Il dramma di perdere un figlio e la commedia d’azione per ritrovare una figlia in un’America polarizzata. Hamnet, il film del premio Oscar Chloe Zhao e Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson sono i due titoli cinematografici che hanno trionfato ai Golden Globe. Sono questi due film che dovranno darsi battaglia in vista degli Oscar. Sul fronte televisivo si confermano invece i riconoscimenti degli Emmy: le serie premiate sono Adolescence, quattro riconoscimenti, il medical drama The Pitt e la commedia The Studio. Premi a Timothée Chalamet e Rhea Seehorn.
In un momento così delicato per gli Stati Uniti alcune star come Mark Ruffalo, la comica Wanda Sykes e l'attrice Natasha Lyonne hanno scelto di indossare spillette anti Ice con lo slogan Be Good a sostegno della donna uccisa a Minneapolis, Renee Good. Jean Smart ha parlato sia sul tappeto rosso che dal palco invitando ognuno "a fare la cosa giusta". Cerimonia snella e senza colpi di scena particolari condotta ancora da Nikki Glaser, in sala l’abbraccio tra Noah Wyle e George Clooney, ex colleghi di ER. Sul finale della cerimonia un omaggio e un ricordo di Rob Reiner indossando un cappellino da baseball degli Spinal Tap.
Il miglior film drammatico è “Hamnet”
Il film di Chloe Zhao Hamnet vince il Golden Globe per il miglior film drammatico. La regista cinese ha voluto ricordare le persone che hanno perso dei cari durante la lavorazione del film e ha detto: “Paul (Mescal, ndr) mi ha detto questa mattina quanto fare questo film gli ha fatto realizzare che la cosa più importante di essere un artista è imparare ad essere sufficientemente vulnerabile per permetterci di essere visti per chi siamo dandoci totalmente agli altri comprese le parti di cui ci vergogniamo o abbiamo paura”.
La miglior commedia è “Una battaglia dopo l’altra” di Paul Thomas Anderson
Una battaglia dopo l'altra di Paul Thomas Anderson vince il Golden Globe al miglior film musical o commedia. È il quarto premio stasera per il film tratto dal romanzo di Thomas Pynchon.
Wagner Moura è il miglior attore per “L’agente segreto”
L’attore brasiliano Wagner Moura, reso popolare dalla serie Narcos, ha vinto il Golden Globe come miglior attore protagonista di un film drammatico. L’agente segreto ha vinto anche il premio come miglior film non in lingua inglese. “Questo film parla di memoria, o della mancanza di memoria, e il trauma generazionale – ha detto l’attore ritirando il riconoscimento – Penso che se il trauma possa essere trasmesso di generazione in generazione, anche i valori possono esserlo”.
Jessie Buckley miglior attrice protagonista per “Hamnet”
Jessie Buckley vince il Golden Globe come miglior attrice in un film drammatico per Hamnet - Nel nome del figlio. Il film, firmato dalla regista premio Oscar Chloe Zhao, racconta la pagina drammatica della vita di William Shakespeare della perdita di un figlio dal punto di visto della moglie dello scrittore Agnes. La storia è tratta dal romanzo Maggie O'Farrell.
The Studio è la miglior serie commedia per i Golden Globe
Anche per la categoria serie commedia si ripete la formula del doppio premio al protagonista maschile. Seth Rogen sale nuovamente sul palco per ritirare il premio per la serie The Studio, lo show di Apple tv che racconta il dietro le quinte di Hollywood ingaggiando i protagonisti che interpretano se stessi da Martin Scorsese a Charlize Theron.
La miglior miniserie è “Adolescence”
La serie britannica Adolescence, vero exploit della scorsa stagione su Netflix, ha vinto quattro riconoscimenti tra cui anche il Golden Globe come miglior miniserie. "Alcuni pensano che il nostro show parli della paura che si dovrebbe avere dei giovani. Non è così. Parla della sporcizia e dei detriti che noi abbiamo lasciato sul loro cammino" ha detto Jack Thorne, il co-creatore di Adolescence.
