'Il Re Leone', Jon Favreau e la nuova avventura iperrealista di Simba
Roberto Nepoti
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Bentornati nel cerchio della vita. L’intreccio è lo stesso, a suo tempo definito “shakespeariano”, del celebre cartoon di venticinque anni fa: la savana festeggia la nascita del leoncino Simba, erede del maestoso re Mufasa; ma lo zio fellone Scar cospira per impadronirsi del trono; che Simba riconquisterà, dopo aver seguito gli insegnamenti dei suoi nuovi amici Timon e Pumbaa. Più qualche aggiunta per allungare il metraggio, che da 90 minuti scarsi passa a quasi due ore. La Disney ha affidato la regia della nuova versione a Jon Favreau, già autore del remake 'live' del Libro della giungla; e questi ha realizzato un mix di inquadrature reali e Computer Generated Imagery piuttosto impressionante.
'Il re leone', il nuovo trailer - "Devi prendere il tuo posto nel cerchio della vita"
Tutto sembra funzionare a meraviglia: sia per gli adulti, i quali ritrovano le scene famigliari del cartoon accompagnate dalle canzoni di Elton John (Can You Feel the Love Tonight, Circle of Life) o la divertente Hakuna Matata, sia per i piccoli, che amano i personaggi buffi e la parabola di passaggio dalla condizione di cucciolo all’età adulta. Le cose vanno altrettanto bene al box-office; e lo dimostra il fatto che, superati da pochi giorni i profitti di Frozen, il nuovo Re Leone è il film d’animazione col più alto incasso di tutti i tempi. Però l’iperrealismo ha un prezzo: fa perdere l’aura fiabesca dell’originale, rinunciando alla stilizzazione che era il marchio di fabbrica della Disney.
Facciamo due esempi complementari. L’antropomorfismo integrale del disegno animato, dove i leoni aggrottavano le sopracciglia, sorridevano o storcevano la bocca, era irriproducibile con fiere così realistiche. Al contrario, mentre nel cartoon la cosa non sorprendeva più di tanto, qui le parole messe in bocca a felini & C. hanno un effetto straniante: come se, di punto in bianco, gli animali di un documentario del National Geographic cominciassero a parlare.
Il Re Leone
Regia di Jon Favreau
Tre stelle e mezza