Non era, e non è, una semplice dichiarazione di principio: in palcoscenico erano infatti seduti, uno accanto all'altro, condividendo lo stesso leggìo, i giovani musicisti italiani dell'Orchestra Cherubini e quelli giapponesi della Tokyo Harusai Festival Orchestra. Dimostrazione pratica del fatto che fare musica insieme consente, e in un certo senso obbliga, a esaltare le diversità, ma anche ad abolire le differenze. Esattamente come accade, o come dovrebbe accadere, nell'esercizio della democrazia reale.
Questo piccolo miracolo di "concordia musicale" si ripeterà tra qualche settimana, il prossimo 3 luglio, al Palazzo Mauro de André: i ragazzi italiani e i loro colleghi del Sol Levante si ritroveranno infatti per completare il percorso del ventesimo "Viaggio dell'amicizia" che quest'anno unisce due diverse capitali, abituate a guardarsi negli occhi: Ravenna, da sempre porta aperta verso l'Oriente, e Tokyo, la più occidentale delle metropoli asiatiche. A far da ponte tra i due lembi estremi, l'epos teatrale di Giuseppe Verdi.
La città di Dante sarà anche per Muti, nel 2016, la capitale d'Italia: i suoi unici tre concerti italiani dell'anno verranno infatti ospitati dal Ravenna Festival. Prima di salire sul "podio dell'amicizia" il maestro si misurerà, il 5 giugno, insieme alla "sua" Orchestra Cherubini, con tre capolavori delle letteratura sinfonica classico-romantica, legati insieme dal filo di un onnipresente "canto senza parole": la Sinfonia n. 8 (la cosiddetta Incompiuta ) di Franz Schubert incorniciata dalla Ouverture Coriolano e dalla Sinfonia n.5 di Ludwig van Beethoven. Due giorni dopo il "Verdi giapponese", Muti si rivolgerà invece a due dei suoi più antichi amori: Mozart e la civiltà musicale napoletana. Prima affronterà la Sinfonia Haffner K 385 e il Concerto per fagotto e orchestra K 191 , due diverse declinazioni della teatralissima scienza strumentale mozartiana, e poi una riscoperta preziosa: la Fantasia su diversi pensieri dal Trovatore di Verdi di Francesco Cappa, semisconosciuto allievo di Saverio Mercadante, la cui partitura è stata ritrovata di recente nella biblioteca del Conservatorio napoletano di San Pietro a Majella.
A confermare la predilezione affettuosa per la sua città di adozione Muti festeggerà il suo settantacinquesimo compleanno, il prossimo 28 luglio, insieme agli allievi della Italian Opera Academy, dedicata quest'anno a La traviata . Ancora nel segno dell'etica, e dell'estetica, di Verdi, dunque «perché se le parole possono tradire», ha ricordato il maestro nel discorso di Tokyo, «la musica no, non tradisce mai, è sempre onesta».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo piccolo miracolo di "concordia musicale" si ripeterà tra qualche settimana, il prossimo 3 luglio, al Palazzo Mauro de André: i ragazzi italiani e i loro colleghi del Sol Levante si ritroveranno infatti per completare il percorso del ventesimo "Viaggio dell'amicizia" che quest'anno unisce due diverse capitali, abituate a guardarsi negli occhi: Ravenna, da sempre porta aperta verso l'Oriente, e Tokyo, la più occidentale delle metropoli asiatiche. A far da ponte tra i due lembi estremi, l'epos teatrale di Giuseppe Verdi.
La città di Dante sarà anche per Muti, nel 2016, la capitale d'Italia: i suoi unici tre concerti italiani dell'anno verranno infatti ospitati dal Ravenna Festival. Prima di salire sul "podio dell'amicizia" il maestro si misurerà, il 5 giugno, insieme alla "sua" Orchestra Cherubini, con tre capolavori delle letteratura sinfonica classico-romantica, legati insieme dal filo di un onnipresente "canto senza parole": la Sinfonia n. 8 (la cosiddetta Incompiuta ) di Franz Schubert incorniciata dalla Ouverture Coriolano e dalla Sinfonia n.5 di Ludwig van Beethoven. Due giorni dopo il "Verdi giapponese", Muti si rivolgerà invece a due dei suoi più antichi amori: Mozart e la civiltà musicale napoletana. Prima affronterà la Sinfonia Haffner K 385 e il Concerto per fagotto e orchestra K 191 , due diverse declinazioni della teatralissima scienza strumentale mozartiana, e poi una riscoperta preziosa: la Fantasia su diversi pensieri dal Trovatore di Verdi di Francesco Cappa, semisconosciuto allievo di Saverio Mercadante, la cui partitura è stata ritrovata di recente nella biblioteca del Conservatorio napoletano di San Pietro a Majella.
A confermare la predilezione affettuosa per la sua città di adozione Muti festeggerà il suo settantacinquesimo compleanno, il prossimo 28 luglio, insieme agli allievi della Italian Opera Academy, dedicata quest'anno a La traviata . Ancora nel segno dell'etica, e dell'estetica, di Verdi, dunque «perché se le parole possono tradire», ha ricordato il maestro nel discorso di Tokyo, «la musica no, non tradisce mai, è sempre onesta».
©RIPRODUZIONE RISERVATA