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Eurovision 2026, vince la Bulgaria. Sal Da Vinci al quinto posto

Eurovision 2026, vince la Bulgaria. Sal Da Vinci al quinto posto
Minuto per minuto la volata conclusiva del contest a Vienna. Israele al secondo posto sfiora la vittoria ma raccoglie anche fischi
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Dopo le due semifinali di martedì 12 e giovedì 14 maggio, l’Eurovision Song Contest è arrivato alla sfida decisiva. Alla Wiener Stadthalle va in scena il gran finale della 70esima edizione della manifestazione: venticinque artisti sul palco, ospiti e momenti di intrattenimento per arrivare al momento più emozionante, quello della conta dei voti. L’Italia (pur non potendo votare) fa il tifo per Sal Da Vinci e la sua Per sempre sì, tormentone del festival fin dalla vigilia: canterà dopo Cipro e prima della Norvegia. Non si fermano le proteste contro la partecipazione di Israele: corteo pro Palestina in città.

Classifica finale: la Bulgaria batte Israele e vince sul filo di lana, Sal Da Vinci al quinto posto

Arrivo sul filo di lana: la Bulgaria ottiene 312 punti dal televoto e vince l’Eurovision davanti a Israele. Sal Da Vinci è quinto con i 147 punti ottenuti dal pubblico da casa.

Finiti i voti della giurie di qualità: Bulgaria in testa, Italia sesta

La classifica delle giurie vede in testa la Bulgaria con 204 punti. L’Italia è sesta con 134. Ora il televoto

Controsorpasso della Bulgaria

La classifica è ora guidata dalla Bulgaria, l’Italia insegue

Italia in testa

Con i 12 punti dell’Azerbajan e quelli di San Marino, l’Italia è prima con 48 punti.

Stop al televoto

I presentatori annunciano lo stop del televoto. Ora si attendono i risultati.

L’attesa per le votazioni

Adesso c’è grande attesa per le votazioni. Il pubblico viene intrattenuto da una srie di artisti che ricordano successi dell’Eurovision del passato. Si canta anche Nel blu dipinto di blu.

L’Austria spinge forte

A chiedere la gara c’è il beniamino di casa Cosmó con Tanzschein. I quattro ballerini indossano copricapo metallici con forme animali che ricordano alcuni combattenti delle arene del Gladiatore. Il cantato è teutonico.

(afp)

I mille volti della Romania

Difficile raccontare tutti gli stile mesi in campo dalla rumena Alexandra Căpitănescu con Choke Me. Colpiscono i fili fluorescenti che a un certo la legano, il tono da soprano di certi acuti e la donna incappucciata sul palco che ricorda le antiche prefiche.

(afp)

La Norvegia suona il rock

La Norvegia sceglie le chitarre rock per tentare la sua scalata all’Eurovision. Jonas Lovv propone Ya Ya Ya con un look adeguato, torso quasi nudo e tatuaggi. Molti fumi, molte luci colorate, molte mosse collaudate.

Sal Da Vinci, tricolore e applausi

Anche stavolta arriva sul palco la ballerina Francesca Tocca (ex Amici) con la gonna che diventa un tricolore. La gente applaude forte Per sempre sì, nonostante qualche incertezza sugli acuti.

(reuters)

Cipro cita Shakira

Cipro o Colombia? Antigoni, in perfetto look alla Shakira, canta Jalla circondandosi di scenografie da Grecia antica e si muove sul placo con quattro ballerine. Lo stile è un po’ mediorientale.

Mascherine per la Svezia

La svedese Felicia sceglie di esibirsi con una mascherina luccicante sul viso stile Covid. Mentre canta My system è circondata da fasci di luce rossi, mentre i ballerini esaltano i ritmi dance della canzone.

La Lituania vuole di più

Tra i Rockets e Il settimo sigillo di Bergman. La Lituania con Lion Ceccah cerca un posto al sole con Sólo Quiero Más. Il brano racconta di un individuo smarrito e la storia, guardandolo, sembra credibile.

Ombre gospel per la Polonia

C’è una vena gospel in Pray, la canzone della polacca Alicja. La voce sale altissima, la coreografia è sobria.

Finlandia in pole position

Per i bookmaker la Finlandia è la grande favorita di questa edizione. Linda Lampenius al violino & Pete Parkkonen si destreggiano tra le fiamme con Liekinheitin. Pubblico in delirio.

L’autopromozione della Moldova

La Moldova punta su Satoshi per conquistare il primo Eurovision della sua storia. Viva, Moldova! è piena di citazioni linguistiche di altri Paesi, compresa lk’Italia. La performance è tra le più energetiche.

L’opera francese di Monroe

La francese Monroe, 17 anni, con treccine lunghissime, simula una passeggiata tra le strade accompagnata da quattro ballerini, lei in bianco e gli altri in nero. Regarde! è cantata con stile operistico.

Tecnologia vintage per la Gran Bretagna

La Gran Bretagna si affida a Look Mum No Computer e alla canzone Eins, Zwei, Drei. La scenografia tutta basata sulla tecnologia vintage, con tanto di capriola di un ballerino vestito da computer, e la musica cozzano un po’ con la tradizione creativa del Paese di provenienza.

La mistica delle voci croate

Per le croate Lelek c’è un atmosfera quasi mistica. La loro Andromeda fa pensare a un’invocazione: a un certo punto una di loro sembra addirittura voler ascendere al Cielo.

