VENEZIA - "Per me ogni volta un film è una guerra, un atto d'amore, ma anche un travaglio e tu Thelma sei la guerriera più appassionata al mio fianco". Così Martin Scorsese, con un videomessaggio proiettato in Sala Grande, ha reso omaggio alla montatrice Thelma Schoonmaker, sua collaboratrice storica e vincitrice di tre Oscar, che oggi ha ricevuto il Leone d'oro alla carriera (il primo attribuito a un artista del montaggio) della Mostra di Venezia. Suo il montaggio di titoli come Toro scatenato, Re per una notte, Fuori orario, Quei bravi ragazzi, Cape Fear - Il promontorio della paura, L'eta' dell'innocenza fino al più recente The Aviator. Candidata all'Oscar nel 1971 per Woodstock - Tre giorni di pace, amore e musica, Schoonmaker ha portato a casa la statuetta per il miglior montaggio nel 2007, per The Departed, sempre di Scorsese.
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"Non pensavo minimamente di fare la montatrice, ho studiato Scienze politiche, poi l'incontro, per caso, all'università con Martin Scorsese, che non era il mio professore, mi ha cambiato la vita. È stata una fortuna conoscerlo. Mi ha insegnato tutto lui. E tra i cineasti - racconta - non sono mai stata discriminata per il fatto di essere una donna". Il Leone d'oro alla carriera che le è stato conferito è il secondo riconoscimento della Mostra, dopo quello a Frederick Wiseman, anche in questo caso attribuito a una grande personalità del cinema che con il suo lavoro ha contribuito al successo di gran parte dei film di Scorsese.
"Per ogni film - racconta Schoonmaker - Martin si pone una nuova sfida. Non ama ripetersi. Vuole cambiare sempre, e noi dobbiamo cambiare con lui. Alcuni montatori non amano lavorare nell'improvvisazione, invece io sono contenta di aver cominciato a lavorare nei documentari perché amo l'improvvisazione. E aver lavorato sulla realtà è stato importante per montare i film di Scorsese. Mi è piaciuto tantissimo accompagnarlo in questo viaggio".
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La montatrice ha rivelato alcuni segreti dei suoi lavori, come l'uso della vera voce di Jack LaMotta sul ring in Toro scatenato o l'attenzione ai "quadrangoli" per il videoclip di Bad di Michael Jackson. Dall'avvento del digitale rivela che al montaggio lavora a più versioni per Scorsese e poi gliele mostra. "Con lui c'è un dialogo ed un confronto continuo. È una mente brillante. E sono libera di sperimentare continuamente".
"Ci conosciamo dal 1963 - dice ancora Scorsese nel videomessaggio inviato alla Mostra - da un piccolo workshop di cinema alla New York University. Me lo chiedono spesso, ma è difficile descrivere il modo in cui collaboriamo, non rientra in uno schema. Posso dire però che per me il momento del montaggio è il più prezioso del fare un film. Il modo in cui avviene non è affare di nessuno. È fatto dalle nostre conversazioni, dalle nostre passioni. Il lavoro insieme è fra le parti migliori della mia vita".
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"Non pensavo minimamente di fare la montatrice, ho studiato Scienze politiche, poi l'incontro, per caso, all'università con Martin Scorsese, che non era il mio professore, mi ha cambiato la vita. È stata una fortuna conoscerlo. Mi ha insegnato tutto lui. E tra i cineasti - racconta - non sono mai stata discriminata per il fatto di essere una donna". Il Leone d'oro alla carriera che le è stato conferito è il secondo riconoscimento della Mostra, dopo quello a Frederick Wiseman, anche in questo caso attribuito a una grande personalità del cinema che con il suo lavoro ha contribuito al successo di gran parte dei film di Scorsese.
"Per ogni film - racconta Schoonmaker - Martin si pone una nuova sfida. Non ama ripetersi. Vuole cambiare sempre, e noi dobbiamo cambiare con lui. Alcuni montatori non amano lavorare nell'improvvisazione, invece io sono contenta di aver cominciato a lavorare nei documentari perché amo l'improvvisazione. E aver lavorato sulla realtà è stato importante per montare i film di Scorsese. Mi è piaciuto tantissimo accompagnarlo in questo viaggio".
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La montatrice ha rivelato alcuni segreti dei suoi lavori, come l'uso della vera voce di Jack LaMotta sul ring in Toro scatenato o l'attenzione ai "quadrangoli" per il videoclip di Bad di Michael Jackson. Dall'avvento del digitale rivela che al montaggio lavora a più versioni per Scorsese e poi gliele mostra. "Con lui c'è un dialogo ed un confronto continuo. È una mente brillante. E sono libera di sperimentare continuamente".
"Ci conosciamo dal 1963 - dice ancora Scorsese nel videomessaggio inviato alla Mostra - da un piccolo workshop di cinema alla New York University. Me lo chiedono spesso, ma è difficile descrivere il modo in cui collaboriamo, non rientra in uno schema. Posso dire però che per me il momento del montaggio è il più prezioso del fare un film. Il modo in cui avviene non è affare di nessuno. È fatto dalle nostre conversazioni, dalle nostre passioni. Il lavoro insieme è fra le parti migliori della mia vita".