Dopo Baby Yoda ecco il ritorno di Obi-Wan Kenobi. Alla serie spin off del maestro Jedi tocca il difficile compito di competere con il successo incredibile di The Mandalorian. Non a caso la serie sarà diretta da Deborah Chow, che ha firmato due riusciti episodi della prima stagione della serie ideata da Jon Favreau.
'The Mandalorian', la saga di Star Wars continua con la serie di Jon Favreau
Arriva su Disney+ la serie creata da Jon Favreau ispirata all'universo Star Wars. 'The Mandalorian' è il titolo di punta della nuova piattaforma in streaming che sbarca in Italia il 24 marzo. La vicenda si colloca tra il VI episodio, 'Il ritorno dello Jedi' e il successivo 'Risveglio della forza', l'impero è sconfitto ma regna il caos perché non c'è un governo centrale e Mandalorian (Pedro Pascal), è un cacciatore di taglie che opera al di fuori del controllo della Nuova Repubblica
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La Disney schiera in campo un attore di prima grandezza come Ewan McGregor, anche gli episodi I, II e III tra i meno amati della saga - la seconda trilogia arrivò al cinema nel 1999. La storia inizia 10 anni dopo i drammatici eventi di Star Wars: La Vendetta dei Sith, dove Kenobi ha affrontato la sua più grande sconfitta, la caduta e la corruzione del suo migliore amico e apprendista Jedi, Anakin Skywalker, diventato il malvagio Signore dei Sith, Darth Vader. Tra le novità clamorose c'è proprio il ritorno di Hayden Christensen - che all'epoca fu travolto dalla popolarità per poi sparire nell'oblio - nel ruolo di Darth Vader. A loro si aggiungono anche Moses Ingram, Joel Edgerton, Bonnie Piesse, Kumail Nanjiani, Indira Varma, Rupert Friend, O'Shea Jackson Jr., Sung Kang, Simone Kessell e Benny Safdie.
Ewan McGregor si è preparato con un allenamento intenso al ruolo, il suo personal trainer ha postato qualche settimana fa sui social una foto dell'attore con i muscoli scolpiti "Sembra che questo tizio scozzese stia iniziando a dimagrire e scolpire il fisico per il nuovo set". All'epoca delle riprese l'attore stupì tutti con la sua abilità nei combattimenti con la spada laser, riusciva a ricordare 12, 13 mosse consecutive, suscitando l'ammirazione di tutti. L'attore ha rivelato di aver indossato nelle prime prove della serie i vecchi abiti "sono arrivato in camerino e ho trovato il mio mantello beige, la cintura e gli stivali. È stato fantastico".
L'attore si è detto felice di tornare nel ruolo e soprattutto di girare con la innovativa tecnologia immersiva chiamata Volume (lo stagecraft) usata in Mandalorian. "Penso che mi divertirò di più con la serie. Il primo film lo girammo in pellicola, il secondo con tecnologie all'epoca innovative - le telecamere Hd - ma era abbastanza complicata. E ci immergevano in infiniti blue e green screen, era difficile immaginarci le cose". Non è un mistero che anche il collega Liam Neeson, che interpretava il maestro Qui Gon- Jinn, fosse totalmente annoiato dagli aspetti tecnici del set. Anche se di recente ha detto che, pur non avendo ricevuto nessuna chiamata, non gli dispiacerebbe riprendere il ruolo, cosa che ovviamente potrebbe fare solo tramite flashback.
Obi- Wan Kenobi, detto anche Ben Kenobi, in principio fu Alec Guinness, l'attore scomparso nel 2000. Obi-Wan Kenobi è uno dei primi nomi pronunciati nella saga di Star Wars. La principessa Leia, braccata dagli assaltatori che sono entrati nella sua astronave, affida un messaggio "sei la mia unica speranza", al robottino R2-D2. Qualche scena dopo, eccolo comparire, salvifico, davanti al giovane Luke semi svenuto di cui diverrà il mentore, aprendogli le strade della Forza.
Obi-Wan Kenobi nella saga Star Wars: da Alec Guinness a Ewan McGregor
Obi-Wan Kenobi, detto anche Ben Kenobi, è uno dei personaggi più amati di Star Wars, presente fisicamente, come fantasma e poi solo con la voce in quasi tutti gli episodi della saga. È stato il maestro di Anakin Skywalker e poi del figlio, Luke. Nella prima trilogia ha il volto di Alec Guinness (scomparso nel 2000), nella seconda di Ewan McGregor, che lo interpreta anche nella nuova serie targata Disney+, ambientata dieci anni dopo gli eventi del terzo episodio 'Star Wars: La vendetta dei Sith'
Ha il carisma gentile del grande attore britannico, che odiava il personaggio ed era particolarmente scettico nei confronti dell'opera del giovane George Lucas, di cui aveva apprezzato American Graffiti: nel '75 scriveva a un amico che il suo prossimo film era "una favola trash su cose fantastiche". A convincerlo fu poi il raddoppio dell'ingaggio, 150 mila dollari, e il 2 per cento sugli incassi. Il suo fu un buon investimento. Sulla morte "prematura" del personaggio ci sono varie versioni. Una che Guinness rimase male di essere fatto fuori, l'altra, fornita dallo stesso attore nel '99, è che fu lui stesso ad avere l'idea per dare più enfasi al personaggio e perché non ce la faceva più a sopportare i dialoghi "dannatamente brutti e banali", opinione condivisa anche dagli altri attori, Harrison Ford compreso.