'Quello che non uccide', al cinema il quarto capitolo della saga 'Millennium'
I primi tre romanzi, pubblicati dopo l'improvvisa morte del giornalista e scrittore svedese, scomparso nel 2004 all'età di 50 anni, hanno venduto decine di milioni di copie in 50 Paesi. In Italia sono usciti nel 2007 con Marsilio, in seguito anche nella versione audiolibro pubblicati da Emons e letti con infinita pazienza da Claudio Santamaria - ogni volume conta tra le 600 e le 800 pagine - che avrà preso anche lezione di svedese per adeguarsi ai nomi e ai luoghi in cui sono ambientate le vicende.
La parola agli attori. Claudio Santamaria legge ''Uomini che odiano le donne'' di Stieg Larsson
Un successo inaspettato da cui è scaturita una prima fedele trasposizione cinematografica svedese con Noomi Rapace nel ruolo della hacker dal passato devastato e Michael Nyqvist (scomparso lo scorso anno a 56 anni) in quelli del giornalista e direttore della rivista Millennium da cui prende il nome l'intera saga. Uomini che odiano le donne (2009) di Niels Arden Oplev, La ragazza che giocava con il fuoco (2009) e La regina dei castelli di carta (2010) diretti da Daniel Alfredson, sono poi diventati una miniserie tv e continuano ad andare in onda in questo formato, con quasi due ore di scene aggiunte. Nel 2011 è stata la volta di Millennium - Uomini che odiano le donne (The girl with the dragon tattoo), il remake Usa del primo romanzo di Larsson diretto da David Fincher e interpretato da Daniel Craig e Rooney Mara.
Addio a Michael Nyqvist, il Mikael Blomkvist della trilogia Millenium
A distanza di sette anni arriva in sala dal 31 ottobre Quello che non uccide, traduzione letterale dal titolo svedese del libro preso da una citazione di Nietsche ("Quello che non uccide fortifica") e che invece nella versione inglese è The girl in the spider's web. La Sony, che detiene i diritti dell'intera saga, ha saltato il secondo e terzo capitolo passando direttamente alla trasposizione del primo romanzo di Lagercrantz e lo annuncia come sequel del film del 2011, pur avendo cambiato cast e regia. Il nuovo film è diretto da Fede Alvarez e accanto a Claire Foy c'è Sverrir Gudnason nei panni di Blomkvist. La sceneggiatura è firmata da Steven Knight, Fede Alvarez e Jay Basu.
Claire Foy sarà la nuova Lisbeth Salander, da Elisabetta II all'hacker di Stieg Larsson
Faranno probabilmente un po' fatica i suoi fan ad immaginarla con tute di pelle, tatuaggi e piercing eppure Claire Foy è la nuova Lisbeth Salander, l'hacker nata dalla penna di Stieg Larsson nella trilogia di 'Millennium'. Dopo Noomi Rapace e Rooney Mara sarà dunque la trentatreenne attrice inglese (recentemente nominata migliore artista britannica dell'anno) a portare avanti il testimone nel film 'The Girl in the Spider's Web', che è l'adattamento del libro che continua la saga non è più firmato da Larsson bensì dallo scrittore svedese David Lagercrantz. Foy, che deve la sua popolarità a serie tv in costume come 'The Crown' in cui è Elisabetta II (ha già vinto un Golden Globe e questa notte potrebbe aggiudicarsi anche l'Emmy) e come 'Wolf Hall' in cui era Anna Bolena, sarà nelle sale quest'anno nel film da regista di Andy Serkis 'Breathe', che racconta la storia (vera) di una coppia che non si arrende alla malattia del marito, avvocato costretto a respirare con un ventilatore meccanico, e compie una battaglia per i diritti dei disabili. L'attrice interpreta la moglie di Robert Cavendish, Diana, e sarà ancora una volta in abiti anni Cinquanta. Vedremo come se la caverà invece a cavallo di una motocicletta piuttosto che del purosangue della regina.
La trama, particolarmente intricata, prende avvio in una notte di bufera autunnale quando Mikael Blomkvist, in cerca di validi reportage per risollevare le sorti della rivista, riceve la telefonata di Frans Balder, un'autorità mondiale nel campo dell'intelligenza artificiale, che gli chiede di incontrarlo per rilasciare importati dichiarazioni. Balder è appena rientrato in Svezia per dedicare più tempo a suo figlio August, un bimbo autistico che scopre essere un 'savant' con una memoria fotografica in grado di creare incredibili disegni. Blomkvist non fa in tempo a raggiungerlo: al suo arrivo Balder è morto, ucciso da un killer sotto gli occhi del figlio. Il delitto riavvicina il giornalista a Lisbeth, e da qui parte un intreccio complicatissimo in giro per il mondo e che coinvolge anche il servizio segreto americano Nsa che si occupa della sicurezza nazionale.
Quello che non uccide è uscito a undici anni dalla morte di Larsson ed è stato accolto con molto scetticismo dai fan della trilogia, che non avevano già gradito il remake americano del primo capitolo della trilogia. L'autore, David Lagercrantz, è un giornalista e scrittore svedese, co-autore della fortunata biografia del calciatore Zlatan Ibrahimovic. L'incarico di portare avanti la saga di Millennium gli è stata affidata dalla casa editrice Norstedts, ma non è chiaro se abbia usato i preziosi appunti lasciati da Larsson, al centro di una complicata disputa ereditaria. Di sicuro Lagercrantz non ha avuto il sostegno di Eva Gabrielsson, compagna storica dello scrittore, che si è detta "sorpresa" e ha definito "spiacevole questo tentativo di speculare su Stieg" dichiarandosi contraria alla scelta dell'editore che, secondo lei, non ha il diritto di continuare la trilogia. Il libro è stato comunque pubblicato in oltre 40 Paesi con il sottotitolo Millenium 4 in copertina, vendendo cinque milioni di copie, tanto che lo scorso settembre Lagercrantz ha portato avanti la sua opera con L'uomo che inseguiva la sua ombra (2017), anche questo uscito con il sottotitolo Millennium 5.
La compagna di Larsson: ''Non ci sarà Millennium 4''
Nel quinto capitolo Lisbeth diventa sempre più protagonista, fin quasi a rubare la scena a Blomkvist. "Credo che Lisbeth fosse Sherlock e Blomkvist il suo Watson - ha detto Lagercrantz a Repubblica all'uscita del nuovo romanzo - ma è stato subito chiaro a tutti che è il personaggio di Lisbeth ad aver affascinato lettori in tutto il mondo. Nonostante le sue peculiarità, Mikael Blomkvist rimane una sorta di eroe convenzionale, mentre Lisbeth era qualcosa di completamente nuovo, che ha cambiato il genere. Un personaggio in antitesi con la figura della principessa che aspetta nella torre un cavaliere che la salvi". E tutto fa pensare che ci sarà anche un Millennium 6, almeno in base alle dichiarazioni dell'autore: "Sono sicuro che diventerà come James Bond - ha aggiunto - solo più moderna, contemporanea. E come tutti i grandi eroi e le grandi eroine, sarà capace di non rinnegare se stessa, di rimanere coerente con quello che è stata, mentre cresce, e cambia. Proprio per questo mi piace pensare che ci siano molte attrici che potrebbero impersonarla, così come è stato, per esempio, con Amleto".