Spettacoli

Riccardo Muti nella sua città di adozione

Due mesi fa, parlando di fronte ai tremila spettatori della Bunka Kaikan Hall di Tokyo, Riccardo Muti ha scolpito nell'aria una frase difficile da dimenticare: «La musica è democrazia perché fa dialogare e unisce, negli stessi sentimenti, popoli diversi»

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Non era, e non è, una semplice dichiarazione di principio: in palcoscenico erano infatti seduti, uno accanto all'altro, condividendo lo stesso leggìo, i giovani musicisti italiani dell'Orchestra Cherubini e quelli giapponesi della Tokyo Harusai Festival Orchestra. Dimostrazione pratica del fatto che fare musica insieme consente, e in un certo senso obbliga, a esaltare le diversità, ma anche ad abolire le differenze. Esattamente come accade, o come dovrebbe accadere, nell'esercizio della democrazia reale.

Questo piccolo miracolo di "concordia musicale" si ripeterà tra qualche settimana, il prossimo 3 luglio, al Palazzo Mauro de André: i ragazzi italiani e i loro colleghi del Sol Levante si ritroveranno infatti per completare il percorso del ventesimo "Viaggio dell'amicizia" che quest'anno unisce due diverse capitali, abituate a guardarsi negli occhi: Ravenna, da sempre porta aperta verso l'Oriente, e Tokyo, la più occidentale delle metropoli asiatiche. A far da ponte tra i due lembi estremi, l'epos teatrale di Giuseppe Verdi.

La città di Dante sarà anche per Muti, nel 2016, la capitale d'Italia: i suoi unici tre concerti italiani dell'anno verranno infatti ospitati dal Ravenna Festival. Prima di salire sul "podio dell'amicizia" il maestro si misurerà, il 5 giugno, insieme alla "sua" Orchestra Cherubini, con tre capolavori delle letteratura sinfonica classico-romantica, legati insieme dal filo di un onnipresente "canto senza parole": la Sinfonia n. 8 (la cosiddetta Incompiuta ) di Franz Schubert incorniciata dalla Ouverture Coriolano e dalla Sinfonia n.5 di Ludwig van Beethoven. Due giorni dopo il "Verdi giapponese", Muti si rivolgerà invece a due dei suoi più antichi amori: Mozart e la civiltà musicale napoletana. Prima affronterà la Sinfonia Haffner K 385 e il Concerto per fagotto e orchestra K 191 , due diverse declinazioni della teatralissima scienza strumentale mozartiana, e poi una riscoperta preziosa: la Fantasia su diversi pensieri dal Trovatore di Verdi di Francesco Cappa, semisconosciuto allievo di Saverio Mercadante, la cui partitura è stata ritrovata di recente nella biblioteca del Conservatorio napoletano di San Pietro a Majella.

A confermare la predilezione affettuosa per la sua città di adozione Muti festeggerà il suo settantacinquesimo compleanno, il prossimo 28 luglio, insieme agli allievi della Italian Opera Academy, dedicata quest'anno a La traviata . Ancora nel segno dell'etica, e dell'estetica, di Verdi, dunque «perché se le parole possono tradire», ha ricordato il maestro nel discorso di Tokyo, «la musica no, non tradisce mai, è sempre onesta».

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