Roma 2016

L'INCONTRO

Jovanotti, i suoi 15 momenti top in sala: "Mi presento come persona, non come cinefilo"

"Sono un ragazzo nato nel 1966 che ama il cinema": così Lorenzo Cherubini ha spiegato, in una sala gremitissima dell'Auditorium Parco della Musica di Roma, i suoi 15 momenti cinematografici preferiti. E alla domanda sul Premio Nobel a Dylan risponde...

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Battute, pillole di saggezza, chiacchiere e generosità. Nella Sala Sinopoli (1100 posti) gremita, platea e galleria stracolme di ragazzi di oggi e di ieri (tra cui il Ministro Dario Franceschini) c'è l'incontro ravvicinato più pop. Giubbotto di pelle e cappellino da basket, Lorenzo Cherubini in arte Jovanotti, 50 anni di vita e 28 di carriera, ha trasformato il tappeto rosso in evento con le canzoni L’estate addosso, Ragazza magica, Pieno di vita sparate ad alto volume, baci e abbracci, autografi e 'selfie', una formula perfetta per la domenica pomeriggio all’Auditorium della Festa di Roma.
“Grazie di permettermi di fare una cosa completamente diversa dal solito: un viaggio attraverso 15 sequenze di cinema – dichiara in apertura Jovanotti – sarà il cinema vissuto più che amato che è ovviamente molto di più, perché nel momento in cui si 'spenge' la luce è come nei concerti: una grande emozione”. E prima che inizi la sequenza di film scelti Jovanotti, il cantante snocciola una “vertiginosa e breve lista di ciò che non c’è”, un elenco che è autoironia.

Festa di Roma, Jovanotti: John Landis, i Blues Brothers e 'Thriller'

“Non c’è Kubrick, Leone, Burton, Gilliam, Bruce Lee, i film dei supereroi che ho sempre amato, Iñárritu, Benigni che è stato importantissimo per la mia formazione, Herzog che mi fa impazzire… E poi non ci sono Rocky e Rambo, Kusturica, Wenders e Kurosawa, Zemeckis che ha fatto Forrest Gump che è di sicuro nella mia 'top three'. Non c’è De Sica, non c’è Spielberg, non c’è Novecento di Bertolucci, non c’è Footloose, non c’è Pretty Woman. Ma non c’è neppure Pasolini, Lucas, Jarmusch, Lynch, non c’è Chaplin! Sei uno stupido se non ci metti Chaplin… non c’è Pablo Larraín che è un cileno che spara film meravigliosi, Scarface voleva entrare a tutti i costi ma non ce l’ho messo. Non c’è Pixar che è centrale tra gli eventi cinematografici degli ultimi 20 anni, non c’è il cinema civile che avrei dovuto mettere anche per fare bella figura. Ho lasciato fuori tutto questo per presentarmi a voi come persona e non come cinefilo, un ragazzo nato nel 1966 che ama il cinema”. E inizia la sua lunga carrellata in quindici momenti personali di cinema interrotta soltanto per dire la sua sul premio Nobel a Bob Dylan: "Non sono d’accordo che sia un premio alla musica pop, io non mi sento coinvolto, il premio è al signor Robert Zimmerman in arte Bob Dylan. Io leggo poesia, non c’è dubbio che Dylan sia un poeta come Willam Blake. Se avesse vinto Murakami mi sarebbe andato bene lo stesso, d’altronde la lista di chi lo meriterebbe e non l’ha vinto è infinito”.

Cinquanta anni in cinque minuti: tanti auguri Jovanotti

1) I Blues Brothers
Jovanotti canta sottovoce e balla mentre rivede Dan Akroyd e John Belushi sul grande schermo, si sofferma su Ray Charles che pesta i tasti del pianoforte e dice: “Ray Charles è uno dei più grandi di tutti, vi consiglio di leggere l’autobiografia. Negli anni Ottanta quel film è stata una botta, la sequenza girata tra l’interno del negozio e la strada è stupenda con un elemento simbolico molto forte. John Landis ha costruito un’inquadratura piena di dettagli dai costumi, alla fotografia. Ho fatto un test con mia figlia Teresa e forse ormai i Blues Borthers è un film datato, emoziona me ma non una ragazzina nata nel ’98. Rimane però un film che comunica un grande divertimento.

