L'Italia alla Berlinale ha l'eleganza di Milena Canonero, la grinta di Alessandro Borghi, l'ambizione di Luca Guadagnino. Il festival tedesco è stato spesso severo nel selezionare gli italiani, anche se poi quando lo fa – è successo l'anno scorso con Fuocoammare - ci sono risultati sorprendenti, come l'Orso d'oro da cui è iniziato il viaggio mondiale del film di Gianfranco Rosi, adesso in corsa per l'Oscar.
Quest'anno si sperava nella presenza, magari in concorso, di Gianni Amelio, Ferzan Ozpetek o dei più giovani Fabio Mollo e Laura Bispuri, che presentano i loro film al mercato. Ma il nostro paese è presente, sparso tra le sezioni: c'è l'Orso alla carriera tributato alla schiva, magnifica Milena Canonero. La dama da quattro Oscar e nove candidature coltiva l'ambizione di debuttare alla regia, dopo un corto pubblicitario molto bello girato a Roma. Il progetto è un film sul suo maestro e amico Piero Tosi che rifiutò Barry Lyndon di Kubrick, non volendo stare lontano da casa troppo tempo, e le consegnò così una carriera internazionale.
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Quest'anno si sperava nella presenza, magari in concorso, di Gianni Amelio, Ferzan Ozpetek o dei più giovani Fabio Mollo e Laura Bispuri, che presentano i loro film al mercato. Ma il nostro paese è presente, sparso tra le sezioni: c'è l'Orso alla carriera tributato alla schiva, magnifica Milena Canonero. La dama da quattro Oscar e nove candidature coltiva l'ambizione di debuttare alla regia, dopo un corto pubblicitario molto bello girato a Roma. Il progetto è un film sul suo maestro e amico Piero Tosi che rifiutò Barry Lyndon di Kubrick, non volendo stare lontano da casa troppo tempo, e le consegnò così una carriera internazionale.
Call me by your name è il film che Luca Guadagnino porta nella sezione Panorama (in palio il premio tributato dal pubblico) già passato con grande successo al Sundance Film Festival. Il regista ha scritto la sceneggiatura insieme a James Ivory (che produce), la storia è un adattamento del romanzo Chiamami col tuo nome di André Aciman. Racconta il rapporto d'amore, ambientato nel 1988, tra il giovane Elio, musicista e l'americano Oliver, interpretati da Armie Hammer e Timothée Chalamet.
Alessandro Borghi arriva in veste di Shooting star, è uno dei giovani attori emergenti chiamato alla ribalta qui a Berlino, a incontrare registi e produttori europei per future collaborazioni. Intanto ha appena girato Fortunata, il nuovo film di Sergio Castellitto. Gabriele Mainetti invece viene premiato sabato da Variety per il successo imperituro di Lo chiamavano Jeeg Robot, che sta iniziando il suo viaggio nel mondo.
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Alla Berlinale 67 c'è anche l'Alto Adige Film Commission per il sostegno dato al film Amelie rennt di Tobias Wiemann, in concorso nella sezione Generation Kplus, che ospita opere legate al mondo dei bambini e dei ragazzi. Il film è co-prodotto dall'italiana Helios sustainable film di Bolzano, racconta il magico incontro tra una ragazzina di città e un giovane di montagna, interpretati da Mia Kasalo e dall'altoatesino Samuel Girardi.
