Gli ultimi giorni di Gene Hackman: solo e disorientato, il cuore non ha retto
di Filippo BrunamontiNEW YORK – In una scena di Target - Scuola omicidi, nel ruolo di un ex agente della CIA, Hackman punta una pistola sotto il naso di un inetto del servizio di controspionaggio. Fa una risata e gli dice: “Non voglio la tua protezione. Fai un favore a te stesso, vattene e non provare più a seguirmi. Se ti rivedo ancora, non vedrai più nessuno”. È contro uno dei quei suoi sorrisi beffardi, indimenticabili, che le cronache sulla morte di Gene Hackman sono destinate a sbattere. I dettagli potrebbero non essere mai noti ma Hackman, 95 anni con Alzheimer avanzato, sarebbe rimasto solo per circa una settimana dopo la morte della moglie e unica assistente.
I funzionari hanno dichiarato che la coppia è morta per cause naturali, lui per malattie cardiache e lei, di…
NEW YORK – In una scena di Target - Scuola omicidi, nel ruolo di un ex agente della CIA, Hackman punta una pistola sotto il naso di un inetto del servizio di controspionaggio. Fa una risata e gli dice: “Non voglio la tua protezione. Fai un favore a te stesso, vattene e non provare più a seguirmi. Se ti rivedo ancora, non vedrai più nessuno”. È contro uno dei quei suoi sorrisi beffardi, indimenticabili, che le cronache sulla morte di Gene Hackman sono destinate a sbattere. I dettagli potrebbero non essere mai noti ma Hackman, 95 anni con Alzheimer avanzato, sarebbe rimasto solo per circa una settimana dopo la morte della moglie e unica assistente.
I funzionari hanno dichiarato che la coppia è morta per cause naturali, lui per malattie cardiache e lei, di trent’anni più giovane, per una rara infezione virale. Lo sceriffo di Santa Fe, Adan Mendoza, ha fatto sapere che non c’erano cuochi o domestici, mentre gli amici di lunga data ricordano il desiderio di privacy che aveva accompagnato la scelta di migrare nel New Mexico alla fine degli anni Ottanta, poco dopo il divorzio dalla sua prima moglie. Aveva già vinto un Oscar per il ruolo da protagonista per Il braccio violento della legge di William Friedkin e un altro premio, come attore non protagonista per il western di Clint Eastwood, Gli spietati, sarebbe arrivato più tardi.
Lo spirito con cui Hackman aveva preso le distanze da Hollywood era: “Niente cellulare. Soltanto ginepri e pini piñon”. Le montagne e l’alto deserto del New Mexico settentrionale, scrive il Washington Post, hanno, per generazioni, attratto persone alla ricerca di un “quantum di conforto”. Gene era uno di loro. Rimaneva attivo nell’arte, era entrato nel consiglio del prestigioso Georgia O’Keeffe Museum, investito in un ristorante che esponeva i suoi dipinti e dato il nome a un cocktail Mai Tai della casa in suo onore. Ma, a partire dai primi casi di Covid, la comunità non aveva quasi più visto la coppia.
Che cosa è accaduto in quei sette giorni in cui Gene Hackman non poteva più prendersi cura di sé stesso? Secondo l’ufficio del medico legale del New Mexico, Betsy Arakawa, 65 anni, pianista classica, nata alle Hawaii, è morta per prima, per sindrome polmonare da hantavirus, che si contrae attraverso l’esposizione agli escrementi di roditori. Zinna, uno dei cani della coppia appassionata di animali, è stato trovato morto in una gabbia nel bagno. E Hackman, veterano dei Marines, avrebbe trascorso giorni in presenza della moglie senza vita, “non consapevole”, ormai troppo disorientato per chiedere soccorso. In trappola, dentro una casa di quattro camere, al termine di un cul-de-sac a est della città.
La malattia cardiovascolare lo ha portato via, probabilmente il 18 febbraio, quando il pacemaker ha registrato l’ultimo battito. Il suo corpo era a terra vicino alla cucina, con un bastone da passeggio e occhiali da sole accanto a lui, il 26 febbraio. Secondo il New York Times, le ultime interazioni di Arakawa risalgono all’11 febbraio. Prima un breve scambio di mail con il massaggiatore, poi un salto al supermercato, una farmacia e un negozio di cibo per cani. Da quel momento, il blackout. Gli investigatori non hanno trovato segni che Hackman stesse comunicando con qualcuno in quei giorni. Non c’è traccia di cibo nello stomaco.
Dopo la sparatoria sul set di Rust, il New Mexico torna ad essere il bersaglio di media & celebrities ma, come ci dice lo scrittore e critico del New Yorker, Anthony Lane, «la speranza è che l’enigma della scomparsa di Hackman si risolva presto». E aggiunge: «L’esistenza, per parecchi personaggi interpretati da Hackman, è un affare duro e sudato, sicuramente non da attraversare a vela con un buon completo addosso. Sotto l’egida di attori come lui, piccoli pezzi di condotta quotidiana sembravano, e sembrano ancora, non solo riconoscibili ma anche stranamente avvincenti».