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Bruce Lee, arriva il biopic sul mito del dragone diretto da Ang Lee

Annunciato il film sulla vita dell'artista delle arti marziali, scomparso nel 1973, che sarà interpretato da Mason Lee, figlio del regista premio Oscar per 'I segreti di Brokeback Mountain' e 'Vita di Pi'
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Cinquant'anni dopo il suo film più famoso e alla vigilia dell'anniversario della sua morte improvvisa, avvenuta il 20 luglio 1973, finalmente il progetto di biopic di Bruce Lee prende corpo. Sono anni che la famiglia progetta il film definitivo sul mito del dragone e ora ci siamo: il premio Oscar Ang Lee dirige, Dan Futterman (già autore del biopic su Truman Capote e quello sui fratellli del wrestler, Foxcatcher) scrive la sceneggiatura, la Sony produce ed è Mason Lee, figlio trentadueenne del regista di I segreti di Brokeback Mountain, La tigre e il dragone, Vita di Pi, a interpretare la star. Una storia di immigrazione e riscatto, di sacrificio e successo, di grande dedizione a un genere il kung fu che grazie a lui è diventato popolare. L'uomo che combatte per i suoi ideali in tuta gialla, a cui Quentin Tarantino ha reso poi omaggio facendola indossare a Uma Thurman in Kill Bill.

'L'ultimo combattimento di Chen', Bruce Lee pos…

Cinquant'anni dopo il suo film più famoso e alla vigilia dell'anniversario della sua morte improvvisa, avvenuta il 20 luglio 1973, finalmente il progetto di biopic di Bruce Lee prende corpo. Sono anni che la famiglia progetta il film definitivo sul mito del dragone e ora ci siamo: il premio Oscar Ang Lee dirige, Dan Futterman (già autore del biopic su Truman Capote e quello sui fratellli del wrestler, Foxcatcher) scrive la sceneggiatura, la Sony produce ed è Mason Lee, figlio trentadueenne del regista di I segreti di Brokeback Mountain, La tigre e il dragone, Vita di Pi, a interpretare la star. Una storia di immigrazione e riscatto, di sacrificio e successo, di grande dedizione a un genere il kung fu che grazie a lui è diventato popolare. L'uomo che combatte per i suoi ideali in tuta gialla, a cui Quentin Tarantino ha reso poi omaggio facendola indossare a Uma Thurman in Kill Bill.

'L'ultimo combattimento di Chen', Bruce Lee postumo in tuta gialla

Bruce Lee, dragone: dominio e ambizione

Bruce Lee era nato nella Chinatown di San Francisco nell'anno del dragone, nel giorno del dragone e nell'ora del dragone. Nell'astrologia cinese i dragoni sono sinonimo di dominio e ambizione, il suo destino era chiaramente segnato. La sua carriera cinematografica si poggia in realtà su pochi titoli conosciuti al grande pubblico: dall'exploit Il furore della Cina colpisce al postumo L'ultimo combattimento di Chen, che nonostante fosse un film costruito a tavolino sulle poche scene già girate da Lee (morto prima della fine delle riprese) finì per diventare la fonte principali dell'iconografia del divo di Hong Kong grazie alla celeberrima tuta gialla celebrata infinite volte, una su tutte dalla Sposa di Tarantino. Pochi titoli conosciuti al pubblico americano ma una lunga lista di prove in Cina prima del successo americano. D'altronde che il destino cinematografico fosse scritto nelle stelle del piccolissimo Bruce (i cui nomi cinesi erano svariati e includevano anche Xiao Long, "piccolo drago") se ne è avuto segnale fin da subito. Il primo ruolo arrivò a soli tre mesi nel film cantonese Golden Gate Girl. Una volta tornata in Cina la famiglia (la nascita a San Francisco era dovuta alla tournée della compagnia di cui facevano parte padre e madre, cantanti dell'opera cantonese), Bruce cominciò a recitare in molti film grazie ai contatti del padre. Ma il giovanissimo Bruce era un tipo dal carattere focoso, gli accadeva spesso di scontrarsi con le gang locali e anche con la piccola criminalità. "Ero un punk, sempre in cerca di risse - raccontava nel 1967 alla rivista Black Belt - usavamo catene e penne con i coltelli dentro. Poi un giorno mi chiesi cosa sarebbe successo se non avessi avuto la mia gang dietro di me in caso di scontro".

