Gli appassionati di Bridgerton ricorderanno quella sequenza della seconda stagione in cui re Giorgio irrompe nella sala dove la regina sta cercando di capire cosa stia accadendo nel matrimonio che lei ha organizzato sfarzosamente tra Edwina e il visconte Bridgerton. In vestaglia da camera, chiaramente in stato confusionale (veniva chiamato Giorgio il pazzo per una malattia che oggi sappiamo essere con grande probabilità una malattia ereditaria chiamata porfiria), si rendeva conto di essere in ritardo per una cerimonia ma era convinto che si trattasse del suo matrimonio: "Non volevo farti aspettare Lottie, mia sposa, mia meravigliosa sposa". Un piccolo squarcio nella storia d'amore tra Giorgio e Carlotta, due personaggi storici che Shonda Rhimes ha riscritto nel suo adattamento e reso protagonisti rispetto alla saga di romanzi rosa di Julia Quinn da cui muove la serie principale.
Ora la storia d'amore, passione e politica tra Giorgio e Carlotta ha la sua serie che debutterà su Netflix il 4 maggio: La regina Carlotta: una storia di Bridgerton, chiesta direttamente da Ted Sarandos a Shonda Rhimes. Dedicato all'ascesa al potere della regina Carlotta, questo prequel dell’universo Bridgerton racconta come il matrimonio della giovane regina con il re Giorgio abbia rappresentato non solo una grande storia d'amore, ma anche un cambiamento sociale, sì perché Carlotta è la prima testa coronata della storia inglese dalle origini miste. Se ovviamente è stata Shonda Rhimes a voler introdurre un cast multietnico, specchio della società attuale, esistono delle teorie di storici inglesi che indicano Queen Charlotte una nobile nel cui sangue scorreva anche dna africano (anche se la pelle non era scura come quella dell'attrice che la interpreta). Spiegava il regista Chris Van Dusen, che ha firmato le prime due stagioni di Bridgerton: "Per quel che riguarda l'identità etnica dei personaggi noi abbiamo preso questa teoria della regina Charlotte come la prima regina di origini miste della storia, che ha dei riscontri anche a livello storico, un'idea che mi ha colpito moltissimo e ci ha fatto domandare 'cosa sarebbe successo se grazie a lei altre persone di colore fossero state elevate in società con titoli, terre?'. Da queste domande è nato il personaggio del Duca di Hastings".
Bridgerton 2. Parlano la regina, Lady Danbury e Lady Violet: "Il nostro è matriarcato"
Il prequel ha per protagonista la giovane regina Carlotta, interpretata da India Amarteifio, nella sua ascesa al potere dopo il matrimonio con Giorgio IV. Agatha (appunto la giovane Lady Danbury), è tenuta sotto il controllo di un marito molto più anziano di lei e approfitta dell'arrivo di Carlotta per farsi la sua strada nella società e diventare quindi la mitica Lady Danbury. La regina Carlotta nella saga originale è interpretata da Golda Rosheuvel, tornano anche Adjoa Andoh (Lady Danbury) e Ruth Gemmell (Lady Violet Bridgerton), le new entry sono: Corey Mylchreest (il giovane re Giorgio), Michelle Fairley (la principessa Augusta), e Arsema Thomas (la giovane Agatha Danbury). Nel cast anche Sam Clemmett nei panni del giovane Brimsley, Freddie Dennis in quelli di Reynolds e Richard Cunningham in quelli di Lord Bute. Infine, Tunji Kasim interpreta Adolphus, Rob Maloney il medico reale, Cyril Nri Lord Danbury e Hugh Sachs torna nel ruolo del maggiordomo Brimsley (da anziano).
Rosheuvel, emigrata a Londra dalla Guyana francese a cinque anni, ci aveva anticipato cosa possiamo aspettarci da questa nuova saga: "In questa serie vedremo la regina ma anche Lady Danbury e Lady Violet Bridgerton da giovani. Si tratta della storia delle origini di questi personaggi, scritta direttamente da Shonda Rhimes. Sarà interessante per il pubblico vedere da dove arrivano, qual è la loro storia, come è che sono diventate quelle che sono, come è nata la loro amicizia attraverso gli anni".