2) La febbre del sabato sera
La camminata di John Travolta sui titoli di testa cantati dai Bee Gees termina e Jovanotti confessa: “Devo sbollire, cosa mi piace di questa sequenza? Lui… potrei fare un corso all’università su questo film. Era vietato ai minori di 14 anni e io ne avevo 12, ero alto e mi fecero entrare… È stata un’epifania musicale per me e il film che mi ha fatto innamorari di New York. Un film in cui nessuno credeva, John Travolta era un attore sconosciuto, c’erano elementi che non avrebbero potuto convivere come sesso, turpiloquio, razzismo, working class e ballo, un film improponibile e poi il pubblico impazzì”.

3) Kill Bill nella sequenza di combattimento tra Daryl Hannah e Uma Thurman
“Se voi chiudete gli occhi e ascoltate la scena ve la godete lo stesso, è efficace il mix sonoro. Io amo Tarantino ma questo è il film che amod di più. È la storia mascherata di una madre che lotta per suaa figlia e su questa storia Tarantino costruisce una giostra visiva intelligentissima ed emozionante”.

4) I 400 colpi con Antoine Doinel che corre sulla spiaggia nel finale del film
“Questo è il primo che ho scelto, sono venuto apposta per farvi vedere questo. Anche io non l’avevo visto prima di vederlo, se qualcuno non l’ha visto e può capitare, deve recuperarlo: c’è anche su Youtube intero – ha detto Jovanotti – I 400 colpi in francese vuol dire farne di tutti i colori. Io ero un bambino la Rai l’ha trasmesso in tv, l’ho visto nel tinello con la mia mamma, mi ci sono identificato completamente. Non era la mia storia eppure mi ha fatto sentire meno solo, Truffaut mi ha fatto capire che quella solitudine aveva un potenziale enorme”.

5) Altrimenti ci arrabbiamo in omaggio a Bud Spencer nella sequenza in cui lui e Terence Hill mangiano wurstel e bevono birra mentre intorno tutto il pub viene distrutto
“Volevo  rendere omaggio ad una presenza fondamentale nella mia formazione, da ragazzini andavamo in una sala parrocchiale in via della Conciliazione, lo stesso film lo vedevi anche tre volte. Probabilmente questo appartiente  alla categoria dell’anticinema ma ha una grande forza. A me piacciono le scene dove si rompe tutto: servono a liberare come il rock, come certa tecno, soono utili per ritrovare quella parte di te in cui vuoi sfasciare tutto, visto che poi nella vita poi si deve costruire”.

6) Stand by Me
“Io l’ho rivisto 100 volte, l’ho visto tante volte con mia figlia che non l’ha trovato datato perché ci ha rivisto la stessa domanda che mi facevo io. Perché nel mondo non c’è giustizia? Esiste una casualità nel destino che è struggente, pensando ai tuoi amici di infanzia non è vero che si vede cosa diventerai fin da bambino. Il film lo racconta bene, come bene fornisce due possibili risposte: rinunciare a vivere o vivere il doppio, la via di mezzo significa solo farsi trascinare dalle rapide”

7) Yuppi Du
“Io sono un grande fan di Adriano Celentano e ho scelto questo film perché mi piace come si relaziona alla figura femminile. È un film pieno di magagne ma con moltissima forza e poi è stata un’operazione di marketing enorme, fu uno dei primi a capire la forza dell’immagine, tappezzando l’Italia con poster del film con quella sua immagine a metà tra uomo e spaventapasseri”.

