8 marzo, 8 serie tv per raccontare vita e imprese di donne indomite: da Coco Chanel a Emily Dickinson

8 marzo, 8 serie tv per raccontare vita e imprese di donne indomite: da Coco Chanel a Emily Dickinson

Sono stiliste, poetesse, inventrici, regine, avvocate persino truffatrici... sono le donne che in un modo o nell'altro hanno rotto il soffitto di cristallo e in un ambiente ostile si sono imposte con la loro femminilità. In occasione della Giornata internazionale della donna vi proponiamo alcune delle loro storie vere in forma seriale

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C'è la prima avvocata d'Italia, la poetessa americana considerata tra i maggiori lirici moderni, la prima milionaria d'America "self made", l'adolescente che diventa regina suo malgrado, pedina politica in un gioco tra le grandi famiglie coronate europee e la quattordicenne prussiana spedita in Russia per sposarsi capace di ribaltare il gioco e farsi imperatrice. C'è la sarta che diventa influencer e regala alla donna i pantaloni e la finta ereditiera che, dopo aver conquistato jet set e quasi gabbato Wall Street arrivando a un passo dall'ottenere 40 milioni di dollari di prestito per realizzare il più esclusivo club di New York, è stata condannata per truffa. E poi, se non bastasse, ci sono altre trenta storie di bambine, ragazze e donne "indomite" che hanno lasciato un segno che non può essere cancellato. Versione cartoon.

'Self made', Octavia Spencer racconta la storia di Madam C.J. Walker

Self Made: la vita di Madam C.J. Walker (Netflix)

Madam C.J. Walker, prima donna libera della sua famiglia, nata in una piantagione di cotone in Louisiana e diventata milionaria grazie alla sua formula di bellezza. Il suo vero nome era Sarah Breedlove Walker e nella serie ha il volto del premio Oscar Octavia Spencer (The Help, Il diritto di contare, La forma dell'acqua). Nella miniserie (4 puntate) si racconta come Sarah fin da giovanissima lavora nei campi, pulisce la casa, fa la babysitter, lava i panni, i capelli sempre stretti in fasce finché, un po' per la stanchezza, un po' per la mancanza di cura, cominciano a cadere. Poi l'incontro con una lozione capillare che permette alla sua cute di guarire cambia totalmente il modo di vedere il mondo per Sarah, prima diventa una sorta di ambasciatrice della cura dei propri capelli nel mondo delle donne afroamericane, poi decide di mettersi in proprio e realizzare una nuova ricetta per conto suo. Ma più che la ricetta segreta il vero asso nella manica di Madam C.J. Walker è il suo approccio: "Ci umiliano, ci chiamano brutte, ci fanno sentire brutte. Capelli fantastici creano fantastiche opportunità". È l'american dream né più né meno e rivolto a coloro, donne e nere, che il sogno americano lo hanno visto solo da lontano. Una storia di empowerment femminile, come si dice in America, che non può che essere d'esempio, il racconto di un'ambizione smisurata che ha portato Madam C.J. Walker a essere la prima milionaria d'America "self made".

'La legge di Lidia Poët', la serie tv con Matilda De Angelis sulla prima donna avvocato d'Italia

La legge di Lidia Poët (Netflix)

Ci sono state critiche negli Stati Uniti alla serie su Madam C.J. Walker per come è stata sintetizzata la vita di questa straordinaria imprenditrice afroamericana. Inevitabile che nel passaggio dalla realtà alla finzione del biopic qualcosa si perda e che il personaggio storico nel diventare fiction venga romanzato dagli autori. Critiche e polemiche hanno accompagnato anche l'uscita della serie italiana La legge di Lidia Poët con gli eredi che non hanno apprezzato la ricostruzione storica fatta a partire dalla loro antenata. La prima avvocata della storia d'Italia si chiama appunto Lidia Poët, è vissuta a cavallo tra Ottocento e Novecento a Torino, ha combattuto nei tribunali per 36 anni prima di vedere la sua laurea in legge convertita in iscrizione all'albo. Nel frattempo ha continuato a battersi per molte cause, compresa quella del voto alle donne. La versione che ne dà Matilda De Angelis non sarà totalmente accurata storicamente - come spiegato anche dallo stesso regista Matteo Rovere - ma è pop, avvincente ed è piaciuta al pubblico.

'Dickinson 3', tra Lizzo e la guerra civile la serie sulla poetessa americana

Dickinson (Apple tv+)

Destino diverso per l'adattamento seriale dalla vita di Emily Dickinson nella versione di Hailee Steinfeld che nonostante una lettura estremamente libera è stata approvata, sostenuta e promossa dal Museo e dalla Fondazione Dickinson. Appassionata, combattiva, coraggiosa, audace. È un ritratto fuori dai cliché tradizionali quello che emerge dalla serie Dickinson. La poetessa di Amherst, l'autrice per troppo tempo raccontata come quella "delle api e dei fiori", la figlia mai stata madre, la donna senza un uomo, non è quella ritratta da Alena Smith (Newsroom, The Affair). La showrunner ha scelto di raccontare la sua storia come un romanzo di formazione che pur accurato nella ricostruzione storica parla un linguaggio contemporaneo fatto di canzoni, da Billie Eilish a Lizzo, slang adolescenziale (si parla di gossip e di influencer) e umorismo. La chiave di lettura sono state le sue poesie, se la serie per scelta non è sempre accurata dal punto di vista biografico (la Emily di Dickinson è una protofemminista abolizionista che non trova riscontri tra gli esperti) lo è invece in modo maniacale per quello che riguarda la sua scrittura che prende vita sullo schermo nella sua grafia dorata. La verità di Emily Dickinson è racchiusa nelle sue poesie.

