Spettacoli

LA CRITICA

"A bigger splash", sensualità e allusioni a bordo piscina

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La rock star britannica Marianne, afona per via di un'operazione alla gola (ma un po' ci marcia per gustarsi questo tempo sospeso), con il suo compagno fotografo in splendido isolamento presso una villa con piscina a Pantelleria, vengono interrotti dal rumoroso arrivo di Harry con sua figlia Penelope. Harry è l'ex produttore discografico ed ex amante di Marianne.

E' il remake di La piscina (1969) di Jacques Deray con, nei rispettivi ruoli (tre su quattro stessi nomi, mestieri e ambientazione diversi): Romy Schneider, Alain Delon, Maurice Ronet e Jane Birkin. Il film è diviso in due. La prima zona, potente, è tutto un gioco di sensualità, allusione, desiderio, provocazione erotica. Poi, quando si complicano le relazioni tra i personaggi per via delle gelosie incrociate cui prende parte anche la lolita Penelope, la storia si tinge di thriller e s'indebolisce.

Luca Guadagnino conferma efficacemente il sodalizio artistico con la carismatica Tilda Swinton (Harry è Ralph Fiennes, dal sovreccitato vitalismo). E, come il modello di riferimento suonò controcorrente in quella stagione di richiami ideologici, così Guadagnino si conferma voce a sé nel nostro cinema.  

A BIGGER SPLASH
Regia di Luca Guadagnino. Con Ralph Fiennes, Tilda Swinton, Dakota Johnson
OOO 1/2