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Italia-Spagna in dieci domande. Insigne può essere la carta a sorpresa

Dieci domande per avvicinarsi all'ottavo di lunedì contro i campioni in carica. Il ko con l'Irlanda non ha portato danni, la squadra c'è, ha le sue caratteristiche e non deve snaturarsi. Il pronostico non è favorevole ma nulla è perduto

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1 - L'Italia ha fatto un passo indietro?
Indubbiamente la partita con l'Irlanda, anche se giocata con tutte le riserve (è stata ormai utilizzata tutta la rosa a esclusione del terzo portiere Marchetti), è stata deludente: poca determinazione, Irlanda soverchiante dal punto di vista della motivazione, panchinari timidi (da Thiago Motta a Bernardeschi, da Sturaro a Immobile) che non hanno fatto nulla per candidarsi a un posto da titolare. Più che altro colpisce il rendimento a scendere della nazionale: partita quasi perfetta col Belgio, partita bruttina e prudente con la Svezia ma risultato buono, nettamente deludente con l'Irlanda, sia pure con l'Italia 2. Serve adesso la ricarica psicologica e l'immediata risalita. O si torna a casa.
 
2 - Si è un po' attenuato l'entusiasmo iniziale?
La sconfitta con l'Irlanda non ha portato alcun danno. Forse c'era un po' troppa euforia in giro. Che è stata attenuata da due notizie non buone consecutive: prima l'accoppiamento con la Spagna nostra bestia nera che ci ha eliminato negli ultimi due Europei e poi la sconfitta con l'Irlanda. Diciamo che siamo tornati con i piedi per terra. E questa non è una cattiva notizia.

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3 - E' stato sbagliato fare tanto turn over contro l'Irlanda?
No, non è stato sbagliato. Sarebbe stato assurdo non sfruttare il vantaggio di poter far riposare un po' la squadra titolare e averla così al meglio contro la Spagna. E' però vero che Italia 2 era una squadra quasi completamente inventata e improvvisata e dunque ha fallito. E' stato un turn over funzionale per Italia 1, ma sballato e senza chances di successo purtroppo per Italia 2.
 
4 - La difesa offre la solidità necessaria?
Sì, ma non bisogna crogiolarsi nella considerazione che "non avremo dei fuoriclasse in attacco ma abbiamo i migliori difensori del mondo". Contro l'Irlanda avevamo comunque il 50% della difesa titolare (Bonucci e Barzagli, con Buffon e Chiellini a riposo). I difensori italiani hanno giocato partite perfette o quasi contro Belgio e Svezia, ma contro l'Irlanda hanno concesso spazi ad avversari non irresistibili. E lunedì avranno contro avversari ben più tosti, a cominciare da Morata. Probabilmente Conte chiuderà ancor più la difesa a partire dal centrocampo e dalla marcatura di De Rossi sulle fonti di gioco degli spagnoli (Iniesta). E su una delle due fasce terrà comunque un terzino (Darmian?).
 
5 - Quante chances abbiamo contro la Spagna?
La Spagna è quotata dai bookmakers a 4, contro il 2 dell'Italia. Traducendo in un linguaggio percentuale diciamo che la Spagna ha il 70% di favore del pronostico, contro il 30 dell'Italia. Contro l'Italia gioca una squadra che ha sicuramente ancora molti talenti e soprattutto una tradizione recente assai favorevole. E' però vero che la Spagna non è la supersquadra che ci eliminò negli ultimi due Europei e che sta cercando di ricostruirsi. Il suo tiki taka ora assai più attenuato e meno efficace dovrà cercare di scalare il muro della difesa azzurra. Due scuole diverse e contrapposte a confronto. L'abbiamo già detto: non fasciamoci il capo prima di giocare, c'è partita.

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6 - Perché l'Italia non riesce a costruire un gioco suo?
Perché questa è una nazionale con dna che non le consente grandi sogni dal punto di vista del gioco. Non abbiamo i Baggio, i Del Piero, i Totti, né tantomeno degli attaccanti che sfondano le porte, tanto che Pellé ed Eder sono stati addirittura la sorpresa delle prime due partite. Non abbiamo registi ma sabotatori.

7 - La natura dell'Italia è catenaccio e contropiede?
Non è proprio nella sua natura, ma è un adattamento forzato alle caratteristiche della squadra in questo preciso momento storico. A questa squadra è difficile fare gol. La rete di Brady è arrivata dopo quattro gare (Scozia, Finlandia, Belgio, Svezia) senza aver preso gol. Conte si rifiuta categoricamente di parlare di catenaccio e contropiede, sia pure nella forma moderna e attuale del gioco difensivo (3-5-2), ma questa etichetta il resto del mondo ce la tiene ben appiccicata addosso. Come la pizza e il mandolino...
 
8 - Ci può essere un po' di spazio per Insigne?
Dovrebbe esserci più spazio, ma il ct è molto restio a cambiare convinzioni e impostazioni della sua nazionale. E per la verità fino a oggi ha avuto ragione lui. L'intesa con Insigne ha sempre sofferto di malintesi e incomprensioni, ma il giocatore del Napoli ha delle grandi qualità e il suo inserimento, per la prima volta in questo Europeo, contro l'Irlanda è stato come una scossa elettrica. Il ragazzo napoletano, per rimanere sempre alla prospettiva di Italia-Spagna, ha taglia, tecnica e fantasia spagnola. Potrebbe essere la carta a sorpresa che spariglia il tavolo da gioco, ma bisogna convincere prima il ct.
 
9 - Il gioco può essere condizionato da tante ammonizioni?
L'Italia ha ben dieci giocatori in diffida: tutti i difensori, Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini più De Rossi, Eder, Thiago Motta, Sirigu, Zaza, Insigne. Bonucci ha ammesso di non aver potuto giocare contro l'Irlanda psicologicamente libero e anzi parecchio condizionato sulle entrate proprio dalla diffida che pende sul suo capo. L'Italia ha preso tante ammonizioni perché il suo gioco è estremamente fisico, d'impatto, agonisticamente rabbioso. In una parola: mena. Il condizionamento psicologico però non può esistere quando giochi contro la Spagna, il problema caso mai il ct se lo porrà - in caso di qualificazione - alla partita successiva. O magari non ce ne sarà proprio bisogno... Dunque tanto vale giocare senza pensarci.
 
10 - Sarebbe stato meglio pareggiare con la Svezia?
In linea puramente teorica se l'Italia fosse arrivata seconda adesso si ritroverebbe accoppiata all'Ungheria, al posto del Belgio. E in un eventuale quarto di finale se la vedrebbe col Galles o con l'Irlanda del Nord. Insomma tutt'altra storia. Detto questo però, non possiamo approvare un ragionamento eticamente scorretto: non si gioca per perdere o per pareggiare, e se hai l'occasione per vincere la butti dentro e non la tiri fuori apposta. In secondo luogo se avessimo pareggiato o perso la partita con l'Irlanda sarebbe diventata drammatica e avremmo rischiato ben altri pasticci. Dunque cerchiamo pure di essere un po' fatalisti. Ci attende una scalata dell'ottavo grado, ma in questa parte del tabellone è così per tutti. E' andata in questa maniera, amen.