Venezia 82 nel segno di Gaza e Flotilla. Leone d'oro a Jarmusch. Premiati Servillo e Rosi

Venezia 82 nel segno di Gaza e Flotilla. Leone d'oro a Jarmusch. Premiati Servillo e Rosi
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Al protagonista de "La Grazia" di Sorrentino la Coppa Volpi come miglior attore, premio della giuria per il regista italiano. Leone d’argento per il film sulla tragedia mediorientale "La voce di Hind". La sera finale presentata da Emanuela Fanelli, la cerimonia si chiude con un collegamento da Gerusalemme del cardinale Pizzaballa
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VENEZIA – Toni Servillo miglior attore e premio della giuria per Gianfranco Rosi: il gran finale della 82esima edizione della Mostra del cinema di Venezia premia il cinema italiano. Per l’ultima serata ancora la conduttrice Emanuela Fanelli sul palco della Sala grande del Palazzo del cinema. Molti i discorsi e le dediche per la Palestina, il popolo di Gaza e i volontari di Flotilla. Il Leone d’oro va al regista indipendente americano, il Leone d’argento al film alla storia della bimba palestinese uccisa dall’esercito israeliano.

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Jarmusch: “Non voglio che il mio film sia distribuito in Israele”

"Non voglio sostegno dal governo israeliano, non voglio venga mostrato da loro". Lo afferma il regista Jim Jarmusch, che con il film “Father Mother Sister Brother” ha conquistato il Leone d'oro. E aggiunge: "La popolazione di Israele è meravigliosa, amo le persone che non sono a favore di Netanyahu". Il regista ribadisce, dunque, la sua posizione: "Non mi pace il totalitarismo perché il primo passo è dividerci, è così che ci prendono in giro. Se c'è denaro da parte del governo israeliano allora il mio film non verrà distribuito".

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Payne: “Ex aequo non era possibile. Nessuno ha minacciato di andarsene”

"Abbiamo apprezzato entrambi i film, ma il regolamento non permette l'ex aequo. È stato uno 0,001% a portarci a questa decisione, speriamo che i premi diano valore alle opere" ha detto il presidente di giura Alexander Payne a chi chiedeva ulteriori spiegazioni sul perché The Voice of Hind Rajab non sia stato scelto per il Leone d'Oro. Riguardo alle indiscrezioni circolate su presunti dissapori tra i giurati, smentisce seccamente: "Nessuno ha minacciato di andarsene. Viviamo in un mondo in cui non dovremmo credere a tutto quello che leggiamo su internet".

La Mostra si chiude con il messaggio del cardinale di Gerusalemme Pizzaballa

La serata, dopo il saluto del Presidente Pietrangelo Buttafuoco, è stata chiusa dal patriarca Pierbattista Pizzaballa, cardinale di Gerusalemme, con un video dalla Terra Santa: “Viviamo un momento drammatico e divisivo per noi e vediamo in tutto il mondo. La cronaca di quello che stiamo vivendo la conoscete, le immagini sono molto significative e parlano di morte, dolore e distruzione. Siamo talmente pieni di dolore che sembra non esserci spazio per quello di altri, un clima di odio sempre più profondo nelle popolazioni ebree e palestinesi. La violenza a cui stiamo assistendo è un linguaggio violento e disumanizzante. Questa guerra deve finire, è tempo di fermarla ma la fine che auspichiamo non sarà la fine del conflitto e del dolore. Dobbiamo lavorare molto, soprattutto noi credenti e chi fa cultura, per una narrativa diversa. Dobbiamo avere il coraggio di nuove prospettive e nuove idee che possano arrivare alla società e alla politica. Io ci credo e abbiamo bisogno del vostro aiuto”.

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Il Leone d’oro 2025 va a Jim Jarmusch

Il Leone d’oro va al ritorno al cinema di Jim Jarmusch, a sei anni dal vampiresco I morti non muoiono, con Father mother sister brother. Un trittico di storie sul filo del surreale umorismo con cui il regista americano ha abituato il suo pubblico. Un esercizio di stile, un film ad episodi sui difficili rapporti fra genitori e figli. Tre storie: un padre (Tom Waits) nel New Jersey vive solo al bordo di un lago facendo credere ai figli di essere in grave crisi economica, una madre (Charlotte Rampling) a Dublino incontra le figlie Timothea (Cate Blanchett) e Lilith (Vicky Krieps) solo una volta l’anno per un tè in un salotto da casa delle bambole infine a Parigi due gemelli dovranno affrontare il vuoto lasciato dai genitori.