Mason Lee accanto a Bruce Lee 

Il maestro Yip Man e l'allontanamento negli Stati Uniti

La scelta di avvicinarsi alle arti marziali a tredici anni, iscrivendosi alla prestigiosa scuola di Wing Chun sotto gli insegnamenti del Maestro Yip Man, rispondeva proprio alla necessità di sapersi difendere. Il carattere però rimase quello irruento e collerico tanto che nel 1959 il padre decise di rimandarlo negli Stati Uniti, a casa di un amico con solamente 100 dollari in tasca, perché la sua fama di violento e il suo scarso interesse per lo studio rovinavano la reputazione familiare. Trasferito a Seattle lavorò come cameriere e si diplomò al liceo tecnologico, ma soprattutto conobbe Linda Emery che sposerà nell'agosto del 1964 nonostante il parere contrario dei suoi genitori e dalla quale ebbe due figli, Shannon Lee che aveva solo quattro anni quando morì il padre ed è tra i produttori del biopic e Brandon Lee, la cui parabola è stata tragicamente fermata dal colpo di pistola sparato sul set de Il Corvo. Il debutto come attore adulto avvenne in tv, dove un produttore lo fece recitare in varie serie dopo averlo visto in alcuni filmati del campionato internazionale di karate a Long Beach, colpito dalle sue abilità tra le quali le flessioni su pollice ed indice e il suo noto "pugno a un pollice".

'Dalla Cina con furore' (1972) 

Dalla Cina al Colosseo con furore

Dopo l'incasso straordinario del primo film i produttori non badarono a spese realizzando Fist of fury ovvero Dalla Cina con furore nei nuovi ed elaborati teatri di posa della Golden Harvest, con poche scene in esterni girati a Macao. Rispetto al primo film questo secondo, sempre diretto dal veterano regista di Hong Kong Lo Wei, era decisamente più raffinato e le scene di combattimento avevano lo scopo principale di mettere in luce il talento straordinario di Bruce Lee come artista del kung fu. Le coreografie dei combattimenti apparivano come una danza armoniosa, non a caso il diciottenne Lee in America si era distinto in gare di Cha Cha Cha. L'ulteriore successo di Dalla Cina con furore spinse Lee a tentare anche la strada della regia in cui a dirla tutta si era già misurato in alcune sequenze di azione dei primi due film. L'urlo di Chen terrorizza anche l'occidente fu girato completamente in Italia e il combattimento finale, tra Lee e il suo ex allievo americano Chuck Norris dentro al Colosseo, rimane una sequenza mitica per gli appassionati del genere. Oltre alle scene d'azione che mettono in luce l'abilità di Lee anche dietro la macchina da presa, il film mostra un tocco comico particolare nel personaggio di Tang Lung, un ragazzo della campagna hongkonghese che arriva a Roma senza parlare una parola di italiano per lavorare in un ristorante cinese di un suo parente e finisce per scontrarsi con una banda di malviventi. Questo fu l'unico film che Lee firmò da regista perché morì sette mesi dopo, in questi sette mesi il prolifico Lee aveva girato un coproduzione tra Usa e Hong Kong I 3 dell'Operazione Drago, e aveva appena iniziato la lavorazione di quello che avrebbe dovuto essere il suo secondo film da regista. L'ultimo combattimento di Chen fu costruito attorno alle poche scene che Lee aveva girato prima di morire, la sceneggiatura venne scritta "cucendo" alcune sequenze, utilizzando delle comparse e riciclando vecchio materiale di Lee. Quello che più lascia perplessi è la scelta di utilizzare riprese del vero funerale di Bruce Lee per la messa in scena della finta morte del protagonista.

Un ponte tra Oriente e Occidente

"Mai pienamente accettato come americano ma neppure come un vero cinese, Bruce Lee è stato un ponte tra Oriente e Occidente che ha avuto il merito di introdurre il kung fu cinese nel mondo, uno scienziato del combattimento e un artista che ha rivoluzionato sia le arti marziali che il cinema d'azione - ha dichiarato Ang Lee - Mi sento in dovere di raccontare la storia di questo essere umano brillante e unico che desiderava un senso di appartenenza, possedeva un enorme potere in una cornice di 61 chili e che, attraverso un duro lavoro senza sosta, ha trasformato i sogni impossibili in realtà" ha aggiunto il regista. E per suo figlio Mason Lee, che è apparso in Una notte da leoni e Limbo, questa è la grande occasione.