Quest'anno ai David di Donatello è una battaglia tra Davide e Golia, il piccolo capolavoro Le città di pianura di Francesco Sossai sfida La Grazia di Paolo Sorrentino, già premiato alla Mostra del cinema di Venezia con la Coppa Volpi a Toni Servillo: 16 candidature il primo, 14 il secondo.
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Nella cerimonia di questa sera in diretta su Rai1 (e su Rai Radio2 e Raiplay), condotta da Bianca Balti e Flavio Insinna, e con molti momenti musicali – attesi Arisa, fresca di conduzione del Concertone del Primo Maggio, Tommaso Paradiso e Annalisa – ci sarà la celebrazione del cinema italiano dello scorso anno. Il momento è delicato. Nessun titolo è stato selezionato nei festival di Berlino e Cannes e ci sono problemi di finanziamento pubblico delle produzioni tanto che da settimane il settore si interroga su come utilizzare questa finestra di visibilità per dare voce alla protesta.
Cinque film e cinque registi per il meglio del 2025
Intanto guardando alla produzione del 2025 (concorrono i titoli usciti nelle sale dal 1º gennaio al 31 dicembre) emerge un’annata ricca di proposte diverse: c’è il caso del film di Francesco Sossai che ha debuttato un anno fa a Cannes e iniziato un percorso fortunato, sostenuto dal passaparola in sala, che lo ha portato a questo incredibile risultato per un’opera seconda, il bel film di Paolo Sorrentino tornato con una storia potente, andata anche molto bene in sala. La cinquina dei migliori film è completata dall’emozionante Cinque secondi di Paolo Virzì, Fuori di Mario Martone (unico italiano in gara a Cannes 2025) e Le assaggiatrici di Silvio Soldini.
E le donne? Nessuna nella miglior regia ma quattro su cinque tra gli esordi
Nella cinquina della miglior regia sono gli stessi cinque a sfidarsi, colpisce che un anno dopo la prima regista premiata col David, Maura Delpero, non ci sia neppure una filmaker nominata, ma sappiamo delle difficoltà produttive del momento certificate anche dalla mancanza femminile in selezione.
Nessuna regista nella cinquina della miglior regia ma ben quattro su cinque in quella degli esordi a testimonianza che qualcosa si muove. Lo scorso anno la statuetta per il miglior esordio l’aveva portata a casa Margherita Vicario con Gloria! e le probabilità che sia una regista esordiente a trionfare nella categoria è, anche solo statisticamente, alta. In cinquina: Ludovica Rampoldi con Breve storia d’amore, Margherita Spampinato con Gioia mia, Greta Scarano con La vita da grandi, Alissa Jung con Paternal Leave, e – l’unico uomo – Alberto Palmiero con Tienimi presente.
Nove attrici per due statuette
Sul fronte dell’interpretazione femminile ci sono ben tre casi di doppia candidatura e ogni categoria vanta ben sei ruoli: Valeria Bruni Tedeschi è nominata come miglior protagonista per Duse nei panni della divina nel film di Pietro Marcello e 'non protagonista' per Cinque secondi di Paolo Virzì; Barbara Ronchi come 'protagonista' per Elisa e 'non protagonista' per Diva futura; Valeria Golino come 'protagonista' per Fuori e 'non protagonista' per Breve storia d'amore. Concludono la selezione Aurora Quattrocchi, candidata per la prima volta a 83 anni a Miglior attrice protagonista per Gioia mia, Silvia D'Amico ‘non protagonista’ per Tre ciotole, Matilda De Angelis 'non protagonista' per Fuori e Tecla Insolia come ‘protagonista’ per Primavera. Infine Milvia Marigliano e Anna Ferzetti candidate per La grazia.
Undici attori per due statuette
Sul fronte maschile invece i candidati sono undici (cinque per il miglior attore protagonista e sei per il non protagonista) e non ci sono doppie candidature. Nella cinquina delle migliori interpretazioni da protagonista troviamo: Valerio Mastandrea per Cinque secondi; Claudio Santamaria per Il Nibbio; Toni Servillo per La grazia e la straordinaria coppia formata da Pierpaolo Capovilla e Sergio Romano per Le città di pianura. Sei invece quelle degli attori non protagonisti: Francesco Gheghi per 40 secondi; Vinicio Marchioni per Ammazzare stanca; Fausto Russo Alesi per Duse; Roberto Citran e Andrea Pennacchi per Le città di pianura e Lino Musella per Nonostante.
I premi certi: Zalone, Amelio, Bozzetto e Storaro (e Ornella Muti ripescata dall’anno scorso)
Oltre a tutti i riconoscimenti che scopriremo in diretta questa sera ci sono quelli già assegnati. A partire dai premi a tre grandi cineasti: Gianni Amelio riceverà il Premio alla Carriera, mentre il David Speciale andrà a Bruno Bozzetto. A Vittorio Storaro il Premio Speciale Cinecittà David 71. Inoltre già annunciato anche il David dello Spettatore vinto da Buen Camino di Checco Zalone, che ha ottenuto il maggior numero di spettatori, in questo caso 9.537.800.