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Leone d'argento a The Voice of Hind Rajab. Standing ovation

Il Leone d'Argento - Gran Premio della Giuria della 82/a Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia va a The Voice of Hind Rajab di Kaouther Ben Hania. La regista commossa ha detto: “Dedico il premio alla Mezzaluna palestinese e a tutti quelli che rischiano la vita per salvare vite a Gaza, cercano di ascoltare voci che non trovano risposta come quella di Hind e continuerà finché qualcuno non si prenderà responsabilità di quello che sta accadendo. Il cinema non ce la riporterà e non oscura le atrocità commesse, ma il cinema può conservare la sua voce perché la sua storia non è solo sua ma tragicamente di un popolo che subisce un genocidio da parte dell’esercito israeliano. Grazie a tutti coloro che hanno sostenuto questo film, spero che il Mondo non si dimentichi che la storia di Hind è solo una tra quelle di migliaia di bambini che devono essere salvati”.

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Leone d’argento, per la miglior regia a Benny Safdie

Il Leone d'Argento – Premio per la migliore regia della 82/a Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia va a Benny Safdie per il film The Smashing Machine (Usa), biopic sul campione di Mma Mark Kerr. Il film dedicato al lottatore anni Novanta che ha il volto di Dwayne Johnson. Il fratello minore della coppia di registi americani firma un ritratto adrenalinico e emotivamente intenso di uno dei primissimi campioni UFC (Ultimate Fighting Championship), la tecnica di combattimento che mescola arti marziali diverse e il wrestling.

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Gianfranco Rosi e Sotto le nuvole, premio speciale della giuria

Il premio Speciale della Giuria dell'82esima Mostra del Cinema di Venezia è andato a Sotto le nuvole di Gianfranco Rosi. Gianfranco Rosi è stato l’ultimo italiano a vincere nel 2013 il Leone d’oro con Sacro Gra. Con Sotto le nuvole, tre anni di lavoro del documentarista, si racconta la città di Napoli tra il Golfo e il Vesuvio. Un racconto in bianco e nero di una Napoli meno conosciuta fatta di turisti, archeologi giapponesi che scavano il passato, esperti di arte greca che nei musei cercano di dare ancora vita a statue, frammenti, rovine. “12 anni fa ho improvvisato e ora sono un po' più attento a quello che devo dire – ha detto Rosi leggendo un biglietto – Considero il documentario cinema, è una sfida per me, in questa Mostra 15 documentari a dimostrazione che può essere avamposto e resistenza. Il nostro compito è filmare, raccontare e testimoniare anche le atrocità e condivido con loro questo premio. Dedico il premio alle persone che ho incontrato e mi hanno dato fiducia”.

(ansa)

Miglior sceneggiatura a Valerie Donzelli con À pied d'ouvre

Il Premio per la migliore sceneggiatura della 82/a Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia va a Valerie Donzelli e Gilles Marchand per il film À pied d'ouvre (At work) di Valerie Donzelli (Francia), ispirato da una storia vera. Il film francese A pied d'oeuvre è tratto da un romanzo di grande successo in Francia con protagonista un fotografo che molla tutto per dedicarsi alla scrittura a costo di diventare povero, con Bastien Bouillon (La notte del 12, Il Conte di Montecristo), pronto a tutto per salvaguardare arte e libertà. Il film è tratto dal romanzo di Franck Courtès del 2023 in cui raccontava la sua storia personale fatta di lavoretti come svuotare le cantine e sradicare piante dai terrazzi, tutto per preservare il tempo della scrittura.

