Tornano sul grande schermo i cartoni animati giapponesi: quelli della nuova generazione, che vivono sulla potenza dell'azione, delle lotte, delle esplosioni e delle forti emozioni (spesso disperate e per nulla adatte al pubblico bambino). Tornano tra maggio e luglio, per due giorni al mese, distribuiti da Nexo Digital. Si comincia il 12 e il 13 maggio con L'attacco dei giganti - Il film. Parte I, L'arco e la freccia cremisi, tratto da una serie manga di enorme successo scritta e disegnata da Hajime Isayama (in Giappone si calcolano 45 milioni di albi venduti). Isayama, che oggi ha appena 28 anni, ha visto uscire il primo albo della serie sei anni fa con un successo travolgente e immediato.
L'attacco dei giganti è ambientato in una sorta di Medioevo alternativo in cui l'umanità è già stata decimata dalla violenza di umanoidi enormi e mostruosi (i giganti, appunto). I superstiti sono costretti a vivere protetti da enormi mura su cui pesa continuamente la minaccia dei titani, che mangiano gli uomini. Se gli adulti sono ormai assuefatti al pericolo, tanto che si rifiutano persino di nominarlo e giudicano pazzo chi vuole esplorare il mondo esterno, i giovani protagonisti vogliono ribellarsi a questo stato di cose. Tra loro Eren, quindicenne che ha visto sua madre mangiata e uccisa da un gigante. Il film, diretto da Tetsuro Araki è un montaggio dei primi tredici episodi della serie televisiva (il primo episodio introduttivo è integrale a inizio film) realizzati con una tecnica spettacolare, perfettamente in linea con il tipico stile classico dell'anime giapponese (non mancano i personaggi con la goccia di sudore immobile sul viso). Montando i momenti più emozionanti dei diversi episodi, le situazioni tragiche si ripetono ciclicamente, e il pericolo sta proprio nella reiterazione delle situazioni e dei toni da tragedia. Ma la forza di tutto l'impianto drammatico sta proprio nel coraggio e negli ideali dei giovani personaggi, che si battono per la libertà del genere umano, senza alcuna altra distinzione. Particolare la scelta dei loro nomi, ideati per dare proprio il senso della diversa provenienza, con qualche eco biblica. Si chiamano Eren Jaeger, Mikasa e Levi Ackermann, Armin Arelet, Keith Shadis, Christa Lens, Jean Kirschtein. E chissà cosa rappresentano quei giganti: forse la paura del futuro, o l'educazione giapponese che vuole contenere le emozioni, o il desiderio disperato di conoscenza, o forse tutto questo insieme. Di questa serie in Giappone si attende per la prossima estate anche un film dal vero (con i giganti animati, ovviamente, con il computer).
Il 23 e 24 giugno tocca invece a Mobile Suit Gundam - The Origin I. In questo caso non del montaggio di una serie tv si tratta ma di una produzione realizzata per l'home video, sfruttata anche in Giappone per speciali eventi su grande schermo e diretta da Yoshikazu Yasuhiko (insieme a Takashi Imanishi) adattando un suo manga. Yasuhiko è un veterano del fumetto e dell'animazione giapponese, colui che ha disegnato i personaggi della celeberrima serie del 1979 intitolata Mobile Suite Gundam e giunta in Italia (su Telemontecarlo) l'anno successivo. Ideata da Yoshiyuki Tomino, Gundam ha rivisitato il mito dei robot, inserendolo all'interno di un sistema tecnologico e filosofico, in cui si discute sul senso della pace e della guerra, sull'assurdità della sopraffazione, sulla necessità di trovare un luogo d'incontro tra punti di vista differenti. Tali problemi vengono riproposti in questo film che racconta le origini della serie, con attentati e scontri di potere visti dagli occhi di due giovanissimi protagonisti (Casval Rem Deikun e la sua sorellina Artesia) che in un futuro chissà quanto lontano vivono su un altro pianeta: la terra, troppo inquinata, è già stata abbandonata.
[[ge:rep-locali:repubblica:114191172]]
Infine il 7 e l'8 luglio sarà al cinema Ghost in the Shell Arise - Parte II, e anche in questo caso si tratta di una spettacolare produzione nata per l'home video. Qui tutto parte da un manga del 1989 di Masamune Shirow adattato nel 1995 per il cinema da Mamoru Oshii, uno dei più grandi registi giapponesi che per la prima volta integrò l'animazione tradizionale con quella al computer. Ghost in the Shell è diventato un film cult, omaggiato apertamente in Matrix. La serie è ambientata in un futuro prossimo dopo la fine della Quarta Guerra Mondiale, in cui il mondo è totalmente informatizzato e tutti gli uomini hanno impianti cibernetici a meno che non siano dei completi robot. In questo sequel l'organizzazione antiterroristica "Sezione 9" e in particolare la sua agente Motoko Kusanagi deve indagare sulla morte del tenente colonnello Mamuro, che pare sia stato ucciso durante un tentativo di rapina. Ma la faccenda, naturalmente, è molto più complessa.