'Becoming Elizabeth', l'adolescenza di Elisabetta I

Becoming Elizabeth (Lionsgate+)

Molto prima di salire al trono, la giovane Elisabetta Tudor, era un'adolescente orfana che alla morte del padre, Enrico VIII si ritrovò coinvolta nella politica e negli intrighi sessuali della corte inglese. Divisa tra i sentimenti per i propri fratelli, il giovanissimo Edoardo che si ritrova sul trono a nove anni e la sorella Maria, che intreccia i rapporti con il mondo cattolico e il Papa, e le questioni di successione, Elisabetta diventa una pedina in un gioco tra le grandi famiglie d'Inghilterra e le potenze europee che si contendono il controllo del Paese. Il rapporto con la matrigna Caterina complica ulteriormente le dinamiche a corte. Becoming Elizabeth è la serie firmata da Anya Reiss sull'adolescenza, mai raccontata finora, di Elisabetta I, ad interpretarla è l'attrice tedesca Alicia von Rittberg (Fury).

'The Great', per la seconda stagione Caterina è incinta e ha conquistato il potere

The Great (Lionsgate+)

Di tutte le serie in costume fiorite negli ultimi anni quella di Tony McNamara dedicata a Caterina la grande di Russia è la più spiritosa, scoppiettante e fuori dagli schemi. The Great racconta con molto umorismo e il linguaggio della contemporaneità  "una storia quasi vera". Con indosso stupendi costumi settecenteschi che si rifanno allo stile di Dior nel palazzo russo di Oranienbaum, che in realtà è la Reggia di Caserta, si svolgono gli intrighi, le macchinazioni, i pettegolezzi di una vita di corte raccontata sempre sopra le righe. I dialoghi sono scoppiettanti e audaci, ci sono le parolacce mescolate ai discorsi "reali" e le battute tipo "Make Russia great again" strizzando l'occhio a Trump, ma la figura di Caterina è costruita cercando di rendere onore al calibro del personaggio storico. "Caterina nella nostra serie è un’attivista, una femminista e tutto quello che vedrete che vuole fare lo fece veramente o almeno ci provò con tutta se stessa – dice Elle Fanning che la interpreta - . Immaginate la battaglia in un paese che non aveva nessun interesse a cambiare e che non voleva assolutamente ascoltare una donna".

Coco Chanel (Raiplay)

È una miniserie in due puntate Coco Chanel con Barbora Bobulova nei panni di Gabrielle "Coco" Chanel, ragazza di umili origini che ha trovato nel lavoro il suo riscatto. Che ha cambiato per sempre l'immagine e il ruolo della donna, che ha inventato la "petite robe", quell'abito nero ed elegante che tutti possono tenere nell'armadio pronto per un'occasione elegante e ha liberato la donna regalandole il pantalone che... prima di ogni altra cosa permetteva di andare in bicicletta. Shirley MacLane è Coco anziana. "Vestiti trasandata e ricorderanno il vestito; vestiti in modo impeccabile e ricorderanno la donna" Coco dixit.

'Inventing Anna', la protagonista Julia Garner: "Incontrandola ho capito come ha fatto a imbrogliare tutti"

Inventing Anna (Netflix)

È una truffatrice, una millantatrice o una visionaria, una donna determinata a farsi strada a tutti i costi in un mondo maschile e misogino come quello di Wall Street? Anna Delvey è arrivata ad un passo da ottenere 40 milioni di dollari in prestito per realizzare a New York il più esclusivo club dedicato all’arte contemporanea prima di essere smascherata come finta ereditiera russa, abile nel farsi passare per chi non era. Shonda Rhimes ha raccontato la sua storia in Inventing Anna con Julia Garner (che per il ruolo ha ottenuto una nomination ai Golden Globe e agli Emmy, ma poi ha vinto per Ozark) ad incarnare la ventenne idolo del jet set arrivata ad un passo dal gabbare Wall Street che ha rapidamente scalato la classifica delle serie più viste di Netflix quando è uscita.

Josephine Baker
Josephine Baker 

Indomite (Raiplay)

Chiudiamo la carrellata con la serie delle serie. Si intitola Indomite è una collezione di trenta storie straordinarie raccontate attraverso l'animazione e con la voce di Isabella Ragonese a dare vita a tutte queste donne della storia. Tra le tante c'è Josephine Baker, ballerina e militante nel controspionaggio francese durante la seconda guerra mondiale che ha lottato contro il razzismo, la giornalista investigativa Nelly Bly, la mecenate americana Peggy Gugghenheim, la cantante e regina del funk Betty Davis, Hedy Lamarr la donna più bella del mondo ma anche inventrice misconosciuta di una tecnologia alla base del moderno wifi, la greca Agnodice, una delle prime dottoressa della storia e la rapper afghana Sonita Alizadeh... trenta storie di tre minuti per scoprire trenta vite vissute intensamente e liberamente.