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Coppa Volpi a Toni Servillo: “Ammirazione a chi si è messo in mare per andare in Palestina”

Toni Servillo, protagonista del film 'La Grazia' di Paolo Sorrentino, si aggiudica la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile di Venezia 82.
Toni Servillo, 66 anni, alla settima prova con Sorrentino, interpreta un Presidente della Repubblica nel semestre bianco, ex giurista alle prese con dilemmi morali come la grazia da concedere a due ergastolani, un uomo e una donna, e una legge sull’eutanasia da approvare prima della fine del suo mandato. L’attore ha detto dal palco: “Sono felice ed emozionato e ringrazio Paolo Sorrentino, questo Presidente della Repubblica è una tua creazione e io ho cercato di servirti nei limiti delle mie capacità. Non mi aspettavo di essere premiato da una attrice che mi ha incantato con un film meraviglioso – ha detto riferendosi a Fernanda Torres che gli ha consegnato la Coppa – ringrazio la giuria di artisti straordinari e il presidente per il quale ho una venerazione”. E poi Servillo ha concluso: “A nome di un sentimento che tutto il cinema prova voglio esprimere la mia ammirazione per chi ha deciso di mettersi in mare e raggiungere la Palestina e portare un segno di umanità in una terra in cui ogni giorno dignità umana è vilipesa”.

Coppa Volpi all’attrice cinese Xin Zhilei

Coppa Volpi Xin Zhilei protagonista del film cinese Ri gua zhong tian (The sun rises on us all) che racconta di due ex amanti in cui lui si è sacrificato assumendosi la colpa di un crimine commesso da lei. Anni dopo la coppia si ritrova per un doloroso addio.

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Il Premio Mastroianni va a Luna Wedler per Silent Friend


La venticinquenne attrice svizzera Luna Wedler protagonista di Silent Friend, della regista ungherese Ildikó Enyedi (Corpo e anima, Storia di mia moglie) ha vinto il premio Mastroianni. Nel film, ambientato nel giardino botanico di una città universitaria medievale in Germania, interpreta la prima studentessa donna di botanica in un’Università di inizio Novecento dove i professori appena tollerano la sua presenza.

Nino D’Angelo canta “Odio e lacrime” e ricorda i bambini uccisi in guerra “palestinesi e ucraini”

Ieri è stato protagonista con il doc firmato dal figlio Toni, oggi Nino D’Angelo è salito sul palco della Sala grande per cantare Odio e lacrime. “Questa canzone è stata scritta anni fa per la guerra in Iraq, ma ora c’è una guerra più forte. Quando si uccidono i bambini si uccide il futuro di tutti i noi”. E ha ricordato i bambini palestinesi e ucraini.

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Mara Venier premia la miglior opera prima. È Nastia Korkia che ricorda la guerra in Ucraina

Mara Venier è un piacere essere qui a dare un premio che c'è da 29 anni in memoria di Luigi De Laurentiis 100 mila dollari per la migliore opera prima.

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Il film vincitore è Short summer di Nastia Korkia: “Oggi è il 129 esimo giorno dell'invasione dell’Ucraina, non ho mai visto da vicino la guerra ma ho sentito le sue radiazioni. Spero che terremo i nostri occhi aperti e troveremo il modo di fermare la guerra. Dedico il film ai miei nonni che non sono più qui”. Nastia Korkia è una regista di origine russa che vive tra la Germania e la Francia e ha ricordato gli amici sparpagliati per tutto il mondo.

Standing ovation per Giorgio Armani, la regista di “Calle Malaga”: Dolore per il popolo di Gaza

Standing ovation e lungo applauso per Giorgio Armani in sala Grande prima dell'assegnazione dei premi Armani Beauty. “Orgoglio italiano nel mondo, maestro di stile e soprattutto persona gentile”. Il premio, decretato dal pubblico della Mostra, è andato alla commedia Calle Malaga di Maryam Touzani con protagonista Carmen Maura. “Sento dolore come moltissimi di noi non posso dimenticare l’orrore inflitto al popolo di Gaza, al popolo della Palestina. Come madre oggi mi considero fortunata perché posso vedere mio figlio per quanti non è possibile e quanti ancora prima che questo Ci rifiutiamo di perdere la nostra umanità. Sono orgogliosa di far parte di un festival che è luogo di libertà e possono dare voce alla propria posizione, la politica alle volte ci delude ma l’arte è casa di giustizia e libertà”.

