Spettacoli

James Bond, da McCartney a Billie Eilish gli artisti con licenza di cantare per 007

Dal tema per eccellenza, composto da Monty Norman nel 1962 per 'Licenza di uccidere', ogni film della saga ha avuto il suo brano, da Shirley Bassey a Duran Duran e Adele

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C'è un momento molto interessante e divertente durante una delle puntate di McCartney 3,2,1 (la serie on line su Disney+ in cui Paul McCartney, chiacchierando con il superproduttore Rick Rubin racconta di sé, svela i suoi segreti compositivi e in studio) in cui Sir Paul spiega come e perché ha scritto Live and let die, la canzone che nel 1973 fece parte della colonna sonora dell'omonimo film di 007 (Vivi e lascia morire in italiano), smontandola e rieseguendola da solo al pianoforte. È uno dei brani "caposaldo" del suo repertorio dal vivo, quello in cui "Macca" si lascia andare addirittura, tanto per tenere alto l'entusiasmo, ad accendere sul palco dei fuochi d'artificio accompagnati da delle esplosioni, ed è un brano al quale è particolarmente legato perché segna uno dei punti più alti della sua collaborazione con George Martin.

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McCartney è solo uno dei tanti grandi e grandissimi della musica pop ad aver scritto e cantato canzoni per James Bond e le sue avventure cinematografiche, l'ultima, quella di quest'anno, è addirittura Billie Eilish, tanto per dire che l'agente al servizio di sua maestà è sempre "up to date", rinnova il suo panorama sonoro con grande attenzione e resta costantemente al passo con i tempi. Del resto lo ha fatto sempre, a partire dalla "theme song" per eccellenza, quella del primo film Licenza di uccidere (Dr. No, 1962), suonata dalla grande orchestra di John Barry e composta da Monty Norman, la musica che identifica (e lo farà per sempre, nei secoli dei secoli) le avventure di 007, con il classico riff di chitarra sullo sfondo dell'intreccio dei violini. Ma già all'epoca, nel 1962, il "sound" di Bond era all'altezza dei tempi, con il calypso di Byron Lee and The Dragonaires, una delle più leggendarie formazioni giamaicane dei tempi dello ska.

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Negli anni Bond è stato accompagnato dalle voci più famose della musica pop, da grandi personaggi rock, da stelle della soul music, i realizzatori delle colonne sonore non hanno badato a generi e stili, assecondando il passare delle mode per far si che l'agente 007 fosse sempre in un ambito sonoro adatto ai tempi, e che al suo servizio fossero solo grandi star. Alla corte di James Bond sono così passati Shirley Bassey, nel 1964, che ha cantato uno dei più grandi successi legati ai film dell'agente, quel Goldfinger che è stato poi interpretato negli anni da moltissime altre voci, e che ha ripetuto il successo anche con Diamonds are forever in Una cascata di diamanti nel 1971, ma anche Tom Jones (per Operazione tuono nel 1965), Lulu nel 1974 (L'uomo dalla pistola d'oro nel 1974) e Carly Simon (La spia che mi amava nel 1977).

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Alcune canzoni hanno avuto successo molto al di là del film, il più grande di tutti lo ha raccolto Louis Armstrong con All the time in the world nel 1969, canzone che peraltro era un tema secondario di Al servizio segreto di Sua Maestà, ma grandissima eco ebbe anche la performance dei Duran Duran nel 1985 per Bersaglio mobile, con A view to a kill. Meno fortunati sono stati Sheena Easton nel 1981, gli A-Ha nel 1987, o i Garbage nel 1989. Tra le superstar al servizio di 007 vanno ricordate Tina Turner con un pezzo scritto da Bono e The Edge nel 1995, Madonna nel 2002, Nancy Sinatra nel 1967 e Adele nel 2012, mentre sul fronte del rock vanno ricordati Chris Cornell nel 2006 e Jack White (con Alicia Keys) nel 2008. E per chiudere la lista ci sono ancora Sheryl Crow, Rita Coolidge, Sam Smith e Gladys Knight, che negli anni hanno prestato la loro voce ai temi di altri film di Bond, con alterni successi. Potremmo dire che essere nei film di Bond, al di là del successo delle canzoni, è quasi una certificazione della "stardom", se si arriva a poter cantare la "theme song" vuol dire che si è raggiunto un livello di successo e di popolarità largamente superiore alla media e che è difficile, per gli artisti che vengono coinvolti, poter rifiutare una simile offerta, persino se la canzone appare solo nei titoli di coda, come è accaduto ai Pretenders, a k.d. Lang e a Patti Labelle.