Spettacoli

CINEMA

'Millennium 4', arriva il film: Claire Foy è la nuova Lisbeth Salander

A ottobre in sala 'Quello che non uccide', tratto dal romanzo di David Lagercrantz che ha preso in eredità i personaggi della trilogia creata da Stieg Larsson

3 minuti di lettura
Piercing, tatuaggi, look dark, piglio strafottente e nessun tipo di scrupolo contro "gli uomini che odiano le donne". Lisbeth Salander è tornata e questa volta ha il volto della regina Elisabetta. Poteva sembrare una scelta azzardata affidare all'attrice inglese il ruolo di una delle antieroina più amate degli ultimi anni, ma da quel che si vede da queste prime immagini che Repubblica.it presenta in anteprima l'obiettivo è stato raggiunto. Si intitola Quello che non uccide ma per tutti quelli che hanno letto il libro di David Lagercrantz è semplicemente Millennium 4, l'attesissimo seguito della trilogia creata da Stieg Larsson. Un romanzo che presto arriverà al cinema, con la terza Lisbeth Salander del grande schermo, ruolo affidato all'attrice britannica Claire Foy, protagonista della serie The Crown.

'Quello che non uccide', al cinema il quarto capitolo della saga 'Millennium'


I primi tre romanzi, pubblicati dopo l'improvvisa morte del giornalista e scrittore svedese, scomparso nel 2004 all'età di 50 anni, hanno venduto decine di milioni di copie in 50 Paesi. In Italia sono usciti nel 2007 con Marsilio, in seguito anche nella versione audiolibro pubblicati da Emons e letti con infinita pazienza da Claudio Santamaria - ogni volume conta tra le 600 e le 800 pagine - che avrà preso anche lezione di svedese per adeguarsi ai nomi e ai luoghi in cui sono ambientate le vicende.

La parola agli attori. Claudio Santamaria legge ''Uomini che odiano le donne'' di Stieg Larsson


Un successo inaspettato da cui è scaturita una prima fedele trasposizione cinematografica svedese con Noomi Rapace nel ruolo della hacker dal passato devastato e Michael Nyqvist (scomparso lo scorso anno a 56 anni) in quelli del giornalista e direttore della rivista Millennium da cui prende il nome l'intera saga. Uomini che odiano le donne (2009) di Niels Arden Oplev, La ragazza che giocava con il fuoco (2009) e La regina dei castelli di carta (2010) diretti da Daniel Alfredson, sono poi diventati una miniserie tv e continuano ad andare in onda in questo formato, con quasi due ore di scene aggiunte. Nel 2011 è stata la volta di Millennium - Uomini che odiano le donne (The girl with the dragon tattoo), il remake Usa del primo romanzo di Larsson diretto da David Fincher e interpretato da Daniel Craig e Rooney Mara.

Addio a Michael Nyqvist, il Mikael Blomkvist della trilogia Millenium


A distanza di sette anni arriva in sala dal 31 ottobre Quello che non uccide, traduzione letterale dal titolo svedese del libro preso da una citazione di Nietsche ("Quello che non uccide fortifica") e che invece nella versione inglese è The girl in the spider's web. La Sony, che detiene i diritti dell'intera saga, ha saltato il secondo e terzo capitolo passando direttamente alla trasposizione del primo romanzo di Lagercrantz e lo annuncia come sequel del film del 2011, pur avendo cambiato cast e regia. Il nuovo film è diretto da Fede Alvarez e accanto a Claire Foy c'è Sverrir Gudnason nei panni di Blomkvist. La sceneggiatura è firmata da Steven Knight, Fede Alvarez e Jay Basu.


La trama, particolarmente intricata, prende avvio in una notte di bufera autunnale quando Mikael Blomkvist, in cerca di validi reportage per risollevare le sorti della rivista, riceve la telefonata di Frans Balder, un'autorità mondiale nel campo dell'intelligenza artificiale, che gli chiede di incontrarlo per rilasciare importati dichiarazioni. Balder è appena rientrato in Svezia per dedicare più tempo a suo figlio August, un bimbo autistico che scopre essere un 'savant' con una memoria fotografica in grado di creare incredibili disegni. Blomkvist non fa in tempo a raggiungerlo: al suo arrivo Balder è morto, ucciso da un killer sotto gli occhi del figlio. Il delitto riavvicina il giornalista a Lisbeth, e da qui parte un intreccio complicatissimo in giro per il mondo e che coinvolge anche il servizio segreto americano Nsa che si occupa della sicurezza nazionale.  

Quello che non uccide è uscito a undici anni dalla morte di Larsson ed è stato accolto con molto scetticismo dai fan della trilogia, che non avevano già gradito il remake americano del primo capitolo della trilogia. L'autore, David Lagercrantz, è un giornalista e scrittore svedese, co-autore della fortunata biografia del calciatore Zlatan Ibrahimovic. L'incarico di portare avanti la saga di Millennium gli è stata affidata dalla casa editrice Norstedts, ma non è chiaro se abbia usato i preziosi appunti lasciati da Larsson, al centro di una complicata disputa ereditaria. Di sicuro Lagercrantz non ha avuto il sostegno di Eva Gabrielsson, compagna storica dello scrittore, che si è detta "sorpresa" e ha definito "spiacevole questo tentativo di speculare su Stieg" dichiarandosi contraria alla scelta dell'editore che, secondo lei, non ha il diritto di continuare la trilogia. Il libro è stato comunque pubblicato in oltre 40 Paesi con il sottotitolo Millenium 4 in copertina, vendendo cinque milioni di copie, tanto che lo scorso settembre Lagercrantz ha portato avanti la sua opera con L'uomo che inseguiva la sua ombra (2017), anche questo uscito con il sottotitolo Millennium 5.

La compagna di Larsson: ''Non ci sarà Millennium 4''


Nel quinto capitolo Lisbeth diventa sempre più protagonista, fin quasi a rubare la scena a Blomkvist. "Credo che Lisbeth fosse Sherlock e Blomkvist il suo Watson - ha detto Lagercrantz a Repubblica all'uscita del nuovo romanzo - ma è stato subito chiaro a tutti che è il personaggio di Lisbeth ad aver affascinato lettori in tutto il mondo. Nonostante le sue peculiarità, Mikael Blomkvist rimane una sorta di eroe convenzionale, mentre Lisbeth era qualcosa di completamente nuovo, che ha cambiato il genere. Un personaggio in antitesi con la figura della principessa che aspetta nella torre un cavaliere che la salvi". E tutto fa pensare che ci sarà anche un Millennium 6, almeno in base alle dichiarazioni dell'autore: "Sono sicuro che diventerà come James Bond - ha aggiunto -  solo più moderna, contemporanea. E come tutti i grandi eroi e le grandi eroine, sarà capace di non rinnegare se stessa, di rimanere coerente con quello che è stata, mentre cresce, e cambia. Proprio per questo mi piace pensare che ci siano molte attrici che potrebbero impersonarla, così come è stato, per esempio, con Amleto".