(ansa)

Emanuela Fanelli riparte con la gag comica: “Mia mamma vuole che il mio cane Oreste faccia il cinema”

Emanuela Fanelli riparte con la cerimonia su Rai 3 e un monologo spiritoso. “Stasera tutti sanno che hanno vinto qualcosa ma non sanno cosa, se il premio Leone o il premio simpatia figurati se gli interessa cosa dico io. Poi c’è una scaletta blindatissima, io quando mi esprimo? C'è uno con la mano in fronte chissà se dorme o ha il jet leg.Ho un cane che si chiama Oreste e a voi cosa vi frega, penserete, mia mamma si è fissata che deve fare film o pubblicità. Mi ha detto ‘Io ci capisco di talento’. E allora mi sono tornate in mente le volte che ha detto ‘amo brava io penso che puoi fare il cinema?’ Zero volte. E allora se una parte già così… “

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Orizzonti, vince El camino di David Pablos

Il miglior film di Orizzonti è En el camino del regista messicano David Pablos, una storia intensa e universale che rinnova il genere del road movie in cui il viaggio fisico diventa metafora di ricerca identitaria e di emancipazione, storia di camionisti sulle strade del Messico. Il film ha vinto anche il Queer Lion Award 2025. Veneno, un giovane vagabondo ribelle, frequenta tavole calde lungo la strada dove passa le notti con i camionisti. Avendo urgente bisogno di un passaggio, incontra Muñeco, un camionista duro e riservato. Lo convince a portarlo nel mondo ipermascolino dei trasporti a lungo raggio nel nord del Messico. Mentre viaggiano insieme e tra loro si crea un’inaspettata intimità, riaffiorano ombre del passato di Veneno, mettendo a rischio la vita di entrambi.

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Premiato in Orizzonti anche il film giapponese Harà Watan (Lost land) di Akio Fujimoto, miglior regia a Songs of Forgotten Trees della regista indiana Anuparna Roy. Che ha voluto ricordare “la catastrofe che sta avvenendo in Palestina, tutti i bambini devono vivere in pace, la Palestina non può essere un'eccezione. Questo non piacerà al mio paese, ma questo non importa” ha detto.

La giuria era presieduta dalla regista e sceneggiatrice francese Julia Ducournau e composta da: il regista e videoartista italiano Yuri Ancarani, il critico cinematografico argentino Fernando Enrique Juan Lima, la regista australiana Shannon Murphy, l'artista e regista statunitense RaMell Ross.

Anche il miglior attore di Orizzonti è italiano: Giacomo Covi

Esordiente assoluto Giacomo Covi è uno dei tre ragazzi di Un anno di scuola di Laura Samani (già suo Piccolo corpo). A lui è andato il premio per il miglior attore di Orizzonti. La regista triestina ha adattato il romanzo di Gianni Stuparich del 1909 in un “coming of age” ambientato cent’anni dopo, dove una ragazza svedese è l’unica femmina in un istituto tecnico e finisce per stringere amicizia con un gruppetto di tre maschi legatissimi fra loro mettendo in crisi il loro equilibrio.

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“Sono sopraffatto dalla gioia e desidero ringraziare la giuria dal profondo del cuore: questo premio significa molto per me. – ha detto emozionatissimo il giovane attore – Vorrei anche ringraziare Laura per aver creduto in me per il suo film, e i miei meravigliosi colleghi Stella Wendick, Pietro Giustolisi e Samuel Volturno, che hanno reso la realizzazione di questo film una meravigliosa esperienza personale e professionale”.

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Benedetta Porcaroli miglior attrice di Orizzonti e dedica il premio “agli amici di Flotilla”

Nella sezione Orizzonti Benedetta Porcaroli protagonista di Il rapimento di Arabella di Carolina Cavalli al suo secondo film dopo Amanda sempre con Porcaroli protagonista. Qui interpreta una giovane donna che ha sempre creduto di essere la versione sbagliata di sé stessa, incontra una bambina che le ricorda se stessa da piccola e la rapisce.