La miglior serie drammatica è “The Pitt”
Come da previsioni la miglior serie drammatica è il medical drama The Pitt. Dopo il riconoscimento a Noah Wyle anche lo show, appena tornato con una seconda stagione, ha avuto il suo premio. La serie – 15 episodi che corrispondono a un’ora di turno in un pronto soccorso di Pittsburgh – ha avuto un’ottima risposta di pubblico e critica ed è realizzato dal team che negli anni Novanta ha creato E.R.
Rhea Seehorn vince il Golden Globe come miglior attrice in una serie drammatica
La protagonista di Pluribus Rhea Seehorn ha vinto il Golden Globe come miglior attrice in una serie drammatica. L’attrice che era anche in Better call Saul, un’altra serie di Vince Gilligan.
Il Golden Globe per la miglior stand up comedy a Ricky Gervais. Ritira Wanda Sykes pro comunità trans
Il premio per la miglior stand up comedy è andato allo show di Ricky Gervais Mortality. Lo spettacolo dopo aver girato i teatri (è stato anche a Milano la scorsa estate) è ora uno show su Netflix. La collega Wanda Sykes ha ritirato il premio a nome del comico, affermando che Gervais, ateo dichiarato, "vorrebbe ringraziare Dio. E la comunità trans". Sykes portava una spilletta anti Ice.
Erin Doherty è la miglior attrice non protagonista in una miniserie per “Adolescence”
Erin Doherty ha vinto il Golden Globe come miglior attrice in una miniserie per il suo ruolo di terapista di Adolescence. Nonostante avesse promesso a sua mamma che non avrebbe imprecato l’attrice britannica ha colorito il suo discorso di ringraziamento con una serie di parole forti e poi ha detto dedicando il premio ai terapisti: “La vita può essere dura, la salute mentale è tutto. Ed è stato un onore interpretare una terapista”.
Il miglior film non in lingua inglese è il brasiliano “L’agente segreto”
Il Brasile vince il Golden Globe per il miglior film non in lingua inglese grazie a L’agente segreto con Wagner Moura. Il film di Kleber Mendonça Filho racconta del Brasile del 1977, che segue un professore in fuga sotto la dittatura militare. “Questo è un momento storico molto
importante per fare cinema, in Brasile e qui negli Stati Uniti". Il Brasile vince per il secondo anno consecutivo. Nella scorsa edizione dei Golden Globe, la categoria 'miglior film straniero' è stata vinta da Io sono ancora qui di Walter Salles.
Il miglior cartoon è “KPop Demon Hunters”
Dopo aver vinto il Golden Globe per la miglior canzone il film d’animazione KPop Demon Hunters porta a casa anche il premio per il miglior cartoon. Il film Netflix, grande successo della piattaforma, racconta la storia di un gruppo KPop che usa le proprie identità segrete di cacciatrici di demoni per proteggere i loro fan da una minaccia soprannaturale.
Paul Thomas Anderson miglior regista
Dopo il Golden Globe come miglior sceneggiatura anche quello per la miglior regia per Paul Thomas Anderson e il suo Una battaglia dopo l’altra. Nel ritirare il premio ha voluto rendere omaggio al suo primo assistente alla regia Adam Somner, scomparso nel 2024. Nel suo discorso ha anche ringraziato gli attori con cui ha lavorato, il bel libro di Thomas Pynchon che fa da base alla sceneggiatura e ha citato Nina Simone. “Diceva, quando qualcuno chiede cosa è la libertà? È non avere paura” È una battuta che mi sento di sottoscrivere”.
Il film “I peccatori” vince il Golden Globe al miglior risultato al cinema e al box office.
Il film Sinners – I peccatori vince il Golden Globe al miglior risultato al cinema e al box office.
Michelle Williams ha vinto il Golden Globe come miglior attrice di una miniserie in “Dying for sex”
Michelle Williams ha vinto il Golden Globe come miglior attrice di una miniserie in Dying for sex. La serie, su Disney+, è ispirata alla storia vera di una donna che, malata di cancro, scopre un’improvvisa e diversa sessualità. L’attrice non è presente alla cerimonia perché sta recitando a Broadway.
Stephen Graham miglior attore in una miniserie per “Adolescence”
Stephen Graham, attore e sceneggiatore, ha vinto il premio come miglior interprete in una miniserie per la sua performance di padre dolente e sotto choc in Adolescence. Graham è stato molto applaudito e celebrato dai colleghi che gli hanno tributato una standing ovation.
