'Hullabaloo', gli animatori Disney che vogliono salvare il 2D
Corinna Spirito
La Walt Disney Company ha smesso di produrre cartoni animati in 2D, ma non tutti gli artisti si sono arresi. E fuori dai grandi studi si produce 'Hullabaloo' grazie al crowdfunding
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ERA il 2013 quando i Walt Disney Animation Studios decisero di porre fine a un'epoca: "Non produrremo più lungometraggi in 2D", aveva annunciato Bob Iger, amministratore delegato della società. Eppure l'ultimo prodotto in animazione tradizionale era stato molto apprezzato dal pubblico: La principessa e il ranocchio, nel 2009, incassò 260 milioni di dollari contro i 50 milioni spesi per produrlo. Un risultato ottimo, ma ovviamente ben distante dagli incassi dei cartoon in 3D: oltre 590 milioni per Rapunzel – L'intreccio della torre nel 2010 e più di 1 miliardo e 270 milioni per Frozen – Il regno di ghiaccio. Una scelta, dunque, quella di dire addio alla tecnica storica per l'azienda, che ha una motivazione puramente economica che non ha convinto tutti.
Hullabaloo, i personaggi 2D del progetto crowdfunding
Dalla protagonista Veronica a The Cheshire Cat: tutti i personaggi di "Hullabaloo", progetto indipendente animato in 2d da artisti Disney, Pixar e Dreamworks e finanziato dal crowfunding / LEGGI L'ARTICOLO
Alcuni animatori hanno deciso di allontanarsi dalla Disney per lavorare a dei progetti originali. Il lavoro più ambizioso si chiamaHullabaloo e ha per protagonista Veronica Daring, una brillante giovane scienziata che indaga sulla scomparsa di suo padre. Si tratta di una sorta di webserie che adotta lo stile fantascientifico steampunk – che introduce una tecnologia anacronistica all'interno di un'ambientazione ottocentesca - e che ha riunito tantissimi artisti che credono ancora nel 2D. A cominciare da James Lopez, ideatore e co-sceneggiatore del progetto: "Dopo l’uscita de La principessa e il ranocchio, volevo continuare a lavorare a un film animato a mano. Aspettavo che venisse annunciata la produzione di un nuovo lungometraggio - ha dichiarato James Lopez - ma stavo diventando insofferente a forza di aspettare e così invece di continuare ad attendere che qualcuno mi offrisse un’opportunità, ho deciso di crearmi quell’opportunità da me. Sapevo che anche altri provavano le stesse cose, così mi sono buttato".
Hullabaloo, il trailer del progetto animato in 2d
Lopez concepisce l’idea di Hullabaloo e la espone ad alcuni ex colleghi sperando di convincerli a unirsi al progetto: manda loro email, mostra qualche schizzo, va personalmente di casa in casa. Si sparge la voce, alcuni animatori lo contattano, interessati a lavorare con lui. La maggior parte provengono dai più grandi studi d’animazione americana: Disney, Pixar, Dreamworks. Tra loro Bruce Smith, supervising animator per successi come Tarzan e Le follie dell’imperatore; i veterani Disney Rick Farmiloe, che ha lavorato a premi Oscar come La sirenetta, Aladdin e La bella e la bestia, e Sandro Cluezo, nel team di La principessa e il ranocchio e Come d’incanto. Ognuno di loro lavorava da casa, contattava gli altri per telefono, email o Skype e poi il team si incontrava periodicamente in un ristorante o in un bar per confrontarsi. Un modo di lavorare completamente diverso da quello che tutti avevano sperimentato nei grandi studi, che però ha consentito di rispettare i tempi previsti.
L'amore per l'arte li ha spinti a impegnarsi e a non mollare nonostante le difficoltà. "Non abbiamo mai ricevuto una spiegazione sul perché la Disney abbia scelto di smettere di produrre film in 2D. Ciò che è più frustrante – spiega James Lopez – è che la decisione viene da una società di intrattenimento di grande successo e non ha alcun senso né dal punto di vista creativo né da quello economico. Credo che il 2D abbia il potenziale per guadagnare tanto quanto un cartone animato in digitale. La questione è trovare ‘la storia giusta’. Dire che il 2D sarebbe limitato a un certo tipo di storie dimostra una grande mancanza di creatività. Ogni storia può essere raccontata con qualsiasi medium e dimostrare la stessa efficacia”.
