gaggi e Gaggi. Hanno delle prelibatezze uniche, prodotti di nicchia veramente eccezionali. Gli ingredienti sono importanti, fondamentali, ma altrettanto importante è come questi vengono usati, cucinati. Per questo mi piace cambiare e assaggiare di tutto, spaziare tra stili e tipologie di cucina, dal sushi al ristorante di carne per esempio, da quello di cucina tradizionale al ristorante di pesce di mare. E così anche a Perugia ho apprezzato i piatti della tradizione, ma non mi focalizzo su questi. L’ho detto, amo provare, rischiare anche, ma sperimentare. Sempre”.


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