8) Un sogno lungo un giorno di F. F. Coppola
“Quando una donna entra nella vita di un uomo, che fa? Accende la luce. Se Apocalypse Now e Il padrino sono i miei film preferiti ho scelto questo per una mia teoria che riguarda il rapporto tra Apocalypse Now e questo film il cui protagonista è illuminato esattamente come Marlon Brando nel finale. Secondo me Coppola sviluppa la visione, l’ultima parola per Brando è l’orrore mentre qui si parla di amore… Io che sono un idealista ma anche un credulone ci ho visto una sorta di continuazione.. e poi c’è la musica di Tom Waits che è spettacolare”.
 
9) Timbuktu di Sissako nella scena della partita di calcio senza pallone perché il calcio è stato vietato dai talebani
“Uscito dalla sala mi sono detto ecco un film che affronta il tema di oggi. E in particolare ho scelto questa sequenza in cui i ragazzi mettono in scena questa pantomima della partita senza pallone perché nonostante il film non lasci molte speranze quella scena fa capire che esiste ancora della poesia, la poesia della vita che va avanti anche in un paese dove la musica e il calcio sono vietati”.
 
10) La città incantata di Myiazaki
“Myiazaki è un genio assoluto e questo il mio film preferito del maestro. Le sue eroine sono spesso ragazzine, in tempi non sospetti ha messo alcentro una bambina con il cartoon Heidi. Questo film illustra bene il momento drammatico in cui la bambina si accorge che i genitori sono stati trasformati in maiali. Succede a tutti i bambini di rendersi conto che i genitori hanno anche degli aspetti negativi, “che possono grugnire”, è un momento di crescita”.
 
11) Io chiara e lo scuro con Nuti

“Mi piaceva tutto dei suoi film, il rapporto con le donne, il suo cinema è stato importante per una generazione. Quando facevo Fantastico con Baudo, ho preso un residence a Prati perché non potevo stare a casa dei miei genitori, che c’erano sempre un sacco di ragazzini. Davanti al residence c’era l’ufficio di Nuti con Veronesi, mi hanno preso in simpatia. Nuti era gentile in modo struggente, siamo andati in giro per locali insieme e io da ragazzo qual ero non avevo neppure capito il suo problema di alcolismo”.
 
12) Andrej Rublev di Tarkovski
“Se uno vuole sapere cosa è il cinema deve vedere i suoi film, perché il suo modo di  girare corrisponde a fare film in versi e non in prosa, i suoi film sono poemi per immagini”.
 
13) Taxi Driver di Scorsese
“Scorsese ha una grande libertà perché fa film diversissimi di ogni tipo. Non volevo andare a vedere Hugo Cabret poi l’ho visto e l’ho trovato fantastico. Poi ogni tanto come fanno i musicisti torna a fare le jam session che gli danno gusto e quei film sono Casino, Quei bravi ragazzi, è la gioia del ritorno a casa. Inoltre è un grande appassionato di musica: i suoi documentari sul jazz, come ha ripreso i Rolling Stones, non dimenticate che lui era uno dei due cameraman del film su Woodstock e aveva solo 17 anni”.
 
14) Mad Max – Fury Road di Miller
“È un film perfetto come aprire il cofano di una Ferrari e osservare quanta cura del dettaglio, è puro intrattenimento che per me è un’espressione che non ha nulla di negativo. Quando poi ho scoperto che il regista è ultra settantenne, io che ormai sono ultracinquantenne mi sono detto eccoci qua”.
 
15) Amarcord di Fellini
“Fellini è il più grande di tutti e alla scena di 'Voglio una donnaaaaaaa' sono molto affezionato, ci ho scrittopure  una canzone, La tasca piena di sassi. Lo vidi da bambino e poi l’ho rivisto tante, tante volte. La figura dello zio mi ha ricordato una mia zia che è sempre rimasta bambina. Io ci sono cresciuto insieme, tutti gli volevamo bene ma era un personaggio destabilizzante perché quando io avevo 10 anni lei ne aveva 35 ma sembrava più piccole di me. Si chiamava Silvana come selva, selvaggia e la sua presenza nella nostra famiglia, la presenza dell’irragionevole ha fatto sì che io pensassi che fossimo tutti un po’ matti”.