Un pensiero condiviso da moltissimi fan dell’animazione in tutto il mondo. È il giugno del 2015 quando la produzione di Hullabaloo apre una campagna su Indiegogo presentando il proprio progetto e chiedendo denaro per finanziarlo. Pongono come obiettivo 80mila dollari ma hanno raccolto una somma quasi 6 volte superiore: 470.726 dollari. Nel frattempo gli autori decidono di dividere la storia di Veronica Daring in episodi: i primi due saranno pronti per fine anno, mentre il terzo e il quarto arriveranno nella primavera del 2017. “In un primo momento li renderemo disponibili soltanto per coloro che hanno partecipato al crowdfunding, poi cominceremo a mostrarli ai festival se ce ne sarà data la possibilità”, dichiara il regista, ricordando che l'animazione tradizionale richiede tempo. "Per un secondo di animazione sono necessari almeno 25 disegni, tutti realizzati a mano". Lopez ha lavorato ad alcuni dei più importanti cartoon degli anni ’90 (è sua la matita dietro Timon, il personaggio cult de Il re leone; di Wiggins in Pocahontas; di Pena in Hercules e di Tipo ne Le follie dell’imperatore) eppure quando dice di voler salvare l'animazione a mano sembra Davide che sfida Golia. Le grandi case di produzione hanno abbandonato questa tecnica da tempo e persino il simbolo della Walt Disney Company, Topolino, ha adottato un look digitale per restare al passo con i tempi.
Hullabaloo, i personaggi del progetto degli ex animatori Disney
Ma siamo certi che i bambini preferiscano la Cgi all'animazione classica? "Una volta qualcuno mostrò a Walt Disney il bozzetto di un'attrazione di Disneyland e lui disse: ‘È davvero difficile scegliere tra una sola opzione’. Ecco io credo che insinuare che i bambini possano preferire il digitale rispetto al 2d – spiega Lopez – supporti questa affermazione: se non viene loro offerta un’alternativa, come possono scegliere?". "Ci sono molte componenti – continua - che contribuiscono all'appeal di un prodotto: la storia, l’estetica, ma anche il marketing”.
D’altronde, alla veneranda età di 79 anni Biancaneve e i sette nani continua a essere un film apprezzato da tutte le generazioni. Nonostante la sua animazione sia completamente diversa da quella dei moderni Minions o Frozen – Il regno di ghiaccio, i genitori non smettono di acquistare ai figli la nuova versione in Dvd o Blu-ray del cartone e Brontolo e Cucciolo restano alcuni dei personaggi più gettonati su t-shirt, borse e prodotti di cartoleria. Lo studio Ghibli, in Giappone, non ha mai abbandonato il 2D e i suoi film sono sempre molto apprezzati dal pubblico e dalla critica (anche l’ultima pellicola, Quando c’era Marnie ha ricevuto la candidatura agli Oscar 2016). "Hollywood vuole mandare il messaggio che gli spettatori non desiderano più film in 2D - dice Lopez – ma la mia speranza è che il successo di Hullabaloo in termini di budget raggiunto e del numero di persone che ha voluto contribuire al progetto possa essere di ispirazione per le persone che vogliono continuare a produrre cartoni animati a mano di alta qualità. Il futuro del 2D dipende dalla nostra generazione: solo se noi continueremo a usarla, questa tecnica non sarà abbandonata dai futuri filmmaker".
Il rischio è quello di dover dire addio per sempre a vere e proprie opere d’arte come i fondali di Eyvind Earle ne La bella addormentata nel bosco o al tratto unico e personale di Glen Keane, autore di personaggi iconici come la Bestia de La Bella e la Bestia e Ariel ne La sirenetta, film considerati i migliori nella storia dell’animazione. Non per niente gli anni ’90, sono definiti il Rinascimento Disney, l’epoca d’oro sia per le storie rappresentate che per la tecnica, che raggiunse i massimi livelli. James Lopez non vuole che tutto ciò sia buttato via. Oggi la tecnologia fa di tutto per cercare di conferire ai lavori in digitale l’effetto e la freschezza dei disegni a mano: pensiamo all'acclamato cortometraggio premio Oscar Paperman, realizzato in tecnica mista, o al corto che a settembre accompagnerà Alla ricerca di Dory nelle sale, Piper, in cui gli animatori hanno posizionato uno per uno tutti i granelli di sabbia della spiaggia perché il computer non lo facesse in automatico, eliminando il realismo. Ma perché imitare l'animazione tradizionale e non tornare a usarla? Secondo James Lopez non esiste una risposta convincente a questa domanda e con il suo lavoro vuole gridarlo agli spettatori. "Il 2D è un'arte. E l'arte è un linguaggio comune che unisce il mondo. Perdere il 2D – dice Lopez – significherebbe perdere un linguaggio. Perché la nostra cultura possa crescere, le persone devono essere ispirate. E il 2D è una forma di espressione artistica che infonde ispirazione".