Timothée Chalamet miglior attore di commedia per “Marty Supreme”. Battuti DiCaprio e Clooney
Timothée Chalamet vince il Golden Globe come migliore attore in un film musical o commedia per Marty Supreme. Dove interpreta un campione di ping pong. L’attore è accompagnato dalla fidanzata Kylie Jenner. Nella sua categoria c’erano colleghi più esperti come Leo DiCaprio e George Clooney ma l’attore, che ha appena compiuto 30 anni, li ha battuti.
Rose Byrne miglior attrice protagonista per la commedia “If I Had Legs I'd Kick You”
Rose Byrne vince il Golden Globe come migliore attrice in un film musical o commedia per If I Had Legs I'd Kick You.
Paul Thomas Anderson vince il Golden Globe alla miglior sceneggiatura per “Una battaglia dopo l'altra”
Il Golden Globe per la miglior sceneggiatura va a Paul Thomas Anderson per Una battaglia dopo l’altra. Il premio è stato consegnato al regista da Macaulay Culkin, celebre interprete della commedia natalizia Mamma, ho perso l'aereo che ha scherzato: "So che è strano vedermi fuori dal periodo natalizio, ma esisto tutto l'anno"
Vincono la canzone Golden del cartoon “Kpop Demon Hunters” e la colonna sonora di “Sinners”
Golden vince il Golden Globe come miglior canzone originale per il film d'animazione KPop Demon Hunters. Mentre la miglior colonna sonora è quella del film Sinners – I peccatori di Ryan Coogler firmata da Ludwig Göransson. Polemica per la scelta di assegnare il premio alla colonna sonora nel break pubblicitario.
Amy Pohler vince il Golden Globe come miglior podcast
Amy Pohler vince il Golden Globe come miglior podcast, Good Hang With Amy Poehler. È il primo anno che viene istituito questo riconoscimento tra i premi della stampa estera. Il premio è stato assegnato da Snoop Dogg.
Seth Rogen miglior attore in una serie comica per 'The Studio': “Pensavo che l’unico modo per averlo in mano fosse girare con un premio finto”
Seth Rogen vince il Golden Globe come miglior attore in una serie (comedy o musical) per The Studio. Il creatore della serie che ridicolizza e celebra Hollywood ha scherzato sul fatto che fosse convinto che l’unico modo per avere in mano quel premio fosse girare una scena con uno premio finto. Nella serie infatti il suo personaggio, il produttore in crisi Matt Remick partecipa alla cerimonia dei Golden Globe chiedendo alla sua protagonista di ringraziarlo dal palco.
Owen Cooper di "Adolescence" vince il premio come miglior attore non protagonista in una serie
Owen Cooper di Adolescence ha vinto il premio come miglior attore non protagonista in una serie. Il giovane attore ha già vinto a settembre un Emmy per il ruolo del tredicenne Jamie Miller accusato di aver ucciso una coetanea. Il suo emozionante discorso: “Ho iniziato a recitare come se fossi capace, ma potevo anche essere pessimo, non si sa mai, quindi ho corso un rischio e ho frequentato un corso di recitazione. Ero l'unico ragazzo lì. È stato imbarazzante, ma sai, alla fine ce l'ho fatta... Sono ancora un apprendista, sto ancora imparando. Grazie a tutti quelli che mi hanno sostenuto fino a qui”.
Jean Smart vince il suo terzo Golden Globe, il suo “Hacks” è senza rivali
Quattro nomination e tre vittore per Jean Smart, la protagonista della serie commedia Hacks. Per l’attrice non ci sono rivali. "Facciamo tutti la cosa giusta", ha detto ritirando il premio, sottolineando di aver già fatto un discorso sul red carpet, un discorso politico con chiaro riferimento al momento delicato che il paese sta vivendo dopo l’uccisione di Renee Good.
Noah Wyle vince per “The Pitt” miglior attore in una serie tv drammatica
Come ampiamente annunciato Noah Wyle ha vinto il Golden Globe per The Pitt, la serie tv medical dai produttori di E.R. Wyle, che ha già vinto l’Emmy a settembre per il ruolo del dottor Robby è appena ritornato con una seconda stagione (in Italia su HBO Max da domani) mentre una terza è già stata annunciata.