Con Bangaranga la Bulgaria fa ballare tutti

Dance a alto contenuto energetico, con suggestioni orientali e coreografie sullo stesso tenore della musica. La bulgara Dara torna sul palco di Vienna con Bangaranga e con un posto tra i favoriti.

La Repubblica Ceca tra gli specchi

Per la Repubblica c’è Daniel Žižka con Crossroads. Un brano in inglese, per niente scatenato, in cui l’artista utilizza come scenografia un gioco di specchi.

Malta punta sulla tradizione

Aidan, da Malta, è stato definito “occhio trombino” da Elettra Lamborghini. Senza addentrarsi nel significato dell’affermazione, la sua Bella è una canzone molto tradizionale e molto orchestrata, che ricorda i temi del vecchio James Bond.

Il mondo oscuro della Serbia

L’immaginario gotico è alla base dell’esibizione dei serbi Lavina si esibiscono sulle note della canzone Kraj Mene. Anche per loro urla e fiamme.

L’eclissi d’oro dell’Australia

Anche l’australiana è nel lotto dei favoriti con Eclipse. L’oro domina la scenografia, tra vestiti, pianoforte luccicante e sfondo astronomico.

La sobrietà dell’Ucraina

Per l’Ucraina torna sul palco Leléka con Ridnym. Un brano classico, senza particolari diavolerie o balletti scatenati.

La Grecia fa ballare

Akylas, l’artista greco tra i favoriti alla vittoria secondo i bookmaker, si esibisce con Ferto. Una scenografia coloratissima, con uno schermo da videogioco vintage e un look da felino maculato, e coreografie da tormentone.

L’inno alla mamma dell’Albania

Son tutte belle le mamme del mondo: il messaggio dell’albanese Alis, vestito come un cavaliere post apocalittico, e della sua Nân è chiarissimo. Sul palco, a rafforzare il concetto, c’è anche la mamma vera.

Il Belgio balla tra i ghiacci

La leggera somiglianza con Bjork ha creato qualche suggestione in più per la belga Essyla. Dancing on the ice è eseguita con l’aiuto di quattro ballerini uomini, tutti in total white con una scenografia che rimanda al ghiaccio del titolo.

(afp)

L’amore ossessivo di Israele

Nonostante le polemiche, Israele è ancora nella shortlist dei favoriti. Noam Bettan canta Michelle, un brano sull’ossessione amorosa accompagnato da un balletto al femminile. Bettan ha concluso la sua performance gridando "Am Yisrael Chai!", ovvero "Il popolo d'Israele vive".

(reuters)

La Germania in fiamme (d’amore)

In stile JLo, Sarah Engels lancia fiamme con la sua Fire. Accompagnata da quattro ballerine, è tra le favorite per il podio.

Apre la Danimarca

Dopo l’esibizione di JJ, vincitore della scorsa edizione, e la sfilata dei cantanti con la bandiera del loro Paese, la serata finale è aperta dal danese Søren Torpegaard Lund con Før Vi Går Hjem. La sua canzone parla di tentazioni, in una scenografia dominata da una gabbia di vetro da cui il protagonista entra e esce con tanto di fiamme sul finale.

La telefonata di Carlo Conti a Sal Da Vinci

Durante un’intervista condotta da Gabriele Corsi e Elettra Lamborghini arriva una videochiamata a sorpresa di Carlo Conti che fa gli auguri in diretta al vincitore di Sanremo. “Fai bene i Conti e poi vinci” è l’auspicio del direttore artistico del festival.

Sal Da Vinci il più streammato in Europa

Mentre a Vienna cresce l'entusiasmo intorno alla partecipazione di Sal Da Vinci all'Eurovision Song Contest, i numeri parlano chiaro: l'artista sta vivendo un successo internazionale senza precedenti, diventando uno dei fenomeni musicali italiani più forti del momento in Europa con oltre 60 milioni di streaming complessivi su tutte le piattaforme digitali. Per sempre sì ha raggiunto la prima posizione nelle classifiche italiane di Spotify, YouTube e Apple Music, ottenendo la certificazione del disco d'oro. Su Spotify ha raggiunto la Top 10 in Lituania (#6), entrando anche nelle classifiche di Finlandia e Austria. Su Apple Music piazzamenti ai vertici in numerosi Paesi europei: #2 a Malta, Top 10 in Grecia, oltre alla presenza stabile nelle classifiche di Lituania, Austria, Cipro, Svizzera, Svezia, Belgio e Paesi Baltici. Su iTunes il brano è entrato nella Top 10 in Austria, Lussemburgo e Svizzera, oltre a classificarsi in Germania, Australia, Paesi Bassi e perfino Argentina. Parallelamente, anche Shazam conferma il forte interesse internazionale, con posizionamenti significativi in Croazia, Austria, Svizzera, Grecia, Belgio, Israele e Scandinavia.

A Vienna corteo pro Palestina

Si è tenuta nel pomeriggio a Vienna una manifestazione di solidarietà con la Palestina, mentre la capitale austriaca ospita l'Eurovision Song Contest sotto un rafforzato dispositivo di sicurezza. Secondo stime riportate dai media austriaci, al corteo hanno partecipato circa 3000 persone. Il punto d'incontro nella zona della Westbahnhof, da dove i manifestanti hanno avviato il corteo attraversando diversi quartieri della città. Sul posto un ampio dispiegamento di forze dell'ordine, impegnate nella gestione della sicurezza e della viabilità. Le autorità hanno predisposto controlli rafforzati e chiusure temporanee nelle aree interessate dal passaggio del corteo.

(afp)

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