ROMA - Più della metà dei genitori e delle donne in gravidanza sono esposti a tecniche di marketing aggressivo che puntano a svalutare il latte materno a favore di quello artificiale. Lo rivela una ricerca sistematica e interregionale, prima nel suo genere, commissionata dall'OMS in Bangladesh, Messico, Marocco, Nigeria, Sudafrica, Regno Unito e Vietnam, e dall'UNICEF in Cina. Progettato e realizzato da una divisione di ricerca specializzata all’interno di M&C Saatchi, il rapporto UNICEF/OMS indaga le pratiche di sfruttamento impiegate dall'industria del latte artificiale – che vale 55 miliardi di dollari – che compromettono la nutrizione dei bambini e violano gli impegni internazionali.
Il rapporto OMS/UNICEF. Ottomilacinquecento genitori e donne in gravidanza e 300 operatrici e operatori sanitari sono stati intervistati in Bangladesh, Cina, Messico, Marocco, Nigeria, Sud Africa, Regno Unito e Vietnam. Oltre alle interviste e ai focus group, la ricerca ha incluso un sottoinsieme di interviste approfondite con i dirigenti di marketing in Cina, fornendo una visione delle tattiche in evoluzione delle aziende di latte in formula in un mercato emergente chiave. Il rapporto, finanziato dalla fondazione Bill & Melinda Gates, si chiama “How marketing of formula milk influences our decisions on infant feeding” mostra come la volontà delle donne di allattare in modo esclusivo (dal 49% delle donne in Marocco al 98% in Bangladesh) sia minata dai messaggi di marketing fuorvianti.
La manipolazione contro il latte materno. Il rapporto rivela come si cerchi di convincere le madri della necessità di utilizzare del latte in formula nei primi giorni dopo la nascita, reputando inadeguato il latte materno per la nutrizione infantile; si fa passare il messaggio che alcuni ingredienti specifici del latte in formula abbiano una capacità comprovata di migliorare lo sviluppo del bambino o l'immunità, che mantenga i bambini sazi più a lungo, e che la qualità del latte materno diminuisca con il tempo. Ovviamente non è così: allattare nella prima ore dopo la nascita, oltre all'allattamento esclusivo per 6 mesi e continuativo fino a 2 anni o oltre, offre una potente difesa contro tutte le forme di malnutrizione infantile, comprese la malnutrizione acuta e l'obesità. L'allattamento agisce anche come primo vaccino per bambine e bambini, proteggendoli da molte malattie comuni dell'infanzia. Riduce anche rischi futuri di diabete, obesità e diverse forme di cancro per le donne.
La potenza della comunicazione. Secondo il rapporto, l'esposizione alla commercializzazione del latte in formula raggiunge l'84% di tutte le donne interviste nel Regno Unito; il 92% delle donne intervistate in VietNam e il 97% in Cina, incrementando la loro probabilità di scegliere l’alimentazione con latte in formula. In tutti i Paesi compresi nell'indagine, le donne hanno espresso un forte desiderio di allattare in modo esclusivo, dal 49% delle donne in Marocco al 98% in Bangladesh. A livello globale, solo il 44% dei bambini sotto i 6 mesi è allattato esclusivamente. Nel mondo, i tassi di allattamento sono aumentati di poco negli ultimi 20 anni, mentre la vendita di latte in formula è più che raddoppiata nello stesso periodo di tempo.
Le tecniche di marketing dell'industria del latte. La ricerca ha individuato marketing online non regolamentato e invasivo; reti di consulenti e numeri verdi sponsorizzate; promozioni e omaggi; pratiche per influenzare la formazione e le raccomandazioni di operatrici e operatori sanitari. I messaggi che i genitori e il personale sanitario riceve sono spesso fuorvianti, scientificamente infondati e violano il Codice Internazionale sulla Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno (il Codice) - un accordo storico sulla salute pubblica approvato dall'Assemblea Mondiale della Sanità nel 1981 per proteggere le madri dalle pratiche di marketing aggressive dell'industria degli alimenti per l’infanzia.
Le richieste dell’OMS e dell’Unicef. Il latte in formula e il tabacco sono gli unici due prodotti per i quali esistono raccomandazioni internazionali per proibire la commercializzazione; per il latte esiste un Codice internazionale di commercializzazione dei sostituti del latte materno. OMS e UNICEF chiedono pertanto ai Governi di approvare leggi in linea con il Codice per prevenire la promozione del latte in formula e vietare le affermazioni nutrizionali e sulla salute fatte dall'industria del latte in formula; di investire in politiche e programmi per supportare l'allattamento, compreso un congedo parentale retribuito adeguato in linea con gli standard internazionali e assicurare un'alta qualità del supporto all'allattamento; che le industrie si impegnino pubblicamente a rispettare pienamente il Codice e le successive risoluzioni dell'Assemblea Mondiale della Sanità a livello globale; che sia vietato agli operatori sanitari di accettare sponsorizzazioni da aziende che commercializzano alimenti per neonati e bambini piccoli per borse di studio, premi, sovvenzioni, incontri o eventi.
Vengono fuorviati anche gli operatori sanitari. Oltre alle mamme, anche gli operatori sanitari, in tutti i Paesi, vengono avvicinati dall'industria dell'alimentazione per l’infanzia. Perché? Per influenzare le loro raccomandazioni alle nuove madri attraverso regali promozionali, campioni gratuiti, finanziamenti per la ricerca, incontri, eventi e conferenze a pagamento e persino commissioni sulle vendite, con un impatto diretto sulle scelte alimentari dei genitori. Più di un terzo delle donne intervistate ha detto che un operatore sanitario ha raccomandato loro una specifica marca di latte in formula.