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L’attrice – 27 anni – esplosa con la serie Baby, poi 18 regali ed Enea quest’anno è stata la Concetta del Gattopardo. Dopo i ringraziamenti di rito ha detto: “Ieri ero nell’albergo dove abbiamo girato il film, il mio personaggio direbbe che questa non è una coincidenza. Viviamo in un mondo che ci indica modelli irraggiungibili ma con i personaggi di Carolina è diverso. Non esiste un’età per essere impavidi come la giovane protagonista con cui divido il premio. Dedico con tutto il mio amore questo premio agli amici sulla Flotilla. Non tutto è finito, c'è un motivo valido per alzarsi la mattina e che si chiama umanità”.

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Il premio per la miglior sceneggiatura è andato a Hiedra della regista ecuadorena Ana Cristina Barragan. “Palestina libera” ha detto la regista dal palco dopo aver ringraziato. Il miglior cortometraggio è invece Without Kelly della regista svedese Lovisa Sirén.

Il premio per il miglior film restaurato è andato a Bashù, il piccolo straniero

Il premio per il miglior film restaurato è andato a Bashù, il piccolo straniero di Bahram Beyzaie. Ha ritirato il premio il regista il regista iraniano Mohammad Rasouluf che ha ricordato il valore del lavoro del suo collega iraniano. “Sono passati 40 anni dalle riprese del film – ha letto il messaggio di Beyzaie – dare rifugio a un bambino che fuggiva dalla guerra era vietato. Il film è stato vietato per quattro anni. Oggi offro il mio rispetto a tutte le vittime della guerra Iran – Iraq”. Un premio anche al documentario Mata Hari.

Il primo premio è per Venice Immersive

Emanuela Fanelli apre la cerimonia: “Ben trovati questa prima parte della diretta sarà su Raiplay poi ci spostiamo su Rai 3 e la mia verve la terrò per i canali nazionali”. Ricorda i Leoni alla carriera già assegnati, e gli altri premi a Juilan Schnabel e Gus Van Sant. Si parte subito con i riconoscimenti di Venice Immersive: A long goodbye di Kate Voet, Victor Maes, premio della giuria a Less than 5Gr of Saffron di Négar Motevalymeidanshah. Che ha detto: “Spero che nessun bambino debba più abbandonare la sua terra”. Gran premio della giuria a The Clouds Are Two Thousand Meters Up di Singing Chen.

Sul tappeto rosso Toni Servillo e Gianfranco Rosi

Ecco prima di entrare nella Sala grande per la cerimonia ci sono cineasti italiani che fanno sperare. L’attore Toni Servillo protagonista di La Grazia di Paolo Sorrentino, il regista di Sotto le nuvole Gianfranco Rosi ed ecco anche Benedetta Porcaroli. Che in Orizzonti presentava il film Il rapimento di Arabella.

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Ecco la giuria: da Alexander Payne a Maura Delpero

Ecco tutti i giurati di Venezia 82 guidati dl presidente Alexander Payne. Sono il regista e sceneggiatore francese Stéphane Brizé; la regista e sceneggiatrice italiana Maura Delpero; il regista, sceneggiatore e produttore rumeno Cristian Mungiu; il regista e scrittore iraniano Mohammad Rasoulof; l’attrice, scrittrice e sceneggiatrice brasiliana Fernanda Torres, l’attrice cinese Zhao Tao.

Maura Delpero
Maura Delpero (ansa)

La modella Alessandra Ambrosio sul tappeto rosso

Non solo registi e attori anche tanti altri ospiti per la serata conclusiva. Spunta Mara Venier, in pantalone e giacca neri, Nino D’Angelo, ieri protagonista con il suo documentario e poi la modella brasiliana Alessandra Ambrosio.

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Sul tappeto rosso Luna Wedler protagonista di Silent Friend

Sul tappeto rosso Luna Wedler protagonista di Silent Friend, film della regista ungherese Ildikó Enyedi (Corpo e anima, Storia di mia moglie).