L'attacco dei giganti è ambientato in una sorta di Medioevo alternativo in cui l'umanità è già stata decimata dalla violenza di umanoidi enormi e mostruosi (i giganti, appunto). I superstiti sono costretti a vivere protetti da enormi mura su cui pesa continuamente la minaccia dei titani, che mangiano gli uomini. Se gli adulti sono ormai assuefatti al pericolo, tanto che si rifiutano persino di nominarlo e giudicano pazzo chi vuole esplorare il mondo esterno, i giovani protagonisti vogliono ribellarsi a questo stato di cose. Tra loro Eren, quindicenne che ha visto sua madre mangiata e uccisa da un gigante. Il film, diretto da Tetsuro Araki è un montaggio dei primi tredici episodi della serie televisiva (il primo episodio introduttivo è integrale a inizio film) realizzati con una tecnica spettacolare, perfettamente in linea con il tipico stile classico dell'anime giapponese (non mancano i personaggi con la goccia di sudore immobile sul viso). Montando i momenti più emozionanti dei diversi episodi, le situazioni tragiche si ripetono ciclicamente, e il pericolo sta proprio nella reiterazione delle situazioni e dei toni da tragedia. Ma la forza di tutto l'impianto drammatico sta proprio nel coraggio e negli ideali dei giovani personaggi, che si battono per la libertà del genere umano, senza alcuna altra distinzione. Particolare la scelta dei loro nomi, ideati per dare proprio il senso della diversa provenienza, con qualche eco biblica. Si chiamano Eren Jaeger, Mikasa e Levi Ackermann, Armin Arelet, Keith Shadis, Christa Lens, Jean Kirschtein. E chissà cosa rappresentano quei giganti: forse la paura del futuro, o l'educazione giapponese che vuole contenere le emozioni, o il desiderio disperato di conoscenza, o forse tutto questo insieme. Di questa serie in Giappone si attende per la prossima estate anche un film dal vero (con i giganti animati, ovviamente, con il computer).
Il 23 e 24 giugno tocca invece a Mobile Suit Gundam - The Origin I. In questo caso non del montaggio di una serie tv si tratta ma di una produzione realizzata per l'home video, sfruttata anche in Giappone per speciali eventi su grande schermo e diretta da Yoshikazu Yasuhiko (insieme a Takashi Imanishi) adattando un suo manga. Yasuhiko è un veterano del fumetto e dell'animazione giapponese, colui che ha disegnato i personaggi della celeberrima serie del 1979 intitolata Mobile Suite Gundam e giunta in Italia (su Telemontecarlo) l'anno successivo. Ideata da Yoshiyuki Tomino, Gundam ha rivisitato il mito dei robot, inserendolo all'interno di un sistema tecnologico e filosofico, in cui si discute sul senso della pace e della guerra, sull'assurdità della sopraffazione, sulla necessità di trovare un luogo d'incontro tra punti di vista differenti. Tali problemi vengono riproposti in questo film che racconta le origini della serie, con attentati e scontri di potere visti dagli occhi di due giovanissimi protagonisti (Casval Rem Deikun e la sua sorellina Artesia) che in un futuro chissà quanto lontano vivono su un altro pianeta: la terra, troppo inquinata, è già stata abbandonata.
[[ge:rep-locali:repubblica:114191172]]
Infine il 7 e l'8 luglio sarà al cinema Ghost in the Shell Arise - Parte II, e anche in questo caso si tratta di una spettacolare produzione nata per l'home video. Qui tutto parte da un manga del 1989 di Masamune Shirow adattato nel 1995 per il cinema da Mamoru Oshii, uno dei più grandi registi giapponesi che per la prima volta integrò l'animazione tradizionale con quella al computer. Ghost in the Shell è diventato un film cult, omaggiato apertamente in Matrix. La serie è ambientata in un futuro prossimo dopo la fine della Quarta Guerra Mondiale, in cui il mondo è totalmente informatizzato e tutti gli uomini hanno impianti cibernetici a meno che non siano dei completi robot. In questo sequel l'organizzazione antiterroristica "Sezione 9" e in particolare la sua agente Motoko Kusanagi deve indagare sulla morte del tenente colonnello Mamuro, che pare sia stato ucciso durante un tentativo di rapina. Ma la faccenda, naturalmente, è molto più complessa.