Stellan Skarsgard vince il Golden Globe come migliore attore non protagonista
Stellan Skarsgard vince il Golden Globe come migliore attore non protagonista per Sentimental Value. L’attore svedese interpreta un regista alla fine della sua carriera che vorrebbe realizzare un ultimo film ma deve anche misurarsi con il complicato rapporto con le sue due figlie ormai adulte, dopo che per anni sono stati lontani. “Non ero preparato a questo perché pensavo di essere troppo vecchio” ha detto l'attore, 74 anni e ha concluso il suo discorso con un appello: “il cinema va visto al cinema”.
La miglior attrice non protagonista è Teyana Taylor per “Una battaglia dopo l’altra”
L’attrice Teyana Taylor ha vinto il Golden Globe come miglior attrice non protagonista per Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson. L’attrice – 35 anni – interpreta la compagna di DiCaprio Perfidia nella commedia d’azione data per favorita. Nel suo emozionante discorso dal palco, tra le lacrime, ha detto: “Per le mie sorelle e bambine di colore, la nostra dolcezza non è un problema... apparteniamo a ogni stanza in cui entriamo. Le nostre voci sono importanti”.
Al via la cerimonia con il monologo di Nikki Glaser. Battute contro Trump, Cbs e DiCaprio
Al via la cerimonia con il monologo della comica Nikki Glaser alla seconda prova come conduttrice della serata dei Golden Globe. In apertura di serata un'offerta per la Warner Bros nel duello Netflix – Paramount. "Sento 5 dollari?”. Poi stoccate a Trump e al canale che ospita la cerimonia: “Il Globo d'oro per il miglior editing va al Ministero della Giustizia (riferendosi alle pressioni di alcuni legislatori per rendere pubblici i file legati a Jeffrey Epstein) e quello per l'editing più pesante va a Cbs News”. Battute su Leo DiCaprio e le sue fidanzate ventenni (“sappiamo solo questo di te, amico”) e sui capelli di Sean Penn. Su Timothée Chalamet: “È l’unico al mondo ad aver preso peso per interpretare un giocatore di ping pong, quasi due chili”.
Dwayne Johnson gira con Scorsese: “Sarò il padrino hawaiano”
Dwayne Johnson, candidato per The smashing machine, ha raccontato il suo prossimo progetto. “Girerò la storia di Nappy Pulawa, il padrino delle Hawaii – ha raccontato – abbiamo portato l’idea a Martin Scorsese Emily (Blunt, ndr) e io a Martin e racconteremo il mondo della mafia nella Hawaii negli anni Settanta e Ottanta”.
Jean Smart: “È un momento per la verità in America oggi”
La star della serie Hacks, Jean Smart – quattro candidature e due Golden Globe – sul tappeto rosso della cerimonia: “È un momento per la verità in America oggi. Credo che quasi tutti sappiano cosa sia giusto fare nel proprio cuore in questo paese – ha detto l’attrice che più di una volta ha preso parola contro l’amministrazione Trump – la mia opinione non conta più di altre, sono un'attrice, ma sono convinta che ognuno di noi dovrebbe usare la propria voce per esprimere cosa pensa e prova”.
Julia Roberts sul tappeto rosso
L’attrice premio Oscar Julia Roberts è una delle star che stasera farà da presenter alla cerimonia, ovvero chi consegna i premi ai propri colleghi. Sul tappeto rosso pre cerimonia l’attrice ha ricordato la sua prima volta alla cerimonia per Fiori d'acciaio nel 1989. “All’epoca era tutto diverso, i capelli me li facevo da sola”.
Star con spillette di protesta contro l’Ice dopo la morte di Renee Good
Star con le spillette anti-ICE ai Golden Globes in omaggio a Renee Good, la donna uccisa a colpi di arma da fuoco nella sua auto da un agente dell'Immigration and Customs Enforcement la scorsa settimana a Minneapolis. Le spille bianche e nere con gli slogan "BE GOOD" e "ICE OUT", erano sulla giacca di Mark Ruffalo accompagnato sul tappeto rosso dalla moglie, Sunrise Coigney, e sull’abito dell’attrice di Orange is the new black Natasha Lyonne.