Venezia 2014

Venezia

I nostri ragazzi, genitori alla prova con le colpe dei figli

La famiglia, inesauribile microcosmo di storie, protagonista per la terza volta dell'opera del regista italiano, presentata alla Mostra. Gassman e Lo Cascio di fronte a una bravata dei figli. E il regista annuncia il prossimo film, su una mamma e un figlio che scappano dall'Italia

2 minuti di lettura
VENEZIA - Cosa faresti se tuo figlio adolescente si macchiasse di un crimine? Lo copriresti o le denunceresti? A voler guardare alla sostanza il film di Ivano De Matteo I nostri ragazzi, presentato a Venezia alle Giornate degli Autori, è il tentativo di rispondere a questa domanda. Il regista, che aveva raccontato la precarietà dei sentimenti ne Gli equilibristi dove Mastandrea era un padre separato che non riusciva a mantenere la famiglia, ha scritto la sceneggiatura insieme alla sua compagna Valentina Ferlan ispirandosi al romanzo di successo di Herman Koch "La cena".
[[ge:rep-locali:repubblica:94955859]]
"Del libro abbiamo tenuto il nocciolo della questione, l'interrogativo che qualunque genitore si può porre. E' una mia paura personale di padre di due figli, una bambina e un ragazzo che si avvia verso l'adolescenza - dice De Matteo - I personaggi, nel film come nel libro, appartengono alla medio-alta borghesia, perché trovavo più interessante che i ragazzi della bravata fossero dei ragazzi di famiglie bene, che non avevano motivazioni economiche o sociali. Principalmente quello che ho eliminato rispetto alla trama del libro è stato ogni tentativo di giustificazione, "è accaduto perché". In modo che chiunque potesse identificarsi e porsi quella domanda".
[[ge:rep-locali:repubblica:94956156]]
Se nel libro olandese i due padri fratelli erano un politico e un professore di liceo nel film sono diventati un avvocato penalista, interpretato da Alessandro Gassmann, e un chirurgo pediatrico, Luigi Lo Cascio. Le mogli sono Giovanna Mezzogiorno e Barbora Bobulova. I ragazzi, che nel romanzo di Koch erano due maschi, sul grande schermo hanno il volto di Jacopo Olmo Antinori (Io e te di Bertolucci) e Rosabell Laurenti Sellers (già ne Gli equilibristi e nella nuova stagione del Trono di Spade).

"Questo è un film che punta molto sugli attori con i quali io amo lavorare. Venendo dal teatro sono abituato a provare molto e anche per i progetti cinematografici prevedo sempre circa un mese di prove prima di cominciare a girare. La scena della cena al ristorante l'abbiamo provata con i quattro genitori per due giorni di fila. Li conoscevo tutti, con qualcuno, come Rosabell e Barbora, avevo già lavorato. Solo Gassmann avrebbe potuto fare quel ruolo, quello di un gigione che quando gli arriva la doccia fredda di quello che accaduto diventa glaciale".

Questo è il terzo film che De Matteo dedica alla famiglia poiché è convinto che questa sia la miniatura della società. "Io vengo da una famiglia numerosa: mia madre aveva 10 fratelli per cui ho 20 cugini da parte di mamma e 18 da parte di papà. Ho sempre avuto la sensazione che la mia famiglia fosse una microsocietà dove ci sono amori, odii, correntoni come nei partiti politici, coalizioni e tutto può accadere purché sia coperto al di fuori, che  nessuno sappia. La famiglia per me è un pozzo inesauribile di storie da raccontare, anche il mio prossimo film avrà per protagonista una mamma ed un figlio che scappano dall'Italia".

[[ge:rep-locali:repubblica:94977685]]