Mondo Solidale

Le donne di Port Sudan e quel sogno di disporre di un mammografo oggi realizzato dalla Cooperazione italiana

Il reparto maternità dell'ospedale di Port Sudan com'era prima
Il reparto maternità dell'ospedale di Port Sudan com'era prima 
REPORTAGE. Tstimonianze dal Maternity Hospital di Port Sudan, capitale dello stato orientale del Red Sea, dove è appena arrivato dall’Italia un dispositivo di ultima generazione e dove l’incidenza dei tumori femminili è assai alta
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PORT SUDAN - Al Maternity Hospital di Port Sudan, capitale dello stato orientale del Red Sea, è appena arrivato dall’Italia un dispositivo digitale di ultima generazione. E’ il primo mammografo mai introdotto nel vasto Red Sea State, dove l’incidenza dei tumori femminili è particolarmente alta, soprattutto quella del tumore al seno e della cervice uterina. “Siamo una piccola ONG, ma abbiamo il privilegio di avere la nostra sede all’interno dell’ospedale San Raffaele di Milano - spiega Federico Chiodi Daelli, direttore dell’Associazione Italiana per la Solidarietà tra i Popoli (AISPO) - i nostri interventi hanno una qualità tecnica piuttosto alta, riabilitiamo strutture sanitarie costruendo blocchi operatori e reparti ospedalieri di standard europeo”. Da ricordare che AISPO è attiva nelle aree di crisi di Paesi in via di sviluppo come Sud Sudan, Egitto, Madagascar, Vietnam, Colombia, Mozambico, Libano e Sierra Leone.

Il reparto maternità dell'ospedale di Port Sudan com'era prima
Il reparto maternità dell'ospedale di Port Sudan com'era prima 

Il nuovo complesso operatorio. Progettato dalla squadra di edilizia sanitaria di AISPO e ultimato di recente, il nuovo blocco operatorio del Maternity Hospital di Port Sudan è candido e impeccabile, come la sala travaglio, la sala parto e la stanza delle incubatrici subito accanto. Il vecchio reparto per la maternità chiuderà tra pochi giorni, ma fino ad oggi le donne di Port Sudan hanno partorito in ambienti fatiscenti e malsani, non sterilizzati e dalle attrezzature obsolete. Perfino i ferri chirurgici sono arrugginiti, eppure negli ultimi decenni le madri, con una media di trenta parti al giorno, hanno dato alla luce i loro bambini proprio qui, nel centro di maternità cittadino. Molto estesa e visibilmente deteriorata, con il suo mezzo milione di abitanti, Port Sudan è il risultato di una rapida e recente urbanizzazione. Accoglie una moltitudine di gruppi etnici e numerose comunità di sfollati interni, rifugiati e richiedenti asilo provenienti dai Paesi limitrofi.

La povertà e l'instabilità politica. Non sempre è scontato riuscire a operare in uno dei Paesi più poveri al mondo e politicamente instabile come il Sudan, devastato da un’interminabile sequenza di conflitti armati interni e da una dittatura quasi trentennale, anche se attualmente sotto un governo che si spera di transizione, dal regime alla democrazia. Si aggiungano la secessione dal Sud Sudan del 2011 e la rivoluzione che nel 2019 ha destituito il dittatore Omar al-Bashir. Risale allo scorso 25 ottobre l’ultimo colpo di stato militare e, nonostante la pressione della società civile, sono ad oggi falliti i tentativi di un processo di transizione democratica. Una crisi umanitaria cronica e un’instabilità politica permanente e hanno creato forti danni al settore sanitario del Paese, gravemente deteriorato e sempre più fragile. Il sistema di prevenzione è particolarmente debole e, in alcuni casi, pressoché inesistente.

Obiettico centrale: la salute femminile. Tutti finanziati da AICS, l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, che da oltre 16 anni ha stretto un solido partenariato con il Ministero federale della salute sudanese, i progetti di AISPO in Sudan sono volti al rafforzamento della salute femminile. Tra gli altri, il progetto SAFE ha come obiettivo il miglioramento della diagnosi precoce dei tumori alla mammella e della cervice uterina. Le attività hanno l’obiettivo di rafforzare e migliorare le abilità teoriche e pratiche di medici e operatori sanitari attraverso attività di formazione. Oltre alla riabilitazione del Maternity Hospital e del reparto di pediatria, AISPO è attiva in dieci Health Center con training e workshop a favore del personale medico e paramedico. In collaborazione con la struttura statale dell’Academy Health of Science, si occupa del rafforzamento delle abilità di chirurghi, ostetriche, anestesisti, infermieri ed altre figure del settore. Ha inoltre riabilitato il laboratorio centrale di analisi cliniche e un laboratorio specializzato in istopatologia, mettendo in collegamento tutte queste strutture che prima non erano coordinate tra di loro, migliorando così l’efficienza dei referti clinici dei pazienti.

La collaborazione con le associazioni locali. AISPO collabora inoltre con alcune associazioni locali per la diffusione di campagne di sensibilizzazione per la prevenzione dei tumori femminili. “Lavoriamo a Port Sudan e nelle zone rurali, cercando di convincere le donne a venire al nostro centro di salute per la diagnosi precoce del tumore al seno” spiega la Dott.ssa Rabab Ahmed Mahmoud della Merciful Hearts Organization, che offre ai pazienti cure oncologiche gratuite. Uno dei motivi che ostacola la diagnosi precoce dei tumori femminili è lo stigma sociale a questi associato: “le famiglie e le comunità spesso pensano che le donne affette da tumore siano contagiose o portatrici di malocchio - continua la Dott.ssa Ahmed Mahmoud - ancora più grave, purtroppo è il fatto che una donna malata di tumore rappresenti un peso per tutta la famiglia, già molto povera e priva di risorse.

Le cure sono molto costose. Nel caso dovesse aver bisogno di cure radioterapiche, non disponibili a Port Sudan, sarà obbligata ad andare a curarsi a Khartoum, cosa che difficilmente si potrà permettere. Spesso arrivano da noi donne con tumori allo stadio avanzato proprio perché, piuttosto che ridurre sul lastrico l’intera famiglia, preferiscono non curarsi e lasciarsi morire”. Per rendere operativo il mammografo, AISPO ha selezionato venti professionisti locali che a breve beneficeranno delle attività di formazione specifica per il suo utilizzo: otto medici, dieci radiologi e alcuni tecnici per la manutenzione.

I tirocini e la formazione. A Milano, la sede di AISPO si trova all’interno dell’ospedale San Raffaele: “Il management sanitario è importante – sottolinea il direttore di AISPO Chiodi Daelli - oltre alle riabilitazioni e alla formazione del personale sanitario che effettuiamo in loco, con le nostre borse di studio invitiamo medici e paramedici a vedere come si gestisce e si amministra un reparto del San Raffaele. Restano da noi uno o due mesi per tirocini e formazione, completamente gratis.” Dai Paesi dove la ONG è attiva, il San Raffaele riceve ogni anno decine di borsisti: medici, tecnici e infermieri dal Sudan, dal Kurdistan iracheno, dalla Sierra Leone. Lo scambio è intenso: negli stessi Paesi il San Raffaele invia regolarmente medici e professionisti del settore sanitario per corsi di formazione e tirocini a favore dei beneficiari dei suoi progetti.