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Il film di chiusura con Louis Garrell e Adele Exharcopoulos

Chien 51 con Gilles Lellouche, Louis Garrel, Romain Duris, Valeria Bruni Tedeschi, Adele Exharcopoulos è il film di chiusura della Mostra. Il polar distopico di Cedric Jimenez è ambientato in un futuro abbastanza prossimo nel quale Parigi è divisa in tre zone che separano le classi sociali e nessuno può sfuggire ad Alma, un'intelligenza artificiale predittiva che ha rivoluzionato le forze dell'ordine. Quando il creatore del sistema viene assassinato, Salia (Exharcopoulos), un agente di alto livello, e Zem (Lellouche), un poliziotto disilluso, devono collaborare per risolvere il caso, dietro il quale si nascondono oscuri segreti legati alla tecnologia che li usa come strumenti.

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È iniziato il tappeto rosso della serata finale della Mostra

Al via il tappeto rosso della serata di premiazione della Mostra. La prima ad arrivare come da tradizione è la conduttrice Emanuela Fanelli che come la serata di apertura guiderà la serata con la sua ironia e sensibilità.

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Il Premio Rotella a Paolo Sorrentino

Il Premio Fondazione Mimmo Rotella 2025 è stato assegnato al regista Paolo Sorrentino, "figura centrale del cinema contemporaneo, autore di un linguaggio inconfondibile capace di coniugare la tradizione cinematografica italiana con una visione personale e universale, in cui convivono introspezione, ironia, sguardo visionario, e un'estetica che dialoga costantemente con la storia dell'arte". Un riconoscimento di cui il regista si è detto "onorato”. "È un grande piacere - ha detto - essere associato al nome dell'artista Mimmo Rotella che ho sempre ammirato". Il Premio è stato conferito "per la coerenza di un percorso autoriale che ha saputo dare lustro al cinema italiano nel mondo" e per l'intensità con cui La Grazia "si propone come un'opera autenticamente originale, problematica e poetica in grado di porci di fronte alle nostre coscienze".

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Sorrentino, Servillo, Bruni Tedeschi il Premio Pasinetti

Va a La Grazia di Paolo Sorrentino il Premio Francesco Pasinetti 2025 per il miglior film italiano assegnato a Venezia, come tradizione, dai Giornalisti Cinematografici Italiani (Sngci). Fra gli attori protagonisti sugli schermi della Mostra 82 il prestigioso riconoscimento è attribuito a Toni Servillo, ancora per La Grazia, e a Valeria Bruni Tedeschi, per Duse di Pietro Marcello. Ad Anna Ferzetti un Pasinetti 'speciale' per la sua grande prova d'attrice a fianco di Servillo nel film di Sorrentino.

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L’iraniano Amir Azizi vince le Giornate degli Autori

Il film vincitore del GdA Director's Award della ventiduesima edizione delle Giornate degli Autori alla Mostra del Cinema di Venezia è Daroon-E Amir (Inside Amir) del regista iraniano Amir Azizi, una storia personale che indaga il dubbio del rimanere e dell'andarsene da una città. Quella mostrata da Amir Azizi è Teheran ed è proprio l'occhio discreto con cui il regista ne racconta persone e luoghi a dare al film un doppio registro che parla la stessa lingua di Sepideh Farsi quando ricorda che oggi, anche per il cinema, è "il tempo dell'artivismo". "La nostra giuria", dichiarano Gaia Furrer e Giorgio Gosetti, "ha premiato quest'anno un film che risponde a una domanda semplice ma radicale: cosa lasciamo davvero quando lasciamo il nostro paese? Attraverso gesti quotidiani e intimi, Azizi costruisce un racconto sospeso tra passato e futuro, tra appartenenza e sradicamento. Un'opera che diventa dichiarazione d'amore e insieme gesto di addio, capace di dare valore alle relazioni, al presente e alla complessità della vita”. Il premio Europa Cinemas Label del 2025 è andato a Bearcave di Stergios Dinopoulos e Krysianna B. Papadakis. Si tratta di un premio dedicato ai film di produzione e co-produzione europea, grazie al quale il vincitore può beneficiare del sostegno promozionale di Europa Cinemas e di una migliore distribuzione.

MORIS PUCCIO
MORIS PUCCIO 

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