Spettacoli

Morta Diane Keaton, musa di Woody Allen. Aveva 79 anni

Morta Diane Keaton, musa di Woody Allen. Aveva 79 anni

Iniziò con “Il padrino” accanto ad Al Pacino, poi l’Oscar con “Io e Annie” nel 1978

2 minuti di lettura

È morta a 79 anni Diane Keaton. Lo riferisce il sito americano People, secondo cui l'attrice è deceduta in California ma non si conoscono ancora le cause. Musa di Woody Allen, tra i suoi film si ricordano Io e Annie e la saga del Padrino. All'anagrafe Diane Hall, era nata a Los Angeles il 5 gennaio 1946. Non si è mai sposata, ma ha adottato due bambini: Dexter (1995) e Duke (2000).

(afp)

Diane Keaton aveva iniziato la carriera a teatro: debuttò nel 1968 a Broadway, con una parte in Hair. e l’anno successivo in Play it again Sam, di Allen, sempre a Broadway, per poi esordire al cinema nel 1970. Ottenne la sua prima parte di rilievo interpretando Kay Adams, la moglie di Michael Corleone (interpretato da Al Pacino) nel capolavoro di Francis Ford Coppola Il padrino (1972) e prese parte anche agli altri due film della trilogia Il padrino - Parte II (1974) e Il padrino - Parte III (1990).

Diane Keaton e Al Pacino vissero una storia d’amore un po’ a intermittenza tra il secondo capitolo del Padrino e il terzo e terminò quando l’attrice dopo diversi anni (la parte II è del ‘74 e la III è del ‘90) gli diede un ultimatum: “o ci sposiamo o ci lasciamo”. ““Mi sono sempre piaciute le donne, ma fin da ragazzo sono stato molto timido” ha raccontato Al Pacino nella sua autobiografia Sonny boy. “Non le corteggio e non le assillo. Le donne o ti rispondono o no, e se non sono loro a fare la prima mossa, esito a insistere. Ma con Diane era diverso. Eravamo sempre stati in sintonia. Capiva come vedevo le cose e questo mi confortava. Così la cercai, ci frequentammo e dopo un mese ci mettemmo insieme”. In seguito Diane Keaton rivelò: “Mi ero presa una cotta per lui già ai tempi del primo Padrino, ma avevo 41 anni quando abbiamo costruito il nostro rapporto. Ero pronta finalmente per il matrimonio, lui no. Così non accadde. Non mi sono mai sposata, non è stata una tragedia».

La consacrazione come star di Hollywood arriva però grazie al lungo sodalizio artistico con Woody Allen iniziato con Provaci ancora, Sam per il quale viene scritturata nonostante ritenuta troppo alta. Anche il legame professionale con Allen si è tramutato in una lunga relazione: in un'intervista rilasciata negli anni 90, il regista newyorkese ha parlato di Diane Keaton come del "più grande amore della sua vita". Parlando di Io e Annie (Annie Hall, 1977), Allen raccontò: “Non ero di Coney Island, non sono nato all'ombra di una ruota panoramica, mio padre non ha mai lavorato in un posto che vendeva paraurti, non è così che ho incontrato Diane Keaton e non è così che ci siamo lasciati. Il film è pura invenzione. Certo, c'è dentro la mia sensibilità, ma questo è tutto". E lei disse di Allen: “Gli devo tutto. Le opportunità che mi sono capitate nella vita, il viaggio umano e intellettuale, l’aver avuto successo come attrice. La mia lealtà è assoluta. L’ho amato, lo amo e l’amerò per sempre. Credo in lui. E credo anche che abbia scritto un pezzo di storia del cinema”.

Dopo aver condiviso il set di Provaci ancora, Sam (1972) diretto da Herbert Ross, sono sette i film in cui Diane Keaton è stata diretta da Woody Allen, alcuni dei quali posteriori alla loro rottura: Il dormiglione (1973), Amore e guerra (1975), Io e Annie (1977), Interiors (1978), Manhattan (1979), Radio Days (1987), Misterioso omicidio a Manhattan (1993). L'interpretazione di Io e Annie le valse il successo agli Oscar 1978 come miglior attrice e la vittoria di un Golden Globe e del Premio Bafta.

Nel 1978 Keaton lasciò Allen e iniziò una relazione con Warren Beatty col quale nel 1981 girò Reds, che le frutta la seconda nomination agli Oscar e il David di Donatello alla miglior attrice straniera. La terza nomination agli Oscar come miglior attrice protagonista arrivò nel 1997 con il film La stanza di Marvin, con un giovanissimo Leonardo DiCaprio. Nel 1996 assieme a Bette Midler e Goldie Hawn costituì il terzetto di protagoniste della commedia Il club delle prime mogli, mentre nel 2003 ottenne grande successo nel ruolo di un'affascinante e dolce commediografa conquistata da un Jack Nicholson attempato playboy, nella commedia Tutto può succedere - Something's gotta give per la quale si aggiudicò la quarta candidatura agli Oscar, sempre come miglior attrice protagonista.

I commenti dei lettori